L’orbo che sarebbe re nel calcio dei progetti “ciechi”

L’orbo che sarebbe re nel calcio dei progetti “ciechi”

Il Granata Della Porta Accanto / Tra cordate presunte e una stagione inguardabile, basterebbe poco a Cairo a mettere su un progetto degno di questo nome…

di Alessandro Costantino

La parola più abusata nel mondo del calcio è senza dubbio “progetto”. O almeno in Italia è così. Per quanto tutti i media si sforzino di far digerire alle masse di tifosi che il calcio è ormai un business e quindi che ogni azione che calpesta tradizione e sentimento delle tifoserie è legittima perché il calcio è diventato altro rispetto al passato, resta l’immensa ed evidente discrepanza tra il modello di business del calcio e quelli di qualunque altro settore economico. Un imprenditore che investa in una qualunque attività, pur assumendosi il cosiddetto “rischio di impresa”, inalienabile e inazzerabile in ogni avventura economica, ha di solito parametri ben definiti e probabilità più certe che il proprio investimento segua il business plan rispetto a chi lo fa gettandosi nel mondo del calcio. Guadagnare soldi col calcio non è così facile come in altre attività, ma ottenere risultati sportivi nel calcio è ancora più difficile per le mille imprevedibili variabili difficilmente controllabili nel loro insieme tipiche di questo mondo: dalle dinamiche di squadra al “fiuto” di un ds, dalla decisione errata di un arbitro ai fattori ambientali, ci sono tantissimi elementi che esulano dal mero investimento economico ad incidere sulle sorti di una stagione sportiva. Ecco quindi che quando si parla di “progetto” nel calcio tutto andrebbe parametrizzato alla piazza, ma soprattutto contestualizzato a ciò a cui realmente si può ambire in base alle disponibilità economiche ed alle ambizioni sportive.

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Se guardiamo all’ultima stagione in serie A, si notano una serie di cosiddetti “progetti” sportivi completamente mancati o falliti da far spaventare per il loro immenso numero. La Juve, ad esempio, ha vinto sì lo scudetto, ma ha completamente fallito il progetto legato al bel gioco imbastito con l’arrivo di Sarri. L’Inter ha fallito il rilancio con Conte, di fatto non lottando mai per il titolo, il Milan ha sballato in pieno il progetto Giampaolo (che qualcuno vorrebbe al Toro…) e si è risollevato solo con l’arrivo di Pioli (e Ibra), il Napoli con Ancelotti era a metà classifica, Spal e Brescia non pervenute, il Cagliari dopo un avvio da Champions si è sciolto, la Fiorentina ha sofferto tutto l’anno, il Sassuolo è uscito alla distanza, mentre Bologna e Parma hanno vivacchiato tranquille con qualche squillo e qualche batosta. Tolta l’Atalanta e il Verona, che hanno sorpreso in relazione alle proprie potenzialità, il resto è un cimitero di progetti partiti con le migliori intenzioni e naufragati o disperatamente corretti cammino facendo.

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Per il Torino è stata una stagione disastrosa in base alle premesse con cui era cominciata, ma tutto sommato per fortuna non terminata nella peggiore delle maniere. Al di là delle presunte cordate che vorrebbero comprare il Torino, il presidente Cairo, se davvero non vuole passare la mano e realizzare la maggiore delle plusvalenze mai viste, dovrebbe semplicemente prendere carta e penna e mettere giù in poche righe quello che dovrebbe essere il “progetto” del Torino del prossimo futuro. Poche idee, ma buone, e soprattutto qualche uomo giusto nel posto giusto. Nell’ordine ci sarebbe da lavorare sul settore giovanile dando impulso alla costruzione non più procrastinabile del Robaldo e aumentando il budget a disposizione di Bava (se resterà), aiutare la fondazione Filadelfia a completare il Fila in modo da avere un centro sportivo all’altezza di un club di Serie A, individuare un allenatore, che sia Longo o qualcun altro, e impostare con lui e Vagnati una rosa che coniughi qualità (possibilmente), ferocia agonistica (imprescindibile) e orgoglio a vestire la maglia granata (conditio che deve diventare “sine qua non” ). Infine con questo foglio di poche righe si dovrebbe presentare alla stampa, chiedere scusa ai tifosi e ricominciare da zero, coi fatti, a dimostrare che i supporter sono il cuore e l’anima del Toro ed è per loro che si lavora e si rema per rendere il Torino sempre più Toro. Niente supercazzole, né promesse da televendita, un semplice progetto che ambisca non ad un risultato sportivo od economico preciso, ma ad una ricerca del feeling, che ovviamente passa anche da risultati sportivi accettabili, con la tifoseria, origine e fine ultimo per cui si muove tutto il baraccone calcio. Un progetto da “orbi” che farebbe di Cairo un re in questo mondo del calcio “cieco” di fronte al senso ultimo della parola programmazione. È così complicato da fare?


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

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  1. christian85 - 2 mesi fa

    Articolo che poteva avere molto senso, non fosse per il contenuto abbastanza dispersivo.
    Ho sempre criticato e continuero’ a criticare Cairo, ma sotto questo aspetto se si deve attenere alle linee guida di questo articolo, parlare di PROGETTO e’ comunque fuori luogo se vogliamo parlare del Torino di Cairo.

    Esistono comunque diversi tipi di progetti… progetto a lungo termine, medio termine e progetto breve, e se vogliamo metterci una quarta opzione che e’ piu’ consona al Torino di Cairo, sarebbe il progetto bilancio.

    Se un presidente o una societa’ di calcio dichiara un determinato progetto con obiettivi specifici da raggiungere nell’arco di….. 5/10 anni, e’ chiaro che poi sono i risultati a parlare.

    Escludendo gli anni del Toro di Bilbao e lo scorso dove sono stati conquistati 63 punti sul campo ( sempre con l’aiuto da parte di Parma e Milan per non aver rinunciato all’iscrizione in EL, o meglio preliminari ), di fatto non e’ mai stato raggiunto un obiettivo, nemmeno una Coppa Italia tanto per intenderci.

