Atalanta – Torino, sfida tra settori giovanili d’eccellenza

Atalanta – Torino, sfida tra settori giovanili d’eccellenza

Verso Atalanta – Torino, quarti di finale Final Eight Primavera / A Zingonia una tradizione di successi e lancio di talenti in prima squadra. Da parte granata, un grande passato ma ancora qualcosa che manca per tornare a brillare

di Diego Fornero, @diegofornero

Atalanta – Torino, quarti di finale Scudetto Primavera 2014: sotto i riflettori dello Stadio di Rimini si sfideranno domani sera alle 21 due formazioni prestigiose, due tecnici unanimemente stimati, Valter Bonacina e Moreno Longo, ma anche, e soprattutto, due settori giovanili dalla storia simile ma dalle vicende differenti, soprattutto nell’ultimo ventennio.

PALMARES CHE NON MENTE – Cinque Scudetti Giovanissimi (1995, 2002, 2004, 2005 e 2008); tre Scudetti Allievi (1992, 2002 e 2005); tre Scudetti Berretti (2006, 2010, e 2013), e, soprattutto, due tornei di Viareggio (1969 e 1993), tre Coppe Italia Primavera (2000, 2001 e 2003) e due Scudetti Primavera (1993 e 1998). Il palmares dell’Atalanta parla chiaro: i bergamaschi si presentano alla Final Eight Primavera 2014 con un settore giovanile pieno di successi alle spalle e proiettato verso un futuro altrettanto ambizioso.
Successi, quelli nerazzurri, non a caso avviati nei primi anni ’90, quando il patron Antonio Percassi ingaggiò Mino Favini, allora responsabile del settore giovanile del Como ma, da ormai oltre vent’anni, artefice del grande successo del vivaio orobico, complice anche un’accorta politica di investimenti, un centro di allenamento all’avanguardia, con il quartier generale di Zingonia che ospita, oltre alla prima squadra, anche la quasi totalità del settore giovanile (con tanto di convitto per ospitare i ragazzi provenienti dall’esterno), e, soprattutto, una grande fiducia nei giovani prodotti dalla propria cantera, che fa dell’Atalanta la squadra italiana prima in ogni classifica per impiego di propri giovani in prima squadra (addirittura, le statistiche ne fanno il settimo miglior vivaio d’Europa).

UN MODELLO DA IMITARE – Una continuità, quella garantita da Favini, che al Torino è venuta a mancare proprio sul finire degli anni ’90, quando si è conclusa l’era Vatta e, soprattutto, si sono posti i presupposti per il fallimento ciminelliano, con le conseguenze che tutti conosciamo. Se, con l’avvento dell’era Cairo, prima Antonio Comi, poi Massimo Bava, hanno contribuito a riportare il Torino agli onori delle cronache per quello che riguarda i successi del settore giovanile, è evidente che, da parte granata, manchi ancora qualcosa per avvicinarsi al modello nerazzurro, al di là dei risultati delle singole compagini.
Primo, grande, fattore di differenziazione, del resto, è l’assenza di un impianto di allenamento che convogli la totalità del settore giovanile e lo metta a disposizione della prima squadra, lacuna che neppure il “nuovo” Filadelfia potrà colmare, destinato, con ogni probabilità, ad ospitare soltanto le partite delle formazioni del vivaio, costrette ancora ad allenarsi in campi sparpagliati per Torino e provincia e ad essere ospitate in un convitto privato, peraltro lontano da ognuno di questi impianti. Secondo, altrettanto evidente, è la produzione di giovani lanciati nel calcio professionistico: non è certo un mistero, infatti, che, eccezion fatta per la comparsata di Sergiu Suciu e Abou Diop due stagioni fa, l’unico prodotto del vivaio granata fatto esordire in Serie A sia stato Lys Gomis, anch’egli giusto per assaggiare il terreno di gioco e in virtù di un fortuito infortunio occorso a Padelli, oltretutto ormai a 24 anni.

IL TORO PRENDA SPUNTO – C’è ancora tanto da lavorare, insomma, e tanto da attingere dal “modello” Atalanta, che non può che essere un punto di riferimento per ogni società che voglia fare calcio, e farlo bene, nel contesto italiano. Domani, a Rimini, non si sfidano soltanto due club prestigiosi per le ambizioni del proprio vivaio, ma anche e soprattutto due eccellenze: una attuale e compiuta, quella orobica, ed una che è stata grandissima e che ha l’ambizione di tornare ad esserlo, quella granata. Chi la spunterà? Poco più di ventiquattr’ore e lo scopriremo…

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