Toro in Sud America: ecco i talenti da seguire

Calciomercato / Racing Avellenada, Tigre, Peñarol, Liverpool Montevideo, Danubio, Vélez, Huracan, Indipendiente, San Lorenzo, Boca e River: chi riuscirà ad impressionare il diesse Petrachi?

di Manolo Chirico, @ManoloChirico

Racing Avellenada, Tigre, Peñarol, Liverpool Montevideo, Danubio, Vélez, Huracan, Indipendiente, San Lorenzo, Boca e River. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi s’accinge a partire per il Sud America, dove con l’osservatore Zavagno proverà a seguire quante più partite possibili.

Tanti i talenti da andare a vedere ed anche qualche trattativa da portare avanti. Come quella per il trasferimento a Torino dell’attaccante Rodrigo Aguirre, con il giocatore l’accordo c’è da un pezzo (qui i dettagli) mentre con il club occorre limare i dettagli. Il Liverpool Montevideo chiede 3 milioni (qui tutti i dettagli), mentre Cairo preferirebbe abbassare l’esborso con un prestito onerore (1,5 milioni) ed eventuale riscatto fissato ad un milione. Su queste basi il club uruguaiano preferirebbe cedere subito a titolo definitivo il giocatore, magari accontentandosi di 2 milioni di euro, ma assicurandosi una percentuale vicina al 15% sulla cessione futura del giocatore (clicca qui per maggiori informazioni).

Chiarito il discorso legato ad Aguirre, il quale è già stato osservato da tempo e il cui passaporto extracomunitario non rappresenta affatto un problema (leggi qui), andiamo ad analizzare i cosiddetti nomi nuovi, i futuri talenti da tenere d’occhio.

DANILO IL RUBA PALLONI – Il ruolo preciso, è quello che in lingua spagnola e portoghese viene detto: ”volante”. Danilo, brasiliano classe ’96 del Vasco da Gama, è il classico centrocampista mediano tuttofare. Giovanissimo e già leader della nazionale verdeore U-17, per ora 5 presenze e un gol nella ‘sua’ selezione Under20. Danilo vanta un fisico invidiabile per la sua giovane età: 1 metro e 85 centimetri per 78 chilogrammi di stazza. Tatticamente intelligente, difende molto bene, sa anche impostare. Non disdegna gli inserimenti in area. Il suo cartellino appartiene (quasi) per intero al noto agente Fifa Jorge Mendes che lo ha rilevato attraverso il fondo da lui controllato. La concorrenza europea c’è, ma il Toro potrebbe giocare d’anticipo.

I TALENTI DELL’HURACAN – Leonardo Correale, difensore classe ’94, ma soprattutto Sergio Casais stessa età del compagno di squadra appena citato. Ruolo assai diverso, infatti Casais gioca nel centro del cerchio di centrocampo: fisico quadrato (177cm per 65kg) e piedi educati. Può giocare davanti alla difesa, ma anche leggermente più avanti. Grazie alla sua esplosività, può adattarsi anche nel ruolo di mezzala. In patria lo paragonano al più noto Walter Gargano. Profili interessanti che militano però nella serie b argentina: un dato da non sottovalutare.

ALTE E BASSE VALUTAZIONI – Di giocatori da visionare ce ne sono tanti e molti di questi potrebbero fare a caso del Toro. Come Sanchez Mino, esterno offensivo mancino del Boca classe ’90, munito di doppio passaporto argentino/spagnolo: due gol e 6 assist nel campionato d’apertura. La sua valutazione in questo momento s’aggira intorno ai 3,5 milioni di euro. Leggermente più alla portata il profilo di Kevin Méndez del Peñarol, seconda punta tecnica e ambidestra classe ’96. Il suo nome ha iniziato a circolare prepotentemente tra i taccuini degli scout europei. Uomo-assist, il suo cartellino è valutato circa 1,8 milioni, ma anche in questo caso ci sarà da lottare con la concorrenza. Infine, oltre al terzino Esteban Orfano di cui vi abbiamo già parlato (qui i dettagli), un altro profilo interessante sarebbe quello della giovane punta centrale Sebastian Driussi: classe ’96 in forza al River Plate. Veloce, freddo sotto porta e dotato di discreta tecnica, ha un fisico nella media con i suoi 180cm di altezza. Di recente ha fatto parlare di sé per uno strepitoso gol in rovesciata realizzato con maglia della selezione U-17 Albiceleste.

Racing Avellenada, Tigre, Peñarol, Liverpool Montevideo, Danubio, Vélez, Huracan, Indipendiente, San Lorenzo, Boca e River. Insomma, di talenti da scoprire in Sud America ce ne sono tanti, tantissimi. E il rischio di sbagliare è alto. Per questo il direttore sportivo cercherà di osservare da vicino il maggior numero di partite e allo stesso tempo allacciare i contatti con i vari intermediari per poter continuare a portare avanti i vari e possibili rapporti, una volta rientrato in Italia.

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