De Luca (Radio KissKiss): “Mazzarri a Napoli ha lasciato un’impronta. Nessun caso Insigne”

De Luca (Radio KissKiss): “Mazzarri a Napoli ha lasciato un’impronta. Nessun caso Insigne”

Intervista / Il giornalista di Radio KissKiss, che segue da vicino le vicende della squadra di Ancelotti: “A Napoli Mazzarri ha lasciato un’impronta importante. Mi aspetto un Napoli verticale che prova a fare la partita”

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Torino-Napoli è una sorta di crocevia per granata e partenopei. I padroni di casa devono riscattare la sconfitta di Parma e gli ospiti vanno a caccia di conferme dopo l’inaspettato pareggio col Genk in Champions League. Per presentare uno dei match clou della settima giornata di Serie A abbiamo intervistato Diego De Luca, giornalista di Radio KissKiss Napoli che segue da vicino le vicende del Napoli di Ancelotti.

Ciao Diego, il Napoli è reduce da un pareggio in Champions e alcuni risultati non esaltanti in campionato. In che modo arriva a Torino?

“Con una voglia di trovare la propria armonia soprattutto per quanto riguarda il gioco. Perché il Napoli è una squadra che anche se dà la sensazione di non riuscire ad essere fluida nella manovra, in realtà produce tantissimo. Anche col Genk ha prodotto tante occasioni da rete, ha colto tre pali, con il Brescia ha prodotto molto, con il Cagliari poi è stato il non plus ultra perché ha tirato in porta circa 20 volte e ha addirittura perso. La sensazione è che il Napoli abbia perso quella fluidità nella manovra e che il Napoli cercherà di ritrovarla già nel breve termine. Torino può essere un banco di prova importante perché dopo il pareggio in Champions la voglia di fare una prova convincente c’è, anche per mettere a tacere tutte le critiche che sono venute fuori. Oltre all’importanza del risultato è fondamentale dare una prova convincente perché il Napoli ha tutte le caratteristiche e le qualità per poterlo fare”.

Il Toro è una squadra fisica, il Napoli è molto tecnico. A livello tattico che partita ti aspetti?

“Il Napoli è una squadra che cerca di fare la partita, credo che cercherà di verticalizzare molto, è il tratto distintivo della squadra di Ancelotti che dopo due anni ha metabolizzato meglio quelle che sono le idee tattiche del mister. Tanto per vie centrali che sulle corsie esterne: mi aspetto però più velocità di manovra. E poi c’è un Toro che dall’altra parte ha un’identità di gioco ben definita e per questo mi aspetto una partita molto aperta, giocata a viso aperto”.

In settimana la stampa nazionale si è scatenata sul caso Insigne. Sarà della partita domenica?

“La sensazione è che Lorenzo possa scendere in campo dal primo minuto a Torino. Detto questo, ci sono state polemiche perché ha fatto scalpore la decisione di mandare Insigne in tribuna e neanche in panchina in questa sfida Champions. Vanno chiarite alcune cose, primo le decisioni dell’allenatore non possono essere messe in discussione. Se un allenatore decide di far andare in panchina o in tribuna un giocatore è una scelta sacrosanta che sta facendo e questa è una regola che vale dai Campionati del Mondo fino alla Scuola Calcio. Quello del fratello su Instagram è stato semplicemente uno sfogo, le notizie che abbiamo raccolto noi dicono che già nell’allenamento di ieri Insigne e Ancelotti ridevano e scherzavano in campo. C’è stata una velocità nel diffondere la notizia che non è stata mai verificata. Non mi sento di dire che è rientrato il caso perché non c’era nulla da far rientrare”.

In panchina c’è il grande ex della sfida: che pensi di Mazzarri e di come ha impostato il suo Toro?

“Mazzarri ha lasciato a Napoli un’impronta importante sia emotiva che calcistica. I successi che ha ottenuto col suo modulo sono stati studiati con attenzione da molti club europei. Quindi ogni volta che il Napoli ha l’occasione di incontrare Walter c’è sempre un piacevole sentimento. Poi, magari, le sue avventure professionali successive non hanno ottenuto i risultati sperati, ma questa è un’altra storia. Anche con il Torino penso che i risultati talvolta possano essere favorevoli, altre volte meno. Credo però che l’identità che riesce a dare, a trasmettere alla squadra grazie al suo carattere e al suo modo di stare in campo fanno sì che il Torino possa essere una squadra temibile che può ambire a risultati importanti”.

Qual è il giocatore del Napoli da tenere d’occhio?

Mertens, è sempre lui. È talmente inserito nel tessuto della squadra… può giocare da esterno, da prima punta e anche alle spalle della prima punta, è il giocatore più duttile che il Napoli abbia a disposizione per il reparto offensivo. Secondo me uno come Mertens, nonostante la carta d’identità stia avanzando, va sempre tenuto d’occhio perché ti può cambiare la partita da un momento all’altro con un dribbling, creando superiorità numerica, può segnare su calcio piazzato… insomma, è sempre Mertens l’uomo da tenere sotto osservazione”.

Se potessi scegliere due giocatori del Toro e portarli a Napoli, chi prenderesti?

Belotti e Baselli. Belotti è l’attaccante che tutti gli allenatori vorrebbero in squadra, Baselli è un centrocampista box to box, energico. Un power player con qualità tecniche e visione di gioco”.

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  1. Ciccio Graziani - 3 settimane fa

    Ricordo molto bene il Napoli di Mazzarri, otteneva gli stessi risultati di questo Napoli, con una squadra molto inferiore, Gargano Aronica Cannavaro Grava e altri

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  2. eurotoro - 3 settimane fa

    a Reggio ne ha lasciate 2..

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