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Benassi, dal derby al derby: più consapevolezza ma ancora qualche ingenuità

Gianluca Sartori

Focus On / Un anno dopo l'errore che ha portato al goal di Pirlo il centrocampista ha fatto passi avanti notevoli, ma deve ancora lavorare dal punto di vista mentale

"Non si può dire che non sia intensa, l’avventura in granata di Marco Benassi. E neppure che il ragazzo non si faccia notare. Il centrocampista classe 1994, facendo ritorno allo Juventus Stadium dove l’anno scorso si era reso protagonista di un episodio negativo che poi si è rivelato decisivo, si è tolto un peso dalla coscienza e si è sbarazzato di un ricordo negativo che per lui è stato un fardello per parecchio tempo.

"LA PROTEZIONE E LA FIDUCIA DI VENTURA - Non è una novità che Ventura straveda per Benassi. Il tecnico genovese non ha mai avuto dubbi sulle qualità e sulle prospettive di carriera della mezzala scuola Inter, facendogli da scudo avverso le critiche anche nei momenti peggiori (vedi l’espulsione che ha pregiudicato il Torino negli ottavi di Europa League contro lo Zenit) e concedendogli sempre una seconda opportunità. Tanto da aver convinto la società a sborsare una busta record di 3.5 milioni per il riscatto dall’Inter.

"CONSAPEVOLEZZA E GRATIFICAZIONI - E il centrocampista ha risposto bene, acquisendo maggiore consapevolezza delle proprie qualità – non si gioca la terza stagione in Serie A da titolare a 21 anni per caso – e ottenendo qualche bella gratificazione, come la fascia da capitano nella Nazionale Under 21 e uno strepitoso goal contro il Palermo. Nel suo ritorno allo Juventus Stadium, il ragazzo modenese è entrato a metà ripresa al posto di Baselli giocando un buono spezzone, vincendo parecchi contrasti e mettendo buona intensità dal punto di vista fisico.

"Certo, inutile negare che ancora restano passi in avanti da compiere. Benassi di tanto in tanto cade ancora nei vecchi errori di ingenuità: vedi la punizione regalata a Cuadrado con un fallo evitabilissimo a pochi minuti dalla fine del derby, che ha dato origine alla traversa di Bonucci. Nel finale, anche lui, insieme ai suoi compagni, si è fatto conquistare dalla frenesia e dalla paura di uscire sconfitti. Dal punto di vista mentale, come da quello tecnico, c’è ancora da lavorare. Ma il Torino non può che continuare a puntare fortemente su Benassi.