    Avrebbe potuto pero’ farsi piu’ furbo Cairo, puntando come sempre ho detto, nella costruzione di una squadra che sappia far divertire i tifosi del Toro e che sappia ricollegarsi al famoso tremendismo granata visto con Radice e Mondonico soprattutto.

    Sul fronte affari ed economia, di certo Cairo e’ il n.1.
    Il Toro e’ infatti tra i primi 5 club a livello di plusvalenze e bilanci e molto probabilmente con il fatto che da settimana prossima se andranno i 3/4 della rosa attuale ( visto il disastro di quest’anno ), monetizzera’ alla grande le cessioni di Sirigu ( anche se non ha un alto valore di mercato oggi ), N’Koulou, Izzo, Lyanco e Zaza ( non dimenticando poi i 10 milioni di Bonifazi )

    Questo e’ un chiaro progetto di arricchire le finanze granata ma che non hanno nulla a che vedere con il successivo investimento stile Atalanta per puntare a obiettivi in grande.

    Che non sia facile sono piu’ che d’accordo, ma la stessa Atalanta che fino 5 anni fa gironzolava nelle parti medio basse della classifica, ora con un progetto chiaro e voluto si trova dove esattamente aveva prefissato di essere.

    L’unico progetto che si poteva quantomeno promettere e mantenere era quello di dare al Toro e ai tifosi una squadra che potesse rispecchiare i veri valori della societa’ con il passato glorioso.

    Ormai, non e’ una novita’, dal 1976 ( cioe’ ultimo scudetto ) e a parte la Coppa Italia vinta da Mondonico nel 1993, il Toro ha smesso di essere una squadra con mentalita’ vincente.
    Avete pero’ visto tutti cosa fu necessario fare per costruire un grande Toro di Cravero, Annoni, Fusi, Vasquez, Casagrande e Lentini…. i debiti di Borsano e Goveani che poi furono le cause vere del fallimento del Torino nel 2005.

    Ricordo a tutti che non fu colpa di Cimminelli se il Toro fu fatto fallire…..

    Detto questo, non ci vuole nulla fare debiti e portare la squadra nel giro di 2 anni in alte posizioni e poi pero’ portarle in bancarotta.

    Tutti vedevano quel Toro di Mondonico un grande Toro che certamente lo era, ma che era malato di sistema economico/politico; il tifoso intelligente deve capire che se con Cairo non vinciamo nulla da 15 anni dall’altra parte pero’ non e’ come quei 2 presidenti che sono durati appunto rispettivamente 4 anni e 1 anno e poi spariti perche’ incapaci di controllare la situazione ormai disastrosa.

    Anche questo di Cairo, involontariamente o volutamente, e’ un progetto di non fare la stessa fine di quei 2 presidenti che hanno regalato emzioni e gioie ma poi solo guai.

    Bisogna riflettere…….

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    1. ddavide69 - 2 mesi fa

      Tutto vero ma la finale Uefa e la coppa italia ce ne ricorderemo per sempre, il Toro di Cairo ce lo ricorderemo per i 7 gol beccati casa. Comunque se a me dicessero di fare una squadra per arrivare terzi in campionato con una finale Uefa e una coppa italia nella bacheca, fermerei per farne altri 10 in b. Il calcio è uno sport , dove ogni tanto bisogna far vedere di esistere , non me ne frega nulla di arrivare per 11 anni tra l ottava e la sedicesima posizione oltre altri 4 in b, senza aver mai goduto.

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    2. Bischero - 2 mesi fa

      Parlo per me. Non posso farlo per altri anche se credo che qualcuno concorderà. Vincere? Stai parlando di una coppa Italia. Perché lo scudetto é utopia. Io non chiederó mai ad un presidente del toro di vincere perché so che é praticamente impossibile per via di un fatturato troppo distante dalle big. Chiedo peró un progetto sportivo. Che vuol dire scegliere un dg. E un Ds. E dare a loro le chiavi della macchina con un budget che può anche essere di 1 milione di euro. Ma loro devono avere carta bianca e programmare almeno in un triennio. Scegliendo liberamente Nell ordine allenatore e giocatori. Chi deve vendere e chi deve arrivare in base a un disegno tattico. Voglio campioni? No. Voglio un idea di giocatore idoneo. Uno su cui lavorare. Quando bianchi fu portato a scadenza ci rimasi male. Ma poi arrivó immobile perché c era un progetto tecnico da portare avanti. L allenatore che aveva un idea si fece prendere cosa voleva(parlo di caratteristiche tecniche. Non il nome fine a se stesso.) si é lasciato andare un giocatore simbolo per la piazza ma con un disegno dietro. Questo é un progetto. Nell evolversi delle situazioni poi il presidente valuta l operato del dg. Che diventa il primo responsabile seguito a ruota dal Ds. Questo é un progetto sportivo. Personalmente sarei disposto a sacrificare belotti(esempio) se arrivassero da Firenze vlahovic pulgar e lirola. Perché sono bravi giovani e funzionali al nuovo progetto di Giampaolo. Non é importante chi va via ma chi arriva. Questo é alla base di un progetto. Solo i top team possono permettersi ragionamenti del tipo tengo tutti(anche controvoglia) perché hanno 22 titolari e vanno a rinforzarsi sul mercato.

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      1. christian85 - 2 mesi fa

        Esattamente Bischero.
        Facendo debiti colossali Goveani (che portò avanti il Toro di Borsano) vinse una Coppa Italia non una Coppa Uefa o uno scudetto….

        Ma appunto, ripeto, il problema non è il trofeo in sè.. è che ormai siamo tutti rintanati in questa nostalgia che si sofferma sulla finale Uefa e sulla Coppa vinta nel 93.. NEL 1993. 27 anni fa.

        Ddavide dice che firmerebbe per fare 2 anni cosi 3 poi 11 in B ????

