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L’alfabeto granata: il 2018 del Toro dalla A… alla Z

Nicolò Muggianu

L’alfabeto del Toro / Il 2018 è volto al termine e con l’inizio dell’anno nuovo analizziamo gioie, dolori, obbiettivi e buoni propositi per il 2019

Il 2018 è volto al termine ed è l’ora di tirare le somme di ciò che è stato fatto. Ripercorriamo l’anno andato in archivio con “l’alfabeto del Toro”.

A come Allenatore - Il 2018 è iniziato con un cambio in panchina. Il giorno dell'inizio della nuova era è il 4 gennaio: esonerato Sinisa Mihajlovic, il nuovo allenatore è Walter Mazzarri. Iniziava così l'avventura del tecnico toscano sulla panchina del Torino.

B come Belotti - È passato un altro anno e il capitano del Torino è sempre lì. Dal punto di vista realizzativo il 2018 non è stato un anno particolarmente positivo: l'infortunio di inizio anno, la precaria forma fisica e quel feeling con il gol che sta tornando soltanto negli ultimi mesi. I gol in campionato al momento sono 7, ma Belotti resta un giocatore imprescindibile per questa squadra.

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C come Coppa Italia - Il 13 aprile 2018 è una data che resterà per sempre impressa nel palmares del Torino: la Primavera di Federico Coppitelli alza al cielo di San Siro l'ottava Coppa Italia di categoria della storia del club. Un trofeo che mancava dal 1998/1999 e che sancisce l'inizio di un progetto importante, che quest'anno potrebbe trasformarsi in qualcosa di ancora più grande.

D come Difesa - Il reparto arretrato è senza dubbio il punto di forza del nuovo corso targato Mazzarri. Il Torino al momento è la quinta difesa di Serie A, ma ci sono ancora margini di miglioramento. "D" anche come Djidji, vera e propria sorpresa di questo finale di 2018. Guarda a caso, nel reparto difensivo.

E come Europa League - L’obbiettivo è sempre quello. Il 2019 sarà l'anno giusto?

F come Filadelfia - La vecchia, l'attuale e la futura casa del Toro. Se il 2017 è stato l'anno della rinascita, il 2018 è stato quello della consacrazione. Un buon auspicio per il 2019: più porte aperte ai tifosi, perché il "tempio" possa ripopolarsi di giovani e vecchi tifosi granata.

G come Granata - Un solo colore, una sola maglia, per tutta la vita.

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H come "Happy new year" – Il 2018 è ormai volto al termine e con l’anno nuovo alle porte non possiamo che augurare un felice anno nuovo a tutti i nostri lettori e a tutti i tifosi granata.

I come Iago Falque - Presente e futuro del Toro: il granata ormai è la sua casa e il rinnovo fino al 2022 firmato il 19 novembre 2018 è la prova che mancava. Sarà lui la prossima bandiera del Torino?

L come Lutto - Il 2018 per molti versi è stato un anno triste. Dalla scomparsa di Davide Astori alle morti di Sauro Tomà e Gustavo Giagnoni, ma anche il crollo del ponte Morandi di Genova che ha causato 43 vittime. Il 2019 sarà l'anno della ricostruzione, per rialzarsi e ripartire sotto tutti i punti di vista.

M come Mondonico - Il 29 marzo 2018 è scomparso Emiliano Mondonico: uomo di sport, persona per bene ed ex allenatore del Torino che nel 1992 sfiorò la vittoria della Coppa Uefa. Il "Mondo" lascia un vuoto enorme, ma il suo lascito e la sua sedia alzata al cielo di Amsterdam resteranno per sempre un fulgido simbolo del "tremendismo granata". Ciao Mondo!

N come Numeri - Dal 4-2-3-1 al 3-5-2: il 2018 è stato un anno di rivoluzioni tattiche. Il cambio in panchina ha portato con sé anche un notevole cambiamento in campo: idee nuove e giocatori nuovi. Gli addii di Barreca, Ljajic, Niang e gli arrivi di Djidji, Izzo, Aina, Zaza e non solo. È un Torino più forte? Ce lo dirà il campo.

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O come Occasioni - Quelle che il Torino proverà a cercare e cogliere sul mercato. Il mercato del 2018 ha regalato gioie e dolori: tra i propositi dell'anno nuovo c'è anche quello di un calciomercato che faccia sognare i tifosi.

P come Pareggi - Sono 9 in campionato, più di tutta la Serie A. Il pareggio sembra essere il marchio di fabbrica della nuova gestione Mazzarri. Ma nel 2019 sarà necessario provare a pareggiare di meno e vincere di più, per lottare fino all'ultimo per l'obiettivo europeo.

Q come Qualità e Quantità - Almeno sulla carta, la rosa che è stata costruita quest'anno è coerente e competitiva per gli obiettivi prefissati. Un buon equilibrio di qualità e quantità, i tifosi possono essere fiduciosi in vista dell'anno nuovo.

R come Radice - L'ultimo allenatore Campione d'Italia di tutta la storia del Torino ci ha lasciato il 7 dicembre 2018. Gigi Radice è scomparso all'età di 83 anni: un innovatore, un vincente e un simbolo indelebile della storia del Torino. Leggenda.

S come Soriano - Arrivato in estate per permettere al Toro di compiere il tanto auspicato salto di qualità sulla trequarti, è già pronto a partire dopo nemmeno sei mesi di permanenza. Una scommessa persa: prestazioni opache in campo e quei like galeotti a due giocatori della Juventus dopo il derby della Mole che i tifosi granata non gli hanno mai perdonato. Ma "S" è anche come Sirigu: la saracinesca del presente e del futuro. Il 7 luglio 2018 il suo rinnovo fino al 2022.

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T come Torino - Una sola squadra, un solo colore, un’intera città e un intero popolo. Il Torino non è solo una squadra di calcio ma è una passione, un vero e proprio stile di vita.

U come Urbano Cairo - L’imprenditore alessandrino si avvia verso il suo quattordicesimo anno di presidenza. Il progetto è sempre quello di riportare il Torino in Europa: quest'anno sono stati fatti investimenti importanti. Ora la palla passa al campo.

V come Verità - Se il 2018 è stato l'ennesimo anno di transizione, il 2019 potrebbe essere quello della verità. La squadra c'è, l'allenatore anche: da quest'anno l'Europa dovrà diventare da sogno a realtà. O almeno ce lo auguriamo.

Z come Zaza - Doveva essere il colpo di mercato dell'estate ma, fino a questo momento, non ha rispettato le attese. Il 2018 di Zaza al Torino non si è concluso nel migliore dei modi. L'intesa con i compagni però è in crescita e la speranza è che possa presto arrivare ad essere il giocatore che tutti si aspettavano.