Per un’aquila arrabbiata c’è un Toro affamato

Per un’aquila arrabbiata c’è un Toro affamato

Verso Toro-Lazio / Per finire l’anno al meglio mancano ancora Lazio, Udinese e Chievo. Un passo alla volta…

di Umberto Vergano

Ora la testa è tutta a domenica contro la squadra di Petkovic. I biancocelesti anche se non nella migliore forma sono un avversario tosto e temibile. La batosta subita contro il Napoli avrà aggiunto maggior pressione alla squadra dopo aver subito  anche la strigliata di Lotito.  L’anno scorso era stata festa sotto la neve. Una delle prime vittorie contro una ”big”. 

In questa stagione solo imprese sfiorate contro le grandi come Milan Inter e Roma. Al Toro tocca almeno il primato per aver fermato l’invincibile squadra di Garcia dopo 10 vittorie consecutive. Dopo la brutta prova di Napoli e il pareggio di Livorno sembra che il Toro abbia tirato fuori la grinta giusta, e che Ventura abbia trovato il modulo e gli interpreti adatti da schierare. El Kaddouri come trequartista convince e il rientro di Farnerud si è dimostrato un’ arma in più. L’intesa tra Cerci e Immboile cresce di giorno in giorno e in difesa Rodriguez è recuperato del tutto. Bovo a parte, Larrondo in fase di recupero e la tegola D’Ambrosio sono le uniche preoccupazioni. Domenica servirà però concentrazione e la cattiveria giusta contro una squadra che deve dimostrare il proprio valore dopo le brutte uscite delle ultime settimane.

L’arrivo a Formello di Lotito e il colloquio con mister Petkovic e la squadra, deve aver incoraggiato i giocatori pronti a dare il massimo proprio contro il Toro. Un’arma a doppio taglio. Il Toro potrà infatti sfruttare la rabbia biancoceleste a proprio favore. Cercare la vittoria a tutti i costi potrebbe aprire buchi e varchi in una difesa non del tutto insormontabile. Cerci come al solito sarà l’uomo chiave con la sua velocità e i suoi  dribbling. Domenica per una rapace arrabbiato c’è un toro affamato (di punti). 

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