        Mica ci siamo passati per caso? Dal 1993 ultimo trofeo ad avere la rosa piu scarsa di tutti i tempi in B arrivando noni, nel 1997 è stato meno di.un attimo.
        Probabilmente a ddavide sfugge che solo 3 anni dopo la vittoria della Coppa, passammo sconfitte umilianti contro Ravenna, Castel di Sangro e a dover assistere a partite scandalose, vedendo in campo gente come Ipoua, Florjancic, Nunziata…

        È bastato solo quell’anno a cancellare i 2 anni buoni precedenti, senza contare che poi quello successivo è stato triste ancora di più se si pensi che dall’aver vinto con 3 rigori a sfavore contro la Roma di Giannini, siamo passati a perdere ai rigori in B con il Perugia dopo che eravamo largamente in vantaggio nella regular season.

        Insomma… io non ne sarei cosi contentissimo

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      2. Tor zone - 2 mesi fa

        Concordo su tutto tranne sui tre anni di progetto. Nel calcio di oggi sono un’era geologica. A momenti non vedo neanche calciatori con una continuità di rendimento su questi tempi.

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  2. TOROPERDUTO - 2 mesi fa

    Uhmmmmm,
    Scusate qualcuno mi spiega il senso dell’articolo??
    Prima scrive che nel calcio è difficile e quindi i progetti falliscono vedesi tante squadre quest’anno e poi chiede a Cairo di avere un progetto.

    Insomma una premessa che non c’entra un cazzo con la fine dell’articolo.

    Il giornalismo dovrebbe essere chiarezza e sintesi……

    Mah!

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    1. eurotoro - 2 mesi fa

      ..ebbe’ il sordo sarebbe che non c’e peggior sordo di chi non vuol sentire..il re dei sordi in un mondo muto…

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    2. NEss - 2 mesi fa

      I singoli campionati possono andare male per mille motivi.
      Quando pero’ c’e’ programmazione ed un progetto portato avanti negli anni allora, nella media, le cose vanno bene.

      Pero’ l’articolo sopra non e’ particolarmente chiaro

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  3. NEss - 2 mesi fa

    Dalla prima parte dell’articolo si evince che ‘progetto’ significa ‘obiettivo stagionale’.
    Scelta di termini un po’ strana, ma in fondo basta capirsi.
    Pero’ la chiosa ‘il senso ultimo della parola progammazione’ cozza non poco con la precedente descrizione dei risultati stagionali di mezza serie A.

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  4. Bischero - 2 mesi fa

    Secondo me bisogna fare un po’ di chiarezza riguardo al post di Davide 69.il Torino falli per i suoi debiti sicuramente.il capitale sociale non bastava per coprire gli 80 milioni fra tasse e creditori. Ma il problema era cimminelli. Era con le pezze al culo con la ergom infatti le sue quote furono poi comprate per 1 euro dalla fiat con cui aveva contratti fondamentali per la componentistica dei modelli della casa torinese. Nessuno gli ha fatto della fideiussione perché non era solvibile. Non fantastichiamo e non stravolgiamo la verità. Se ipoteticamente lui avesse regalato il toro a Cairo l alessandrino avrebbe potuto con una fideiussione iscrivere il toro al campionato evitando lo svincolo. Eredità do debiti e crediti. Logicamente non lo fece. Sapendo cmq di poter ripartire dalla b senza rosa ma puliti dai debiti. Il Torino é fallito per le disgrazie del suo vecchio patron.

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    1. ddavide69 - 2 mesi fa

      Continui a parlare di 80 milioni, ma non i debiti non erano 80 milioni. Le richieste dell ‘agenzia delle entrate erano 40 di cui circa la metà erano interessi e multe. Come sai questo modo di procedere da parte dell agenzia delle entrate contro i cittadini debitori è ben nota, infatti prima ingigantisce il debito reale per far sì che il grande debitore cerchi un accordo. In secondo luogo è vero che la fiat prese la Ergom per un euro per evitare il fallimento, in quanto la Ergom con una dozzina di stabilimenti nel mondo piu una serie di consociate ,aveva aperte delle commesse verso Fiat per circa 30 milioni di euro, Produceva paraurti e plance cruscotto per più della metà dei modelli fiat dell epoca. Quindi gia solo il valore dei macchinari degli stabilimenti copriva ampiamente i debiti , solo che guarda caso la fiat non si è lasciata sfuggire l occasione di inglobare un fornitore in difficoltà che senza aiuti non poteva continuare la produzione per Fiat . Questa è la realtà, ovviamente non aveva denari anche perché è pratica delle grandi aziende in italia di usare i fornitori come banche e vengono pagati a 6-8 mesi strozzandoli. Credimi , dico questo perché ci lavoro dentro questo sistema. E ti dirò di più, è la stessa politica che il grande giovanni agnelli usò contro la Pianelli e Traversa per fargli pagare l affronto di aver soffiato alla Comau/Morando negli anni 60 la grandissima commessa della costruzione infrastrutturale dello stabilimento Autovaz a Togliattigrad , in Russia. Come vedi la famiglia e i suoi successori sono sempre presenti nelle sfighe del Toro. Comunque concludo i debiti erano di 35 milioni e se avesse avuto gli amici giusti , i suoi stabilimenti e i macchinari avrebbero potuto ampiamente coprire il debito…ma CHISSÀ COME MAI non si trovo nessuno disponibile.

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      1. Bischero - 2 mesi fa

        Ok…non sto dicendo che dici cavolate. Sto semplicemente dicendo che il toro era in crisi economica(da almeno 10 anni cioé il post borsa o) ma nello stesso tempo il proprietario non era in grado di coprire una fideiussione. A Cimminelli nessuno avrebbe dato una lira perché era anch’esso sull orlo del fallimento per farti capire meglio. Supponiamo che tua sorella sia in difficoltà economica. Vuole comprare una macchina ma lavora a contratto a tempo determinato. Tu dici:ti faccio io da garante. Ti proponi alla banca ma se sei pure tu indebitato senza soldi e con un mutuo ipotecario sulle spalle la banca non accetta la tua garanzia. Non ne faccio un peso determinante l ammontare dei debiti che cmq c erano nel Torino. Ma qualcuno doveva rientrare… E cimminelli non era in grado. Infatti se ricordi andó davanti alla stampa dicendo che avrebbe regalato il toro pur di salvarlo. Nessuno si fece avanti. Logicamente visti i tempi ristretti e con una due diligence da fare. Nessun imprenditore al mondo avrebbe preso seppur gratuitamente un club con non ben precisati debiti e un parco giocatori modesto.

