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Volley e basket chiudono. Il calcio invece…

Editoriale / Gli altri sport di squadra principali si fermano definitivamente, il pallone rimane ineluttabilmente legato ad altri fattori

Gianluca Sartori

In Italia i due sport di squadra principali per diffusione dopo il calcio, il basket e il volley, si sono fermati definitivamente. Lo hanno deciso le rispettive federazioni. Titoli non assegnati, congelate promozioni e retrocessioni. Il motivo è molto semplice: la tutela della salute delle persone coinvolte. È sempre più chiaro come, una volta che terminerà il lockdown totale (e non si sa ancora quando questo succederà), non si tornerà tutto d’un tratto alla vita di prima, ma per mesi (fino a quando non verrano trovare cure specifiche per il coronavirus e poi un vaccino) sarà necessario osservare il distanziamento sociale.

DIFFERENZE - Come si può praticare sport di squadra mantenendo le distanze? Il basket, sport di contatto come il calcio, e il volley (dove non c’è contatto fisico vero e proprio ma comunque è impossibile pensare di mantenere sempre la distanza di un metro), si sono arresi all’evidenza. Il calcio invece, spinto dalle federazioni internazionali, pensa a tutti i costi ad una ripartenza, nonostante questa potrebbe mettere a repentaglio anche la stagione sportiva 2020/2021. E non ha grande valore l’argomento “tanto si giocherebbe a porte chiuse” perché una partita di Serie A senza pubblico mobilita comunque 2-300 persone tra tutti gli addetti ai lavori di vario tipo.

SOLDI - Ingenue la Fip e la Fipav e più avveduta la Figc? Probabilmente no. Il calcio le prova tutte pur di continuare perchè rimane indissolubilmente avvinghiato a interessi economici molto più grandi. Inoltre, qualora retrocessioni e promozioni venissero congelate, non mancherebbe la possibilità di vedere le società scontente intentare una serie di cause legali. Perché nel calcio si guarda spesso il proprio orticello e si fatica a ragionare di sistema. La sensazione è che comunque vada a finire il pallone nostrano dovrà lavorare molto per rendersi attraente e credibile verso una parte di pubblico che ormai pare sempre più distaccata.

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