Primavera Torino, Longo post Parma: “Avere un’anima vuol dire andare oltre le proprie possibilità”

Primavera Torino, Longo post Parma: “Avere un’anima vuol dire andare oltre le proprie possibilità”

Primavera, Torino – Parma 3-2 / Il tecnico granata dopo la vittoria sul Parma: “Immaginare una partita come quella di oggi al Filadelfia mette i brividi”

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Ha parlato ai nostri microfoni Moreno Longo, dopo la vittoria da brividi conquistata sul Parma. Il tecnico è visibilmente soddisfatto è spiega come ha visto la partita: “Il primo tempo di oggi pur senza tante emozioni non mi è dispiaciuto perché comunque abbiamo avuto un buon predominio territoriale. Mi ha invece deluso la prima della ripresa: i miei sono rimasti negli spogliatoi. Poi ci siamo svegliati, non abbiamo smesso di crederci e abbiamo ribaltato il risultato. Nel calcio giovanile la componente mentale ha un’importanza preponderante: noi abbiamo la caratteristica di avere un’anima, che vuol dire saper andare oltre le proprie possibilità e gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Quale è stata la chiave del match?Il 2-1, toglie sicurezza e da sicurezza. In quel momento, devi avere il coraggio di spingere. Per fortuna è arrivato “presto” in modo che avessimo il tempo di spingere ancora.

Dopo la sosta, c’è il derby. La vittoria di oggi da una spinta in più?Contenti di affrontarlo da primi in classifica. Ora c’è la sosta, ma comunque i miei ragazzi ci pensano già, sanno cosa voglio da loro.”

Gli ingressi di Trani e Lenoci sono stati decisivi: “A loro due avevo chiesto di scalare delle gerarchie. Sono entrati in campo come si deve, con lo spirito giusto, ora so ancora meglio di prima che posso contare su di loro”.

Edera dopo la convocazione in prima Squadra ha fatto panchina:È arrivato in ritardo all’appuntamento. Una panchina in Prima Squadra non ti può far credere di essere autorizzato ad arrivare in ritardo e allora meriti la panchina. Anche Bonifazi e Graziano sono rimasti in panchina perché si sono rilassati troppo ulteriormente. Gestiamo così la rosa perché nel calcio giovanile è molto facile perdere le staffe, conta solo quello che a farai nel sabato successivo e non quello che hai fatto prima”

Mantovani e Proia alla prima da titolari?Mantovani ha fatto bene, è uscito per una distorsione alla caviglia. Proia, per essere alla prima apparizione da titolare, nonostante qualche errorino ha fatto una prova onesta. Sono due giocatori che sono parte integrante del gruppo e posso contare su di loro.”

Dispiaciuto del fatto che in Prima Squadra non vengono per ora date chance ai tuoi ragazzi di oggi ma anche a quelli degli anni scorsi?Non mi esprimo su questo, il mio compito è prepararli e renderli pronti al grande salto.”

I vari Parigini, Barreca, Aramu stanno raccogliendo ottimi risultati in Serie B: che ne pensi?Con loro non ci può che essere affetto. Sono il loro primo tifoso, mi piace pensare che dietro alle loro prestazioni ci sia il nostro lavoro degli anni passati nel Torino”.

A che punto è la tua squadra?Secondo me non siamo ancora una squadra vera come piace a me. Lo ha dimostrato questa settimana, i riflettori puntati su di noi hanno fatto montare la testa ad alcuni giocatori. Quando saremo una squadra come piace a me resteremo sempre umili in ogni caso. Difficile dire quanto manchi a questo, il calcio giovanile è materia ostica, e per un giovane è normale avere alti e bassi. Il mio compito è comunque inculcare determinati valori”.

Oggi è l’anniversario della morte di Giorgio Ferrini, i tuoi ragazzi forse nemmeno lo conoscono: cerchi di trasmettergli la storia del Torino o li lasci tranquilli?Io credo che i ragazzi, pur se arrivano da altre squadre, devono conoscere e devono sapere perché la maglia del Torino è diversa da tutte le altre. Ferrini era il prototipo del giocatore da Toro, gli ho spiegato bene chi era e che cosa incarnava. Sono fiducioso, pian piano il Toro entrerà nella  pelle. In questo aiuta molto il grande lavoro di Massimo Bava che ci ha fornito una sede in cui davvero si respira il Toro. Noi siamo nati e cresciuti qui, abbiamo il dovere di inculcare certe cose. Sicuramente il Filadelfia potrebbe fare la differenza in questo. Non me ne voglia il Don Mosso di Venaria, del resto da qui alzi lo sguardo e vedi Superga ed è un impianto molto funzionale, ma quando esisterà nuovamente il Filadelfia cambierà molto, tornerà anche la passione dei tifosi verso i giovani. Quando io giocavo li, c’erano 1000-1500 persone a vedere le nostre partite: immaginare solo una partita come quella di oggi al Filadelfia mette i brividi”

Hai firmato un contratto di tre anni. Hai mai pensato alla possibilità di allenare la Prima Squadra?Assolutamente non ne voglio parlare, la Prima Squadra è ben allenata e ben gestita. Sarebbe scorretto parlarne”.

Il girone di quest’anno rispetto all’anno scorso vede anche la Fiorentina. Che campionato ti aspetti?Ci sarà da soffrire. Fiorentina, Juventus, ma anche Sampdoria e Spezia, come il Parma di oggi, sono squadre tutte ben attrezzate. Dovremo essere bravi quando arriveranno i momenti difficili. Lo ammetto l’anno scorso questo momento difficile non c’è mai stato, ma credo che era un annata a parte in cui abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Quest’anno ci sarà da soffrire ogni sabato”.

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