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        1. ddavide69 - 2 mesi fa

          Caro bischero, noi tifosi del Toro siamo fottuti , sempre. Per almeno un paio di ragioni, la prima , e concordo con i tanti che sostengono che a Torino comanda la famiglia. La seconda , che purtroppo arrivano sempre persone che per una ragione o per l altra sono nell orbita del settore automotive, oppure sono parenti più o meno acquisiti della discendenza degli Agnelli. Finché non arrivera qualcuno che non ha legami e che ha tanti soldi , saremo sempre messi più o meno così. Io vorrei spingere Cairo a fare almeno una cosa per il Toro, cercarsi un acquirente serio fuori dalla mischia. Ma credi che non succederà mai per ovvi motivi. Detto questo se ne deve andare, era meglio Marengo, almeno è un tifoso.

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        2. ddavide69 - 2 mesi fa

          Cimminelli oltre ad aver pisciato lungo , lo ha ammazzato la fiat. Prima cantarella gli ha chiesto si prendere il Toro e poi gli pagava le commesse con i suoi comodi . Ricordo che la fiat in quegli anni era anche lei sull orlo di un baratro, arrivarono i fresco , i morchio, e poi i Marchionne…ma la juve stranamente non falli neppure dopo la vergogna degli arbitri e di moggi. Chissà perché…

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      2. Bischero - 2 mesi fa

        E cmq dopo l istanza i debiti dichiarati arrivarono ad 80 milioni. Ma come ho provato a spiegarti non é il nocciolo Dell discorso.

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  5. come un pugno chiuso - 2 mesi fa

    ancora a sperare che cairetto cambi registro ….. ma bastaaaaaa
    illudersi è umano, farsi abbindolare in eterno è diabolico

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  6. julian edelman - 2 mesi fa

    Gentile Costantino, con tutto il rispetto data la comune fede granata, temo che l’orbo sia lei. Cairo aveva un progetto ben preciso e lo ha realizzato decuplicando la propria popolarità e guadagnandoci un sacco di soldi. Provate a chiedere in giro per l’Italia qual’è la percezione su Cairo o provate ad ascoltare le trasmissioni di respiro nazionale e tutti dicono la stessa cosa: Cairo non sarà il massimo ma ha ridato dignità al Toro, ha fatto il Fildalfia e vi ha anche riportato in Europa e poi tanto chi vi comprerebbe? Noi tifosi sappiamo che la realtà è ben diversa ma ad uno che lavora e vive a Milano sai cosa interessa di noi pochi contestatori?

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  7. Ardi - 2 mesi fa

    Poi ditemi, perché dar via Milanetto? Non credo che sia perché costasse chissà quanto. A me sembra l’ennesima riprova che non voglia che il Toro faccia bene. Oppure qualcuno mi spieghi il senso

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    1. geloofsgranaat - 2 mesi fa

      Perchè bisogna distruggere tutto, soprattutto il vivaio, le giovanili e la Primavera. E gli esempi li conoscono tutti, anche i sassi.

      La parola d’ordine è: prendiamo i tifosi per il culo sino a metterli uno contro l’altro

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    2. ...ed ora Silenzi !!! - 2 mesi fa

      Quello che sta facendo Cairo è esattamente quando si dismette o si vuole dismettere un attività. Vendere il vendibile,zero investimenti.
      Collaboratori validi che se ne vanno, succede nel momento che è chiaro che non ci saranno investimenti.
      Chi entrerà lo sapremo in settimana, a campionato finito.
      Cairo ha già venduto.
      SEMPRE TORO ALE’

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  8. Ardi - 2 mesi fa

    Santo cielo che articolo. Praticamente hanno fallito tutte, da chi ha vinto lo scudetto, da chi è secondo a un punto a chi a centrato la Champions o almeno l’Europa league, da chi è ancora in gara per vincere Champions o Europa league. Mica solo noi, anzi, peggio loro

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  9. pupi - 2 mesi fa

    Vulpis “Il Torino per Cairo è un mezzo pubblicitario e più di tanto non vuole spendere per il progetto sportivo”

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  10. scifo66 - 2 mesi fa

    Io credo che come sempre ognuno di noi si è fatto delle opinioni su Cairo frutto di riflessioni più o meno approfondite sulla sua gestione del Toro in 15 anni. Io invece vorrei cercare di capire, aldilà della visibilità o degli interessi personali, cosa lo spinga a continuare si’con caparbietà ma senza ambizioni, alla presidenza del Toro. Se oggi come dicono gli esperti cedendo la società realizzerebbe una superplusvalenza, per quale motivo continua alla guida del Toro? Senza fare polemiche non riesco a capirlo. Se io fossi nella sua situazione o venderei subito oppure per zittire tutti farei una campagna faraonica . Invece con ogni probabilità continuerà facendo un mercato anonimo come sempre e lasciando le cose come stanno. I Della Valle quando si sono resi conto che non riuscivano a vincere niente si sono defilati, essendo loro degli imprenditori che volevano dare un’immagine vincente. Cairo invece non riesco a capirlo.

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    1. Bischero - 2 mesi fa

      Perché sa benissimo che al momento guadagna di più tenendo il toro fra immagine pubblicità e relazioni imprenditoriali. 300 milioni sono una follia che nessuno pagherà mai. Il valore non supera i 150 milioni ad essere già di manica larga.

