Toro, Longo: “Ai miei ragazzi ho chiesto ferocia”

Primavera Torino – Sampdoria / Il tecnico granata post-partita: “Gyasi? Lo voglio più cattivo. Con Colombi serve pazienza. Non siamo ancora in Final Eight…”

di Diego Fornero, @diegofornero

Ha parlato ai nostri microfoni mister Moreno Longo, dopo la vittoria della sua Primavera del Torino per 4-2 sulla Sampdoria, commentando innanzitutto l’andamento della gara: “Penso che sia stata una partita dominata, vinta meritatamente sotto l’aspetto delle occasioni e del gioco. Oltre ai quattro goal abbiamo avuto almeno altrettante occasioni nitide, la Sampdoria è rientrata in partita soltanto su un cross rimpallato, facendo il 3-1, e ha trovato il 3-2 soltanto su una mischia, ma, nonostante tutto, credo che Gilardi non sia mai stato impegnato se non da calcio d’angolo, in mischia, o in situazioni di seconda palla. Per come siamo abituati a giocare noi, palla a terra, il diluvio ed il terreno pesante non aiuta ma noi ci siamo adattati molto bene, nonostante le condizioni climatiche, e abbiamo fatto quattro goal alla squadra che credo sia la miglior difesa d’Italia, oltre che la terza in classifica, credo sia motivo di orgoglio e di vanto, oltre a permetterci di allungare di 3 punti su una squadra che combatterà fino alla fine per la qualificazione diretta”.

Un po’ di timore quando la Samp ha accorciato le distanze: “Mi sono arrabbiato moltissimo sul 3-1, su quel goal preso da un rimpallo: so bene che il calcio è fatto anche di situazioni psicologiche, in una partita così il 3-1 ha dei risvolti precisi dove chi rincorre è assolutamente avvantaggiato. Però ripeto, la Samp non ha creato quasi nulla, tolti i due goal e la parata di Lombardo su Gilardi, non ha trovato neppure una vera e propria occasione”.

Una squadra che, stavolta, è partita subito premendo sull’acceleratore ed azzannando la partita? “Giocare dopo un derby non è facile, ho chiesto ai miei ragazzi ferocia. Il secondo derby vinto doveva darci grande consapevolezza e forza ma associata all’umiltà: finché non ci sarà la matematica ad assisterci dovremo sudarci ogni pallone su ogni campo. I ragazzi hanno risposto con grandissimo spirito e con grandissima attenzione”.

Longo ha aiutato molto i suoi dalla panchina, in particolare richiamando Barreca all’attenzione nell’azione che ha originato, poi, il quarto goal granata: “La comunicazione dalla panchina al campo è continua e frequente: quando si danno dei consigli al momento giusto, al posto giusto, è sempre una soddisfazione. Noi siamo lì per quello, i ragazzi spesso sono attirati solo dalla palla, io li aiuto nella lettura. Siamo un gruppo, composto da panchina, allenatore, staff, società e giocatori, siamo tutti lì a darci una mano”.

Obiettivi per il futuro? Questa volta Longo se la sente di uscire allo scoperto? “C’è poco da dire a riguardo, ci sono ancora 24 punti in palio, e questo non ci permette di dire che con 11 lunghezze di vantaggio sulla Juventus siamo al sicuro. Dobbiamo farne altre 13 in 8 partite, altrimenti non possiamo mollare l’occhio dalla classifica e dall’avversario”

Un Toro che non sbaglia più le partite, neppure contro le “grandi”, può essere un buon segnale in vista della Final Eight? “Siamo contenti per la reazione della squadra alle partite di cartello ma la Final Eight non la voglio ancora nominare, dobbiamo prima raggiungerla. Quel giorno potremo iniziare a pensarci. Ad oggi abbiamo un Toro che era partito con la possibilità di giocare i play-off ed ora lotta per la qualificazione diretta, è già un grande risultato”.

Una buona prova per Gyasi, che è tornato sui livelli visti prima dell’infortunio? “Sono contento per il goal, ma Gyasi non ha fatto un buon primo tempo, addirittura al 35′ lo stavo per sostituire. Spero che questo possa fargli tornare la fame e la determinazione che aveva dimostrato ad inizio stagione. E’ un ottimo giocatore, e può diventare un vero calciatore, ma deve capire che serve un atteggiamento mentale più feroce. Da lui pretendo molto perché ha le qualità per farlo”.

Un po’ deludente Colombi? “Bisogna avere pazienza assoluta con lui, arriva da 6 mesi di inattività, con lui non abbiamo neanche potuto fare un programma mirato di ricondiziamento, ha dovuto ritrovare la condizione giocando. Quando non si gioca da tempo, paradossalmente, si fanno bene le prime per poi faticare un po’ in seguito. Ad otto giornate dalla fine non ci possiamo permettere un programma mirato ma dobbiamo avere fiducia”.

E su Barreca, che molti vorrebbero presto in prima squadra? Cosa ne pensa Moreno Longo? “Barreca in prima squadra? Lo manderei assolutamente, il nostro lavoro non è solo vincere le partite ma anche formare dei ragazzi e metterli nella condizione di giocarsi le proprie chances nella prima squadra. Sarei fiero di Barreca, lo alleno da 3 anni di fila e mi sentirei partecipe anche della sua scalata, però io credo che ci sia l’esperienza necessaria in Ventura e Petrachi per capire come e quando il ragazzo possa emergere in Serie A”.

Il punto sulla situazione infortuni: “Abbiamo pienamente recuperato Capello e Cargnino, invece per Ignico e Rosa Gastaldo saranno necessare almeno 2/3 settimane per il recupero. Coccolo è completamente recuperato, Migliore sta terminando il suo programma di riabilitazione e speriamo di averlo in gruppo a fine della prossima settimana. La situazione di Saracco è positiva, la sua stagione non è finita e potrebbe iniziare già questa settimana a lavorare con un pallone leggero, man mano che passano le settimane crediamo di averlo a disposizione in un mese o un mese e mezzo”.

Gilardi autore di un’altra ottima prova? “Con l’arrivo di Vimercati, che è un ottimo portiere che ha aumentato il livello della nostra competitività, ne ha tratto benefici anche Gilardi. Il ruolo, purtroppo, prevede delle gerarchie, e per l’equilibrio del gruppo, queste vanno rispettate, anche se sappiamo di poter contare molto su Valerio”.

Prossima partita il Sassuolo, squadra che ha messo in difficoltà i granata all’andata: “Avete mai visto una partita giocata dal Toro senza difficoltà? Non bisogna e non possiamo assolutamente sottovalutare nessuno, a maggior ragione il Sassuolo, che ha ragazzi come Gliozzi, che ha già esordito in Serie A, e Maiorano, uno dei miglior ’96 d’Italia. Andremo lì a giocare sette camicie, con l’atteggiamento di una squadra che non andrà lì per pareggiare, ma per vincere come in tutte le altre partite”.

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