”Servono due o tre giocatori”

di Edoardo Blandino

Mister Lerda si presenza in conferenza stampa prima del match contro il Padova. Il tecnico dovrà fare a meno di Iunco (fuori 45 giorni) e Pratali squalificato, oltre a Pellicori, mentre convoca tutto il resto della truppa: “Siamo 20 più 3 portieri. Porto tutti perché…

di Redazione Toro News

di Edoardo Blandino

Mister Lerda si presenza in conferenza stampa prima del match contro il Padova. Il tecnico dovrà fare a meno di Iunco (fuori 45 giorni) e Pratali squalificato, oltre a Pellicori, mentre convoca tutto il resto della truppa: “Siamo 20 più 3 portieri. Porto tutti perché ci alleneremo lì domenica e non volevo far saltare la seduta a qualcuno”. Si passa poi a commentare la cattiva sorte che continua a falcidiare di infortuni il Torino: “Sfortuna? Fa parte del nostro mestiere. Gli infortuni sono quasi una normalità. Ho avuto delle stagioni dove non avevo infortuni né a livello articolare o muscolare, ma quest’anno ne abbiamo avuto abbastanza di infortuni “particolari”, anche se a livello muscolare siamo sotto la media. Purtroppo succede. Bianchi per fortuna è pronto, sta bene. Chiaramente non potrà avere una condizione ottimale, perché in un mese e mezzo la sua stazza fisica non gli consente di stare benissimo”. Ma da dove riprende questa squadra? “Noi vogliamo ricominciare da dove abbiamo finito, anche se è il campo l’ultimo giustiziere. Quando riprendi dopo tre settimane, hai sempre il dubbio: riprendiamo da dove abbiamo lasciato o no? Mi conforta aver visto lavorare i giocatori in un certo modo. Siamo sempre stati concentrati. Dopo i sei giorni di riposo i ragazzi sono tornati bene di testa e di gambe. Abbiamo fatto un lavoro per permettere una partenza buona: in modo da mettere benzina, ma senza appesantirci troppo, anche se sono convinto che alla fine sia la testa quella che conta di più”.  Lerda tocca poi l’argomento mercato: “Cerchiamo di non farci distrarre troppo. I ragazzi sanno quale sia la linea guida della società. Avremo bisogno di quei due o tre giocatori a completare l’organico, ma non dobbiamo farci distrarre dalle voci visto che ogni giorno ne salta fuori una nuova. Al mercato, comunque io non ci ho pensato: ho questa partita qui prima. La prossima settimana può darsi che Petrachi prenda qualcuno, ma non ho la risposta, sinceramente non me lo sono chiesto. Ogbonna? Dai vertici credo che se arriva una richiesta importante andrà via. Ma questo vale per Bianchi, Bassi, Morello e tutti gli altri. Siamo una società come le altre. Se domani Moratti si sveglia e offre 200 milioni per Messi il Barcellona accetta”.
Ecco poi che si parla dell’avversaria: “Il Padova è una squadra forte che in questa metà di campionato ha dimostrato di aver perso una sola gara in casa, senza meritarlo, contro il Varese. Ha giocatori di qualità e fisicamente forti. È una squadra ambiziosa. Sono anni che in Lega Pro o in B è sempre attenta sul mercato, con investimenti importanti. Sarà un test impegnativo: il Padova è forte, c’è poco da dire. Rivincita personale? Sono passati due anni dalla finale playoff persa contro il Padova. Rimane amaro in bocca, ma l’ho già incontrata l’anno scorso. Con il Crotone l’ultima stagione abbiamo perso a Padova e vinto in calabria. Il timore c’è sempre al rientro. Hai qualche punto interrogativo in più. Credo che sia naturale in tutti gli allenatore. Però, come ho detto, mi confortano queste due settimane: l’atteggiamento è stato giusto. Sono pronti a correre, lottare e sacrificarsi. Le insidie che nasconde questo campionato sono sempre le stesse. Mancheranno Pellicori e Iunco, ma non ho mai voluto calcare la mano sulle assenza. Ci sarà il rientro ufficiale di Bianchi ed è importante. Abbiamo una rosa tale da sopperire alle carenze. Dobbiamo iniziare con il piede giusto”.
Lerda si sofferma poi su Suciu: “Può essere il suo anno? Dipende da lui. Nell’ultimo mese ha lavorato con continuità. Non ha più male al ginocchio e questo è un dato significativo. Prima della sosta aveva ancora problemi. Il tempo è dalla sua parte essendo un ’90. Chi sa giocare a calcio alla fine verrà premiato. Per come giochiamo noi, considerato caratteristiche ed età, giocare a due con Suciu, in questo momento, potrebbe essere un azzardo, però alla fine sarà sempre il campo”.
Cosa cambierà con il rientro di Bianchi? “Non cambia nulla a livello tattico. Dobbiamo continuare a fare quello che facevamo prima. Non dobbiamo buttare palla, ma ragionare come facevamo prima. La prima soluzione è quella del fraseggio a terra, ma non deve essere quella l’unica possibilità”. Parlando della squadra poi il tecnico granata dice: “In un discorso generale c’è chi ha giocato di più e chi meno, chi ha avuto rendimento migliore e chi è stato condizionato dall’infortunio. È tutto nell’ordine delle idee di una squadra. È chiaro che abbiamo dei giocatori che possono darci anche sul piano qualitativo dei risultati importanti e anche loro possano allenarsi meglio e poter incidere meglio. Quando uno ha una rosa a disposizione importante come la mia, la prima regola è mettere tutti in condizione di esprimere le proprie capacità. Il mio compito è quelli di farli rendere”.

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