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  11. leggendagranata - 2 mesi fa

    Non ho mai amato sbraitare, maledire, minacciare. Mi piace dare giudizi ponderati e per fare un bilancio della presidenza Cairo uso un aggettivo: “Deludente”. Non credo alle dietrologie, alle ricostruzioni di parentele trasversali per dimostrare sudditanze fantasiose, anche perchè ho avuto modo (per motivi professionali) di conoscere di prima mano le motivazioni che hanno portato Cairo al Toro. La prima di tutte: imitare il suo modello Berlusconi, di cui era stato manager di alto livello. E’ vero, prima del Toro gli fu offerta l’ Alessandria, vista la sua origine (Cairo ama ancora trascorrere qualche breve periodo di vacanza nella sua villa di Masio, paese d’ origine della sua famiglia). Ci pensò e disse di no: non era abbastanza per soddisfare le sue ambizioni. L’ avvocato Trombetta, astigiano e uomo con molte consuetudini nel mondo della Lega di Serie A, lo avvicinò e gli propose di intervenire nel fallimento del Toro. Di soldi se ne potevano mettere pochini dal momento che l’ ingente debito (intorno agli 80 milioni di euro) rimaneva in capo a Cimminmelli. Cairo, uomo parsimonioso, fiutò sia l’ affare sia il fatto che una società gloriosa come il Torino poteva soddisfare il suo ego berlusconiano. Ma si comportò da “bauscia” milanese, stile: “Villico, ti insegno io come si coltiva la terra”. Inizialmente ascoltò i consigli del buon Trombetta, che gli procurò un allenatore discreto per la Serie B e un discreto direttore sportivo e in 15 giorni fu allestita una squadra che insperabilmente (e fu l’ unico vero successo di Cairo in 15 anni di presidenza) raggiunse la promozione. Poi pensò di essere un grande esperto di calcio e prese cantonate, non ascoltando i consigli di persone che avevano avuto modo di conoscerlo. In 15 anni il Toro non è mai riuscito nemmeno a piazzarsi per la EL, le due volte che vi ha partecipato è stato per l ‘estromissione della squadra che gli stava davanti (Parma e Milan). La sua presidenza è stata caratterizzata nei primi anni da una raffica di acquisti sballati e di estromissioni di allenatori e direttori sportivi, fino all’arrivo di Petrachi, mediocre ds che aveva avuto il grande merito di avergli promesso di fargli spendere poco. E così siamo stati per 3 stagioni in B, con giocatori comici. Solo l’ arrivo di Ventura ha migliorato la situazione. Ventura ha indicato chi doveva essere ingaggiato ed ha saputo gestire magistralmente la coppia Immobile-Cerci. Ma Cairo era fuori di 50 milioni di euro e voleva a tutti i costi rientrare rapidamente, una volontà che mal si conciliava con uno stabile posizionamento della squadra nelle parti alte della classifica. E così sono stati svenduti Immobile e Cerci (più altri di contorno) e Ventura ha capito che da lui si pretendeva solo che la squadra non retrocedesse. Si è adeguato colpevolmente, anche nel gioco. I tifosi ci hanno messo del loro (è dura, ma ammettiamolo), impedendo l’ ingaggio di Gasperini (lui stesso ha ammesso gli abboccamenti col Toro) e creando un clima molto ostile intorno a Quagliarella, venduto per 3,5 milioni di euro alla Sampdoria, dove ha anche vinto una classifica cannonieri. La vicenda Immobile è poi da film dell’ orrore: per 6 mesi è tornato ed ha giocato con Belotti, con buoni risultati, ma costava 10 milioni di euro (!!) e non è stato riscattato. Non voglio pensare cosa avrebbe potuto fare al Toro la coppia Immobile-Belotti, affiancata da gente come Ljajic e Iago Falque. Le ultime stagioni sono state caratterizzate dalla volontà di riaccreditarsi un pochino con i tifosi, ma le scelte, costose, sono state ancora una volta sbagliate. Mi scuso per essermi dilungato, ma questa premessa spiega perchè ritengo che sia difficile a questo punto sperare in una svolta da parte di Cairo, anche se la speranza è l ultima a morire. Il nuovo ds ha davanti a sè un compito immane, viste le macerie che eredita (con la fuga di alcuni dei migliori della rosa). Ora si parla di una cordata (ho preso qualche informazione negli ambienti imprenditoriali torinesi e non pare sia proprio una bufala), ma le premesse non sono incoraggianti e Cairo non vorrebbe uscire in modo disonorevole dal Toro. Anche se, essendo uomo di sentimento e cuore, di fronte ai 300 milioni da lui indicati pubblicamente come valore della società difficilmente rimarrebbe. Quindi, facciamocene una ragione, per la prossima stagione sarà ancora Cairo il presidente. Dopodichè, di fronte ad altre delusioni, difficilmente potrebbe respingere potenziali acquirenti, la piazza questa volta non glielo perdonerebbe.

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    1. Bischero - 2 mesi fa

      A parte il discorso della coppia immobile Belotti il resto lo condivido totalmente. Dobbiamo aspettare un anno per mandare via Cairo? Non credo se noi tifosi facciamo la nostra parte. Uno stadio vuoto per un uomo di immagine e protesta continua fa più male delle minacce.personalmente non metteró più piede allo stadio e non compreró più prodotti ufficiali fino a quando il cunta bale sarà in sella. CAIRO VATTENE.

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    2. ddavide69 - 2 mesi fa

      Non è esattamente come dici . Intanto di questo debito di 80 milioni di euro ,40 sono di tasse, di cui reali sarebbero 20 gli altri di interessi e multe , come è solita fare l agenzia delle entrate che raddoppia il debito dei contribuenti per poi concordare per 1/3 vedi varie vicende con personaggi famosi… Tra i rimanenti 40 c erano i denari degli stipendi non pagati ai dipendenti, calciatori compresi e l iscrizione al campionato di serie a , 20 dei quali coperti dal capitale sociale del Torino Spa. Quindi di fatto i debiti reali non coperti sarebbero intorno ai 35 milioni. Cimminelli a garanzia aveva messo le sue azioni della Ergom e chiesto una fideiussione di 20 milioni non concessa per chissà quale STRANO motivo. Praticamente siamo falliti per una cifra intorno al valore dell acquisto di Verdi! La lazio di Cragnotti e la roma avevano debiti per oltre 120 milioni e non sono fallite. La lazio sta realizzando fino al 2027 attraverso UniCredit il debito con lo stato , a noi non è stato concesso. Questo per mettere i puntini sulle i.

