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Torino, tra Belotti ed Hernandez: un gioco ad incastri per l’attacco

Federico Lanza

Calciomercato / I due profili restano costantemente monitorati dal club granata che cerca di puntellare l'attacco

  Il Torino corre e suda in quel di Bormio. E mentre i giocatori granata preparano al fresco della Valtellina la prossima stagione, il d.s Petrachi continua a sondare il mercato in cerca di un attaccante di peso, giovane ma capace allo stesso tempo di garantire un alto indice di pericolosità. E queste caratteristiche, al giorno d'oggi, costano. Piace, e non poco, Andrea Belotti, attaccante classe 1993. Ma la bottega del Palermo è cara. E il suo direttore, Maurizio Zamparini, non è disposto a fare sconti. Anzi, il presidente rosanero è proprio un osso duro con cui trattare. Non euro di più, non un euro di meno. Come dice il proverbio...Pagare moneta, vedere cammello.    Il prezzo del cartellino di Belotti si aggira sui 7 milioni di euro. Un prezzo ritenuto troppo alto al momento, ma ciò non esclude che nei prossimi giorni le due società si siedano ad un tavolo per trattare. Per trattare, però, Zamparini e Gerolin vogliono cautelarsi con un sostituto all'altezza. L'identikit è finito su Sergio Araujo, argentino classe 1992 del Las Palmas, fresco di promozione nella Liga. Proprio grazie ad un gol di Araujo il club delle Canarie è tornato nella massima serie spagnola, circostanza che ha spinto la società ad acquistarne il 70% del cartellino dal Boca Juniors. 10 milioni, questa la cifra chiesta al Palermo dal Las Palmas per l'argentino. I rosanero tratteranno ad oltranza, e con lui Petrachi e Cairo, desiderosi di dare a Ventura un rinforzo di peso per il reparto avanzato.   Un altro nome, ricorrente sul taccuino di Petrachi, è quello di Abel Hernandez, ora all'Hull City. Non un successo, l'avventura inglese per l'attaccante classe 1990, che ha segnato solo 4 gol in 25 partite. Il club di Kingston Upon Hull ha offerto il giocatore in prestito con diritto di riscatto fissato tra gli 8/10 milioni. Cifra ritenuta troppo alta: a queste condizioni non si tratta. E' anche vero, però, che se l'attaccante dovesse riprendere a segnare con regolarità, il riscatto pattuito sarebbe un affare d'oro per il Torino, che si assicurerebbe un giocatore rifiorito a poco prezzo. Al momento, però, ciò che sembra frenare l'arrivo di Hernandez al Torino sono i problemi burocratici, più che le pretese economiche. Bisogna liberare prima uno slot da comunitario, essendo il giocatore in possesso solo del passaporto da extra-comunitario.   Un gioco ad incastri, per il mercato del Torino. Una partita a scacchi in cui bisogna fare movimenti precisi e mirati. In attesa della mossa vincente, lo "scacco matto" granata.