La Maratona chiama…

La Maratona chiama…

 

di Giacomo Serafinelli

Buongiorno Toro…come si fa a commentare una partita che poteva essere vinta largamente e che abbiamo pareggiato in zona Cesarini?

Risultato profondamente ingiusto, dal momento che un Toro gagliardo, arrembante e grintoso ha fatto la partita, dimostrandosi superiore all’avversario e sfiorando…

di Redazione Toro News

 

di Giacomo Serafinelli

Buongiorno Toro…come si fa a commentare una partita che poteva essere vinta largamente e che abbiamo pareggiato in zona Cesarini?

Risultato profondamente ingiusto, dal momento che un Toro gagliardo, arrembante e grintoso ha fatto la partita, dimostrandosi superiore all’avversario e sfiorando il gol in più di un’occasione.

Trascinati dal pubblico delle grandi occasioni, i ragazzi di Lerda si sono resi protagonisti di una bella prova e anche quando si sono trovati in svantaggio non si sono disuniti.

Alcuni mesi fa il gol degli avversari, tanto bello quanto immeritato, ci avrebbe dato una mazzata dalla quale non ci saremmo risollevati, ma il Toro di questi tempi è diverso. Un toro da play off?

Diciamo che l’aver mantenuto i calabresi alle nostre spalle è una buona notizia e il modo in cui abbiamo pareggiato è una bella iniezione di fiducia.

Del resto la partita si era messa male, con il fortino amaranto eretto a difesa del vantaggio e i fanti granata a tentare l’assalto sia partendo dai lati che dal centro.

Ma come diceva il buon John Belushi: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare; ecco quindi che il capitano è salito in cattedra e, dopo un errore incredibile davanti al portiere (a proposito: tranquillo Rolando, il calcio è così, sono cose che capitano), non si è dato pace finché non ha ristabilito l’ordine delle cose.

E così, dopo l’ennesimo assalto, si è arrampicato in cielo a raccogliere un morbido spiovente del neoentrato Sgrigna e lo ha trasformato nel più giusto e sacrosanto dei gol.

E’ vero, inutile nascondersi dietro ad un dito, contro una Reggina rimaneggiata e a secco di vittorie da sei turni, era lecito aspettarsi i tre punti che, oltre a distanziare nettamente proprio i calabresi, ci avrebbero consentito di mettere nel mirino Varese e Novara; ma in vista di un finale di campionato convulso e dell’auspicapibile coda di giugno, direi che la grinta e la determinazione dei granata valgono quanto una vittoria, perché sono la prova che i ragazzi ci credono e che il fiato regge.

Se a questo aggiungiamo la costante spinta del pubblico, direi che di motivi per essere ottimisti, finalmente, ne abbiamo.

Forza Toro!

 

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