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      1. Granata - 2 mesi fa

        Quello che scrivi non è sbagliato anche se mancano 2 aspetti. 1 perché a Cimminelli nessuno diede aperture bancarie ? Per avere un indizio controllate chi sedeva nei consigli di amministrazione dei vari istituti bancari torinesi/biellesi. 2 Immobile fu spinto da moggi Junior ad emigrare a Dortmund. Gli fece firmare il contratto il sabato pomeriggio prima della partita del Genoa vinta in rimonta nella hall dell’albergo del ritiro a Leiny. Ventura si incazzò moltissimo ed anche di piu. Andato lui, anche Cerci pretese di andare via ed obbligò Cairo a venderlo. Cairo su immobile ci perse soldi così come su Cerci e non li investì perché Petrachi affermò che fosse in grado di farlo rimanere e che avrebbe trovato un degno sostituto!!! Quando ritornò, immobile, non voleva lui rimanere, non è vero che non fu riscattato per risparmiare!!!

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        1. ddavide69 - 2 mesi fa

          Grazie. Sono contento ci siano tifosi come te , che esprimono opinioni e non mettono meno a prescindere. Io credo , come implicitamente scritto della storia della fideiussione, che se non hai le conoscenze o gli amici giusti o non sei abbastanza forte economicamente,in quel mondo sei perdente. È successo anche a cecchi gori , che si esposto ma sono certo che gli amici viola lo ringraziano ancora oggi. Della vicenda di immobile non so , ma non fatico a credere ciò che dici. Aggiungo che i 59 milioni di euro che Cairo spese nei anni prima della legge melandri,quando facevamo la spola fra a e b, se li è già ripresi, parte con le tasse non pagate dalla controllante Cairo Communication per le perdite del torino fc, parte con le plusvalenze portate a patrimonio netto gli anni successivi.

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        2. palmiro - 2 mesi fa

          E’ TUTTO VERO! Sa tutto Granata…era lì con Moggi ,Fidel, Paco Pena, Teofilo Stevenson, Compay Segundo, Alberto Juantorena, Javier Sotomayor, Ivan Pedrosa, Maradona, Cassius Clay, Mario e Pippo Santonastaso, Andrea Sanna, Sara Simeoni, Pietro Mennea, Loretta Goggi, Paco Ignacio Taibo II, Rigoberta Menchu, Franco IV e Franco I, Mats
          Wilander, Roscoe Tanner, Dino Meneghin, Francesco Moser, le Bangles, Don Backy, Ave Ninchi, Dino Zoff, i Dik Dik, Alida Chelli, Gianni Ocleppo, Francesco Cancellotti, Lino Ventura, Remo Girone, Angela Finocchiaro, Sandro Paternostro, i Kajagogo, Lou Bega, Gong Li,
          Graziano Bini, Manicone, il Grasshopper, le Bananarama, Lella Bertinotti, Corrado Barazzutti, Tonino Zugarelli, John Major, Giada De Blanck, Nigel Mansell, Silva Dionisio, Paolo Bargiggia, Giuseppe Arantes do Nascimento (cugino di Pelè), Linford Christie, gli Zero Assoluto, Gino Vannelli, Felice Pulici, Ciro Muro, Robert Duvall, Edoardo Raspelli, Corrado della Gherardesca, l’Osasuna, Magic Johnson,
          Samuel Jackson, Le Orme…

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          1. Granata - 2 mesi fa

            palmiro un nome un significato.

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          2. Pau - 2 mesi fa

            No, Tonino Zugarelli non c’era.

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        3. Granata - 2 mesi fa

          @ddavide, Cimminelli, fece un grosso sgarbo alla famiglia in ambito lavorativo. Ha procurato danni seri per un periodo molto breve, qualche settimana. Gliela fecero pagare prendendo 2 piccioni con una fava. Colpendolo economicamente e lavorativamente. Non parve vero nemmeno a loro riuscire a sbarazzarsi di lui e del Toro in un colpo solo. Cimminelli ha creduto di farcela ma non sapeva chi aveva contro.

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      2. Granata - 2 mesi fa

        Il meno è mio messo per sbaglio, volevo rispondere.

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      3. Fede Granata - 2 mesi fa

        Bravissimo Davide 69…diciamo le cose giuste..E poi dico di informarvi non nell’imprenditoria di chi sono sti tre qua Ma nell’ambito dell’avvocatura

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        1. ddavide69 - 2 mesi fa

          Dovrei anche ricordarmi di rileggermi visto che non ho un buon rapporto con la composizione automatica delle parole…

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          1. leggendagranata - 2 mesi fa

            Cerco di rispondere a tutti. 1)Cimminelli: la sua azienda, la Ergom era stata travolta dalla crisi della Fiat, di cui era il principale fornitore, per cui è facile capire la resistenza a concedergli fidejussioni, nonostante le pressioni dell’ allora sindaco Chiamparino (e l’ Unicredit obtorto collo e “spintaneamente” si offrì di coprire la metà della cifra necessaria per l ‘ iscrizione alla Serie A). Vero è che la Fiat non fece nulla per salvare Cimmi e per favorire aperture di credito nei suoi confronti, anche perchè si sarebbe probabilmente ritrovata il proprietario della più importante azienda dell’ indotto sempre più nella melma. 2) Mancata iscriszione alla Serie A: Non dimentichiamo che Cimminelli presentò una fidejusssione falsa, che avrebbe permesso al Torino di sfruttare il decreto spalmadebiti e, quindi, di iscriversi regolarmente al campionato di serie A. Per questo Cimminelli e l’ allora presidente Romero furono incriminati per falso e truffa all’ erario da parte della magistratura torinese; poi si accertò che furono vittime a loro volta di un raggiro ma a quel tempo la vicenda fece irrigidire le autorità sportive e portò alla non iscrizione del Torino alla Serie A e al fallimento. 2) Lazio e Roma se la cavarono senza retrocessione nonostante problemi simili a quelli del Toro? Vero, ed è possibile che abbia inciso il fatto di essere due squadre della capitale, contigue con il potere; ma Fiorentina e Napoli subirono le stesse conseguenze (anzi peggiori) per le irregolarità di bilancio. 3)Vicenda Immobile, non ho parlato della prima cessione (anche se Immobile poteva firmare tutto quello che voleva, ma era sotto contratto col Toro), ma del mancato riscatto perchè il Siviglia chiedeva 11 milioni di euro. Inutile tentare di scaricare su Immobile le colpe di Cairo e Petrachi, perchè la vicenda si concluse con Immobile che finì alla Lazio per 8 (sì, proprio 8) milioni di euro; non credo che Immobile sognasse la Lazio, rifiutando sdegnosamente la soluzione Torino, è ridicolo pensarlo.

