Il Toro, il fattaccio dell’Euganeo e quei tre punti dati e poi tolti

Passato / Otto anni fa il Giudice Sportivo assegnava la vittoria a tavolino al Torino per il blackout di Padova, ma il 27 aprile la Corte Federale avrebbe ribaltato tutto

di Gualtiero Lasala, @LasalaGualtiero
Padova, Torino

Il 17 marzo 2012, esattamente otto anni fa, ci fu una tappa fondamentale del caso di Padova-Torino, vicenda rimasta negli annali per il controverso esito giuridico. In quella data, infatti, il Giudice Sportivo assegnò al Torino la vittoria per 0-3 a tavolino, decisione poi ribaltata in appello. Ma andiamo con ordine e riviviamo quanto accadde.

E’ il 3 dicembre del 2011 quando il Torino di Ventura scende in campo all’Euganeo contro il Padova, alla ricerca di tre punti per continuare la lotta per la promozione in Serie A. Nel primo tempo il match non sembra certo destinato a passare alla storia, ma nel secondo tempo si consuma un evento – per fortuna – mai più visto.

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A causa della forte pioggia, cominciano a verificarsi alcuni blackout da parte dell’impianto di illuminazione dello stadio Euganeo di Padova, venendo a mancare per alcuni minuti la luce dei riflettori. In occasione di uno di questi blackout, il Padova realizza la rete del vantaggio, tra le mille proteste del portiere granata Coppola, il quale evidenzia che la visibilità sia troppa poca e il gol sia da annullare: l’arbitro Calvarese convalida comunque la rete di Ruopolo e fa continuare il match. Nonostante questo i blackout continuano, fino a quando le luci si spengono del tutto. Al minuto 76, il fischietto di Teramo decide di interrompere il match. La società granata pretende di avere i tre punti a tavolino, considerata la mancanza di manutenzione dell’impianto e l’evidente penalizzazione che aveva subito il Torino. Nonostante ciò, la scelta presa dalle istituzioni è singolare: vengono fatti giocare gli ultimi 14 minuti (senza neppure il recupero) il 14 dicembre, undici giorni dopo. Il Toro in quel barlume di tempo non riesce a pareggiare e il punteggio rimane sull’1-0 per i veneti.

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DIETROFRONT – Il Torino, ovviamente, presentò il ricorso per farsi assegnare i tre punti a tavolino, e tre mesi dopo – appunto, il 17 marzo – il Giudice Sportivo, dopo le indagini della Procura Federale, assegnò i tre punti che permisero di superare momentaneamente (di una lunghezza) il Pescara di Zeman e tornare al comando della Serie B. Tuttavia, poco più di un mese dopo, il 27 aprile del 2012, la Corte di Giustizia federale della FIGC accolse il ricorso del Padova, ridando validità al match giocato in due parti, asserendo che il Padova fosse del tutto incolpevole della situazione (qui le motivazioni). Una sentenza che ribaltò ogni precedente della storia del calcio italiano: fino ad allora, se saltava l’impianto elettrico in uno stadio, il club padrone di casa veniva punito con la sconfitta a tavolino; dal 27 aprile 2012, non più.

L’ESITO – E’ rimasto questo un caso storico, con il Torino che lo ritiene tuttora un gigantesco torto subito. Per fortuna della società granata, la vicenda non fu decisiva per le sorti del campionato: i granata tornarono in Serie totalizzando 83 punti, gli stessi del Pescara, che conquistò il primo posto per gli scontri diretti. E la promozione passò anche per la rivincita nella partita di ritorno, giocata il 7 maggio 2012: Bianchi e compagni vinsero per 3-1 contro il Padova all’Olimpico, con il pubblico granata che non mancò di beccare i tifosi avversari cori ironici.

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