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Pinerolo l’orgogliosa si gode la A

Ermanno Eandi

Ermanno Eandi
Si sono ritrovati in duecento, a Pramollo, amena località della Val Chisone (Torino), per festeggiare la stupefacente serie A del Toro. Una grigliata in mezzo al verde, musica,...

Ermanno Eandi Si sono ritrovati in duecento, a Pramollo, amena località della Val Chisone (Torino), per festeggiare la stupefacente serie A del Toro. Una grigliata in mezzo al verde, musica, gioia e tanto Toro. Sono i soci e gli amici del Toro Club “Orgoglio Granata” di Pinerolo. Tra il verde della valle, risuonano i cori della Maratona, nell’attesa del lauto pranzo. “Nel nostro nome c’è la storia del Toro - sostiene Claudio Ferrero, il presidente – abbiamo voluto dedicare il club a nessun calciatore, ma all’orgoglio di essere granata. Non ci abbandonerà mai, noi saremo sempre orgogliosi, comunque, ovunque, nel bene e nel male, soprattutto nel male. Noi non molliamo mai”. Carlo Bruno, l’addetto stampa, ci racconta la storia del club: “Siamo nati nel luglio del 2001, negli anni bui. Attualmente abbiamo 270 soci e ben 100 abbonati. Ogni partita casalinga, riempiamo due pullman per il nostro atto di fede. La cena sociale a Pinerolo e la grigliata estiva a Pramollo, sono le nostre feste che ci accompagnano da quando siamo nati”.Numerosi clubs hanno reso omaggio agli amici pinerolesi, il “Paolo Pulici” di Barge (CN), quelli di Piossasco, Villar Perosa e Perosa Argentina. Prima di pranzo arriva un ragazzo biondo, simpatico, con la moglie e due pargoli deliziosi.

Subito gli ospiti lo attorniano, gli chiedono autografi, scattano foto con lui. L’eroe della giornata è Davide Nicola, colui che ha realizzato il gol più importante della stagione, l’ultimo, quello definitivo. Il calciatore risiede in un comune vicino a Pinerolo, da subito è stato eletto beniamino del club. “Essere qui è un piacere e un'emozione. L’affetto della gente è indimenticabile”. Proviamo a chiedergli se il prossimo anno proverà ancora il “piacere e l’emozione” di indossare la casacca granata: “Voglio assolutamente mettermi in gioco. Io non scommetto mai sugli altri, scommetto solo su me stesso. Reputo di aver realizzato, insieme ai miei compagni, un'impresa. Mi piacerebbe proseguire questa avventura in granata, ma se mi accorgerò di non essere all’altezza sarò il primo a ringraziare tutti per l’opportunità e andarmene per altre strade. Per ora non ho avuto né conferme, né smentite. Sono consapevole di avere la stima del mister e sono conscio che attualmente ci sono delle priorità, quindi non posso fare altro che attendere. Finché non sarà il Torino a dirmi non abbiamo bisogno di te, io non cerco da nessuna parte. Per me è importante giocare nel Toro”.Poi la folla lo rapisce, lo abbraccia, mentre la moglie e i suoi figli vedono estasiati, per la prima volta, l’affetto dei tifosi nel confronti del loro eroe casalingo. Finalmente le posate incominciano a chiacchierare con i piatti, come primo antipasto arriva il cous-cous, non è proprio il piatto tipico di queste parti: “Ormai con Cairo siamo internazionali, mondiali – dice, sogghignando, il presidente – quindi stiamo preparando i cibi per il gemellaggio con il Toro Club Arabia, per la festa della Champions, un esempio di fede granata e integrazione razziale”. Se le cavata bene, visto che era stupito anche lui dalla portata. Tra gli ospiti, spicca un politico, l’onorevole Giorgio Merlo, che, insieme all’onorevole Nigra, si è battuto questa estate nella rocambolesca avventura del Toro: “Sono tre gli elementi di fondo, che hanno permesso questo trionfo. – sostiene schematicamente, l’onorevole - Primo: la grande fede del popolo granata. Secondo: la capacità di De Biasi di tenere insieme un gruppo. Terzo: quello decisivo, la forza, la coerenza e la determinazione di Cairo, senza quel presidente, noi saremmo stati inesorabilmente condannati a restare in serie B”. Per il futuro ha lusinghiere speranze: “Con questa presidenza, io credo che si possa puntare tranquillamente alla Champions, ad una condizione, che si abbia e si continui ad avere fiducia in questa dirigenza”