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          2. Granata - 2 mesi fa

            @leggenda, immobile accetto di ritornare al Toro, unica squadra che fu disposta ad offrirgli un posto solo perché voleva la nazionale. Cairo non voleva riprenderlo ma accontentò Ventura che lo richiese. Immobile non voleva restare al Toro!!! Cercava altro, e più soldi. Soldi che gli offrì solo la Lazio. Cimminelli ad un certo punto, voleva ridiscutere i prezzi di alcune forniture. Gli risposero picche e lui non consegnò più materiale. In Fiat furono costretti a rivolgersi in Asia dove c’era l’unico competitor ergom e, dopo la chiusura delle linee per pochi gg ripartirono ma se la legarono al dito. Cambiando fornitore misero in ginocchio Cimminelli che lavorava quasi esclusivamente per Fiat.

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    3. user-13773864 - 2 mesi fa

      Perfettamente d’accordo, il risultato della presidenza Cairo è il frutto di insipienza, poca passione, disponibilità economiche limitate, struttura societaria non all’altezza di una moderna società di calcio. Lasciamo perdere le dietrologie sui rapporti con la famiglia Agnelli, che sono la cifra di un provincialismo torinista (e torinese, aggiungo) che è un limite evidente del nostro tifo. Non vedo possibilità di ripensamenti da parte di Cairo, purtroppo, a meno che l’offerta eventuale sia di entità tale da non ammettere tentennamenti. Se non ci sarà un’offerta, si continuerà con il piccolo cabotaggio che ha caratterizzato i precedenti quindici anni, fatto di molte scommesse (la gran parte perdute), qualche intuizione, investimenti al minimo, nessuna intenzione di sviluppo societario, rare soddisfazioni. Una conduzione che potrebbe andar bene per una neopromossa o per una cosiddetta provinciale, purtroppo non in sintonia con il passato (ormai remoto) del Toro.

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  12. FVCG80 - 2 mesi fa

    Ma per favore, se non l’ha fatto in 15 anni non lo farà di certo ora. È un vanesio egocentrico, più i tifosi lo contestano e più lui si impunta, aumentando il livello della provocazione. Ormai è guerra.

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  13. rza78 - 2 mesi fa

    Se…Se…Se…come era? Se mia nonna avesse le ruote…questo NON vuole. Chiaro?! NON vuole

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    1. palmiro - 2 mesi fa

      Ma perché la nonnna?…E’ il nonno. Lascia stare la nonna che è sacra.

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  14. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 mesi fa

    Aggiungo che tra le altre
    Cagliari
    Chievo
    Bologna
    Atalanta
    Genoa
    Sampdoria
    Udinese
    In questi 15 anni hanno raccolto in serie A complessivamente più punti del Toro.
    Ora i ciechi possono mettere anche una raffica di meno, sono sempre fatti.

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  15. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 mesi fa

    Su un altro sito del Toro c’è un articolo che elenca tutte le posizioni in classifica della gestione Cairo.
    Qualche giorno fa egli sosteneva con la solita faccia tosta la balla del 9 posto in classifica come sua media da quando è al Toro.
    I fatti, i crudi e incontrovertibili fatti sostengono invece un’altra realtà
    4 anni in serie B (e nessun campionato vinto )
    18 esimi in A.
    16 esimi in A
    14 esimi in A
    16 esimi in A
    12esimi in A
    7 in A
    12 in A
    9 in A
    9 in A
    7 in A
    16esimi in A

    La media è del dodicesimo posto.

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  16. Il_Principe_della_Zolla - 2 mesi fa

    Sempre i soliti articoli, triti e ritriti, con la costante del “se volesse”. Articoli irricevibili, perché i presupposti del contenuto sono irricevuti da Cairo Urbano.

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  17. Hic Sunt Leones 61 (A.C. TORINO)® - 2 mesi fa

    test

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    1. Il "Se" di Kipling - 2 mesi fa

      uno che mette un meno ad un test altrui deve essere molto intelligente! Perbacco
      ahahah odio che viene fuori… ragazzi…

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      1. Junior - 2 mesi fa

        È un gobbo infiltrato 🙂

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        1. Héctor Belascoarán - 2 mesi fa

          è un test se funzionano i meno

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  18. Innav (CAIRO RESTA CON NOI) - 2 mesi fa

    Sono 15 anni che si dice che con questo non si va da nessuna parte, non ha possibilità economiche. Tutto ciò che ha glielo hanno fatto avere, LA7 Telecom a ZERO, RCS in gestione, lui aveva solo 4 riviste e continua ad avere le stesse 4 riviste su cui fare affidamento. Il resto sono stipendi da alto dirigente, hai voglia nel calcio di oggi.

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    1. Libra78 - 2 mesi fa

      Rcs in gestione? Magari comprata a debito (ma questa non è una novità, specie in Italia), ma ad oggi il 59,x% di RCS fa capo a Cairo Communication, cioè a lui.

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      1. Innav (CAIRO RESTA CON NOI) - 2 mesi fa

        Si d’accordo ma ne ha sempre da restituire un pacco a Intesa. Chi gli va ancora a prestare altri 40-50 milioni x il Toro? Che garanzie ha il Toro? Fumo? Sui giocatori la banca non da nulla. Forse su Pilastro Meite’ che è di cemento.

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  19. Junior - 2 mesi fa

    Il progetto c’era ed è semplicemente fallito. Dovevamo lottare per l EL ed invece eravamo la per retrocedere. In più è mancata totalmente la società che nei momenti di crisi ha cercato di tappare i buchi tipo con bava.

