Video – Museo del Toro, Riccardo Meroni: “Orgoglioso ed emozionato”

Multimedia / Il figlio del pilota del Fiat G.212 targato I-ELCE perito a Superga il 4 maggio 1949: “Qui oggi c’è un po’ della mia famiglia”

Giornata toccante al Museo del Grande Torino e della Storia Granata di Grugliasco, dove ieri è stata inaugurata la mostra “L’ultimo volo per il Grande Torino”, evento visibile fino al 14 luglio e che approfondisce il profilo storico e personale dei componenti dell’equipaggio del Fiat G.212 targato I-ELCE perito a Superga il 4 maggio 1949 insieme al Grande Torino. Riccardo Meroni, figlio del pilota, ha parlato così a margine dell’evento: “Non ho vissuto direttamente la vicenda perché avevo 3 anni, il maggiore dei miei fratelli ne aveva 7. Il ricordo è il racconto di mia madre e fu difficile acquisire il fatto della tragedia perché mio padre era dato per disperso. Lui aveva una grande passione per il volo e fece di tutto per realizzare il sogno. Arruolatosi nella Regia Aeronautica, in guerra si guadagnò anche due medaglie di argento e 3 di bronzo. Per quel viaggio fu scelto un equipaggio altamente professionale, ed anche il secondo pilota, molto amico di mio padre, era altamente qualificato. Mio padre era istruttore di volo strumentale, il ‘volo cieco’, quello a visibilità 0, che è quello operato a Superga, dove vi erano nubi dense e nebbia. Il disastro è probabilmente scaturito da un errore strumentale, in quanto le macchine segnavano 2000 m invece dei 600 reali. Ho solo bei ricordi, ma non vissuti di persona. I reperti lasciati al museo sono ricordi unici“.

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