Simone Barone: ”Sogno Toro e Parma in Europa League”

Simone Barone: ”Sogno Toro e Parma in Europa League”

Esclusiva TN, il doppio ex di Torino – Parma: ”I tifosi granata meritano tutto questo”

di Roberto Maccario

 Simone Barone, campione del mondo a Germania 2006 e oggi allenatore della Primavera del Modena, ha giocato nel Toro nei primi difficili anni dell’era Cairo, dal 2006 al 2009. Per lui anche tante soddisfazioni con la maglia del Parma,società in cui ha militato nel settore giovanile e in prima squadra.

Ciao Simone: domenica pomeriggio all’Olimpico Torino e Parma si giocano una bella fetta di Europa League, chi è la favorita?
Innanzitutto voglio fare i complimenti a entrambe le squadre per lo straordinario campionato disputato: spesso infatti si guarda solo all’obiettivo finale e si dimentica quanto di buono fatto. Mi aspetto una bella partita, con due compagini che giocano davvero bene a calcio anche se con due moduli diversi. Il Toro forse, giocando in casa, ha un leggero vantaggio: lo stadio sarà pieno e anche in settimana, agli allenamenti, c’era grande entusiasmo da parte del pubblico.

A proposito di stadio pieno: è bello vedere così tanta partecipazione da parte della gente granata dopo tanti anni complicati, compresi quelli in cui giocavi tu, vero?
Sì, c’è molta differenza rispetto a quei tempi: il presidente, una bravissima persona che conosco bene e con cui ho un ottimo rapporto, ha commesso degli errori in passato, ma poi ha fatto grandi cose perché, come dice il proverbio, “sbagliando si impara”. La società ha creato delle linee guida, ha affidato la squadra ad un allenatore con delle buone idee acquistando i giocatori giusti per lui. Il segreto a mio modi di vedere è stato il cambio di modulo (prima infatti, nella scorsa stagione, il Toro giocava un calcio troppo prevedibile) unito alla classe di due elementi come Cerci e Immobile.
Sono contento perché i tifosi meritano un Toro che li faccia sognare e che rimanga sempre nelle posizioni alte della classifica.

Anche al Parma sei molto legato, non è così?
Sì, a Parma sono cresciuto e ho giocato tante partite in serie A, e a Torino sono rimasto tre anni: ricordo con affetto entrambe le piazze e mi auguro con tutto il cuore di vedere entrambe le squadre in Europa League l’anno prossimo.

Torino e Parma sono due società molto valide anche a livello di settore giovanile: da tecnico della Primavera del Modena te ne sei accorto quest’anno, non è vero?
Il Torino di Moreno Longo, un amico con cui ho giocato e con cui ho fatto un corso per allenatori, ha disputato una stagione strepitosa pur non avendo, forse, l’organico migliore del torneo. Anche il Parma ha fatto un campionato fantastico, anche se non ha centrato i play – off. Dietro a questo apparente insuccesso infatti c’è una cosa di cui andare orgogliosi: giocatori come Cerri e Mauri spesso sono mancati perché aggregati alla prima squadra, una soddisfazione enorme per chi lavora nel settore giovanile, una risorsa che oggi, con la crisi economica in atto, va sfruttata.

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