Siamo tutti Koulibaly, dovremmo essere anche Meité

Siamo tutti Koulibaly, dovremmo essere anche Meité

Lazio non punita per gli ululati razzisti contro Meité. Viene da chiedersi il motivo della disparità di trattamento con quanto accaduto a Koulibaly

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

L’indignazione per gli ululati razzisti diretti a Kalidou Koulibaly, la solidarietà da parte di tifosi, commentatori e parte delle istituzioni calcistiche e politiche hanno già lasciato spazio ad un assordante silenzio. È passata una sola settimana, ma chi aveva guardato con speranza alla sentenza del Giudice Sportivo che ha chiuso San Siro per due turni, è rimasto deluso dalla disparità di trattamento con quanto accaduto sabato all’Olimpico di Roma. Non solo non c’è alcun provvedimento nei confronti della Lazio, ma agli ululati indirizzati a Soualiho Meité è stata data pochissima risonanza. Tutto ciò potrebbe far tristemente pensare che ci sia un razzismo di serie a e uno di serie b. Non è così, la discriminazione razziale andrebbe combattuta a priori, bisognerebbe estirparla non solo dal calcio ma dall’intera società.

E allora la mancata presa di posizione del Giudice Sportivo nei confronti della Lazio lascia l’amaro in bocca perché sa di discriminazione nella discriminazione. Che sia chiaro: non esistono bandiere o colori in questi casi, è una questione di eguaglianza, equità e giustizia. L’intento di questo breve articolo, più che dare risposte, è quello di porre alcuni quesiti, senza polemica ma con spirito costruttivo: Perché non condannare sempre gli episodi di razzismo? Perché non fermare sempre le partite? Quando un episodio di questo genere merita di essere punito e quando no? Dipende forse dal blasone dei club coinvolti, dalla risonanza dell’episodio nell’opinione pubblica o dalla mole di proteste di giocatore e allenatore?

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  1. Torello_621 - 6 mesi fa

    Siamo tutti CON Meitè perché è uno dei nostri giocatori, proprio perché gli vogliamo bene dobbiamo dirgli che ha fatto una cagata pazzesca come gli ha detto subito Mazzarri all’Olimpico.

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  2. prawda - 6 mesi fa

    Ci si indigna per un un buu ma allo stadio si sentono insulti ben peggiori rivolti a giocatori e tifosi avversari, si dovrebbero, secondo alcuni, fermare le partite perche’ qualcuno fischia un giocatore di colore ma se invece si insulta tutto l’albero genealogico di un giocatore quello e’ consentito. Faccio fatica a trovare una logica, mi sembra che si stia passando da un eccesso all’altro. Gli episodi di razzismo vanno indubbiamente condannati ma non vanno confusi con ignoranza e stupidita’ che purtroppo sono ampiamente presenti; va inoltre considerato che purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, non siamo un paese anglosassone, come va considerato che lo stadio alla fine rispecchia quella che e’ la societa’ attuale, con tutte le prepotenze, arroganze, violenze della vita di tutti i giorni. Sicuramente molto va fatto per eliminare certi gruppi dalle curve ma va considerato che spesso proprio quei gruppi sono a stretto contatto con le societa’ e diventa difficile comprendere se queste ultime siano delle vittime o dei complici. Infine sulla Lazio che e’ una societa’ che mi sta ampiamente sugli zebedei, perche’ purtroppo a causa della mia eta’ anagrafica ricordo uno scudetto perso anche per due pareggi, di cui un 3 a 3 al Comunale che ho ancora davanti agli occhi; pero’ sulla vicenda fallimento ho letto delle grosse inesattezze a cominciare dal decreto spalmadebiti che e’ del 2002 mentre il salvataggio della Lazio e’ del 2005 ed oltretutto del famoso decreto hanno beneficiato praticamente tutte le societa’ dal momento che consentiva di dedurre l’eventuale svalutazione di un giocatore e di allungare fino a dieci anni la patrimonializzazione dei giocatori. La Lazio concordo con l’erario un rientro dell’importo di cui era debitrice oltre agli interessi in 23 anni, questo consenti’ alla Lazio di non fallire ma anche all’erario, cioe’ alla collettivita’, di stare incassando quel credito che in caso di procedura concorsuale non sarebbe mai stato recuperato se non in parte, come avvenne con il Torino. Sicuramente fu un trattamento di “favore” ma il paragone con il Torino e’ sbagliato perche’ nessun eventuale interessato si sedette a trattare con erario e curatore, se non ricordo male vi fu solo una offerta pari a circa un terzo del debito complessivo da parte dello stesso Cimminelli per evitare il fallimento ma fu rifiutata dal tribunale fallimentare.

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  3. user-14142613 - 6 mesi fa

    Ero allo stadio, non ci sono stati cori razzisti, non fomentate odio, già ce n’è abbastanza.

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  4. Pepe - 6 mesi fa

    Siamo tutti francesi, siamo tutti koulibaly… siamo tutti nelle mani di sti politici di merda e basta e noi ancora gli facciamo caso. Maschilismo, razzimo etc. son tutte balle inventate per controllarci a loro piacimento e innalzare bandiere per farci scontrare gli uni con gli altri (dividi e vincerai), quando invece basterebbe combattere la violenza sia essa gialla verde rossa o blu, invece mettono etichette per farci scegliere il nostro partito politico, a me non mi prendono per il culo, io sto fuori da sti giochi, contro la violenza e basta. Fottete*i polit*ci

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  5. Madama_granata - 6 mesi fa

    Tutte le squadre hanno tra i propri giocatori ragazzi di colore.
    Offendere gli atleti avversari non equivale ad offendere allo stesso modo quelli della propria squadra, che gli stessi tifosi osannano come eroi?
    Quello che oggi insultano cambia casacca, e domani verrà portato in trionfo!
    No comment!

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  6. alrom4_958 - 6 mesi fa

    L’autore dell’articolo pone dei quesiti alquanto ingenui considerando che il calcio in Italia è gestito dalle famose 3 scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano . Nel caso della Lazio poi basta ricordare che , pur avendo un bilancio con un debito enorme ,è stata salvata dilazionando tale debito in un sacco di anni consentendole la permanenza in A mentre altre società con debiti assai inferiori ( Fiorentina , Toro ed altre) furono costrette a fallire . Il calcio è marcio fino al midollo ed il razzismo tollerato da tutti pur di non interrompere il business è solo uno delle componenti di questo schifo .

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    1. ALESSANDRO 69 - 6 mesi fa

      Bravissimo, bene hai fatto a ricordare la vicenda dei fallimenti di Torino e Fiorentina mentre alla Lazio, con una situazione debitoria 5 volte superiore, fu evitato il fallimento grazie a un decreto su misura che gli consentì di dilazionare tale debito in 23 anni. Non a caso fu chiamato ” Decreto spalmadebiti”…
      Quindi di cosa stiamo parlando???

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    2. Rock y Toro - 6 mesi fa

      Lotito tiene qualcuno per le palle e minaccia di stritolargliele se viene toccato…
      Il giudice sportivo non sanziona se il direttore di gara non referta…

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