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  20. Innav (CAIRO RESTA CON NOI) - 2 mesi fa

    Ma cosa volete che faccia questo che per andare dal parrucchiere deve chiedere soldi e permesso a Miccichè?
    Lo sapete o no che Miccichè è il compagno di sua figliastra? La sua figliastra di cognome fa Caracciolo ed è lo stesso cognome, guarda caso è la figlia, del fratello di Marella A.
    Non vi suona o avete bisogno dei disegnini? Il problema è che i parenti gli danno la mancia x fare ciò che gli dicono di fare, ma non gli danno certo i soldi x i giocattoli (Toro) e lui volesse anche impegnarsi, non può. Le sue aziende gliele hanno date perché è mano di forbice, ma nel calcio non funziona.

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    1. ddavide69 - 2 mesi fa

      Ma certo e allora invece di idolatralo , come fanno in molti, facciamo di che si tolga dai coglioji

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      1. Innav (CAIRO RESTA CON NOI) - 2 mesi fa

        Ripeto, non è assolutamente un incapace, nessuno gli vieterebbe nulla, credo, però il fatto è che di tasca sua non ha un piccolo e nel calcio devi investire, non basta tagliare, che tagli? I palloni? Lui sta solo, per il suo ego, credo, raccontando palle persino a se stesso. Lo sa.

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        1. ddavide69 - 2 mesi fa

          Sec6me i soldi li avrebbe, ma comunque se uno vuol crescere esistono i mutui, i prestiti . Ci si potrebbe indebitare fino al 30% del fatturato in un triennio senza incorrere in sanzioni uefa. Non lo ha mai fatto. Se vogliamo crescere bisogna mettere soldi veri non basta il player trading.

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          1. Innav (CAIRO RESTA CON NOI) - 2 mesi fa

            Si vero,ma se permetti (se è vero che questo gruppo avrebbe di partenza 500 milioni) ne danno 200 a lui, ne mettono 100 in squadra (qualcosa anche dalle pippe prendi, quindi ne avrebbero oltre 140 immagino x il mercato) e gli altri, poco alla volta, per strutturare una società vera, non sto sobrio.
            PARTI DA TUTTA ALTEA BASE che chiedere mutui a dx e sx.

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          2. Innav (CAIRO RESTA CON NOI) - 2 mesi fa

            Eh va beh. Quanto è il 30% di 70-80 milioni? 20-24 milioni? E che squadra migliore fai?

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    2. palmiro - 2 mesi fa

      Su questo terreno “Granata” non c’è se no scivola…

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      1. geloofsgranaat - 2 mesi fa

        Ma che cosa dici mai ?

        Granata è “notoriamente” contro il mandrgono…nei giorni dispari…in quelli pari a favore….!!!

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  21. ddavide69 - 2 mesi fa

    L unica cosa che dico a Costantino è che a differenza di altre squadre che, a rotazione , qualcosa hanno visto in termini di risultati o di progetto in quest quindicennio, e tranne le comparsate di società che si affacciano di tanto in tanto alla serie a , la nostra è una di quelle pochissime che di risultati sportivi non ne ha raggiunti neppure uno. Noi si doveva essere una squadra che QUANDO ANDAVA MALE si finiva all ottavo o nono posto, invece siamo sempre rimasti quelli che UANDO VA BENE finiamo all ottavo o nono posto. Il che è tutto dire!

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  22. geloofsgranaat - 2 mesi fa

    Il progetto c’è ed è in vigore da 15 anni: affari con gli zebrati (fatto) acquisizione del pacchetto del Gruppo RCS da Agnelli (fatto), quattrini da plusvalenze (fatto), acqusiszione di paramentri zero, bolliti, scarti di altre squadre e stranieri di belle speranze per quattro noccioline (fatto) incasso e intascamento della maggior parte dei diritti televisivi (tolti i costi variabili e fissi della gestione ordinaria)(fatto), distruzione dei settori giovanili e della Primavera (fatto), acquisizione del robaldo a mo di discarica a cielo aperto (fatto), edificazione di uno stadio di allenamento lager con i denari del Comune e della Regione, avendo anche il coraggio di chiamarlo Filadelfia (fatto), distruzione totale della leggenda e della storia granata (quasi completato).

    Caro Costantino, più “progetto” di così……

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    1. marione - 2 mesi fa

      Se Cairo sta in piedi è perchè lo sostengono i tifosi. Se allo stadio non ci fosse nessuno, non potrebbe giustificare un simile fallimento e se ne andrebbe. Se ci fosse contestazione (non dentro lo stadio, in altri luoghi) se ne andrebbe. Siccome “io vado a vedere le maglie” “se va via lui poi chi viene?” allora lui rimane, visto che ha enormi interessi in gioco.
      Ma con “se va via lui, poi chi viene” fai solo l’impiegato statale, lui mica ha pensato “e se poi mi va male” ha provarto e riprovato fino a che ha trovato il sistema per fare soldi dal Toro.

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  23. Cuore granata 69 - 2 mesi fa

    L’orbo ci ha visto bene,del progetto non frega niente(a discapito di tifosi e storia granata)lui voleva notorieta’ soldi.Basti guardare chi era 15 anni fa e chi e’ oggi.O arriva offerta che dice e vuole lui o se no chi glielo fa fare di mollare la gallina dalle uova d’oro?? Purtroppo questa e’la realta’di questi 15 anni e dei prossimi se non arriva offerta che gradisce.Vivacchieremo nella posizione Cairo,se va bene dal decimo al dodicesimo posto,la media dei suoi campionati in a,altro che ottavo come sostiene il contafiabe.

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  24. Guevara2019 - 2 mesi fa

    Me lo copio e incollo il progetto che lei auspisca,trovo che sia uno dei migliori per una squadra che dovrà in ogni caso essere sempre una comprimaria,non solo in città,ma per i primi sei posti che fanno poi la differenza.
    Tireremo le somme tra poco meno di un annetto,ma vedrà che le scuse,le prime del progetto che ha stilato,difficilmente ci saranno.

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  25. Rimbaud - 2 mesi fa

    Direi di sì, è molto difficile, come è difficile credere alla parola programmazione, se il capo degli scout milanetto (universalmente apprezzato e scopritore di tanti calciatori ) si accasa altrove, non vedo come la stagione possa iniziare sotto un buon auspicio

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