01:40 min

gazzanet

Tassotti (Teleradiostereo): “Il Toro è da Europa, ma se avesse Giampaolo…”

Lorenzo Bonansea

Intervista / La voce 'avversaria': "Nella discontinuità granata la responsabilità di Mihajlovic è grande. Peres finora un disastro, qua nessuno rimpiange Ljajic"

Questo pomeriggio il Torino tornerà in campo, e lo farà sul terreno dello Stadio Olimpico di Roma per affrontare la compagine di Di Francesco nel match valido per gli ottavi di Coppa Italia: una sfida che entrambe le formazioni non vogliono sottovalutare. Come ogni volta, in occasione di un incontro ufficiale, abbiamo intervistato un giornalista più vicino agli ambienti del club avversario - in questo caso quello capitolino - ed è questa la volta di Flavio Maria Tassotti di Teleradiostereo, una radio che si occupa di As Roma.

Ciao Flavio, qual è lo spirito con cui la Roma affronterà il Toro? Di Francesco ha annunciato diversi cambi…

"Di Francesco ce l’aveva già detto dopo Roma-Cagliari che avrebbe fatto parecchi cambi. E’ stato sorprendente non vedere Kolarov tra i convocati però.. Tuttavia è un bene che torni a giocare Emerson dal 1’, che è un bel giocatore che lo scorso anno ha fatto un bel campionato, nonostante le brutte prestazioni iniziali contro il Porto che ci costarono la qualificazione in Champions. La Roma prenderà questo appuntamento molto seriamente, per cercare di centrare il “duplice” impegno contro la Juventus: c’è tanta voglia di andare a Torino due volte nel giro di 10 giorni, c’è la voglia di mettersi davanti questa grande squadra per testare il processo di crescita di Di Francesco."

Per quanto riguarda la formazione, che cambi ci si aspetta?

"Giocherà sicuramente Peres a destra, il dubbio della vigilia riguardava il portiere ma giocherà alla fine Skorupski, anche se non all’inizio non era così scontato. Dietro ci si aspetta Manolas e Jesus, in mezzo dovrebbero giocare Gonalons, Pellegrini e Strootman e davanti - con Dzeko non al meglio - ecco Schick titolare con Under ed El Shaarawy."

C’è il rischio per la Roma di essere troppo concentrata sulla Juventus?

"Potrebbe, ma fino ad un certo punto: con il fatto che ci saranno tanti cambi, chi andrà in campo avrà l’occasione per mettersi in mostra. Ad esempio Under, che sinora ha avuto poco spazio, ma anche per Gonalons è un’ottima chance per mettersi in mostra in chiave positiva visto che il francese finora non ha convinto per nulla, e si è parlato molto di un suo possibile ritorno in Francia già a gennaio. Credo che la Roma dovrà cercare di vincere la partita, stiamo conoscendo piano piano un tecnico, Di Francesco, che sta dimostrando di non mollare niente, ed è la più grande sorpresa, perché c’era grande scetticismo dopo l’addio di Spalletti, un personaggio molto controverso ma che l’anno scorso qui aveva fatto un gran campionato. C’era la paura che ci fosse un ridimensionamento, ma Di Francesco ci sta stupendo in positivo perché la Roma è più forte di prima, sa quello che vuole, non molla mai un centimetro, e questo è il bello di questa squadra. La Roma sta lavorando per diventare una piccola Juve, e lo dimostrano i tanti 1-0 di questa stagione: si sta evolvendo, sperando che prima o poi arrivino anche i trofei"

In entrambe le formazioni ci sono diversi ex: qual è il giudizio che si è fatto l’ambiente giallorosso su Peres?

"Un disastro vero, c’è il rammarico per aver speso così tanti soldi. La gente comincia ad essere esasperata dalle prestazioni negative di Peres, che non ha fatto altro che inanellare prestazioni difensive terrificanti, ma anche davanti non azzecca una giocata, non indovina un momento. E’ un giocatore molto evanescente. Sta facendo molto male, e anche con Spalletti non era riuscito ad esprimersi, neanche nei 5 di centrocampo, dove andava leggermente meglio, ma poca roba… Nel Torino invece ci sono due ex che hanno lasciato ricordi diversi nella Capitale: Iago Falque e Ljajic (che non ci sarà oggi perché infortunato)."

"Iago Falque è un giocatore estremamente intelligente, che sa fare la doppia fase alla grande: forse non è da grandissima squadra, ma all’interno di un grande gruppo può starci benissimo come seconda scelta. Da noi ha fatto anche la Champions con buoni risultati, anche contro il Bayern e il Barca aveva fatto grandi prestazioni, poi purtroppo per tanti motivi, tra cui anche guai fisici, si è perso per strada, ancora di più con l’arrivo di Spalletti. All’interno di questa Roma, ci starebbe ancora alla grande come ricambio di qualità. Ljajic, invece, nessuno lo rimpiange: ha lasciato un ricordo anonimo qui a Roma, dove faceva una partita buona e poi 6-7 male. Sta svolgendo la sua carriera grazie a quei 4 mesi in cui fece molto bene a Firenze: a Roma aveva fatto benino con Garcia per due mesi, poi perse il posto…"

Miha potrebbe confermare Belotti al centro dell’attacco: che giudizio hai dell’attaccante granata? Secondo te può ancora fare la differenza come lo scorso anno?

"A me piace moltissimo Belotti: è un giocatore molto fastidioso per le difese avversarie, di sostanza, molto generoso. Dà moltissimo alla sua squadra, ma non so se sia un giocatore da top club, lo vorrei vedere in un club che fa la Champions. Le caratteristiche fisiche ce l’ha, quest’anno il problema - un po’ come per altri giocatori dall’enorme potenziale come Baselli - è la continuità. Entrambi sono molto forti.."

Il Toro ha finora deluso le attese: qual è la percezione che si ha a Roma della squadra e del suo allenatore Mihajlovic?

"Secondo me col fatto che la classifica è molto corta, e con la Samp che non credo reggerà il ritmo, il Toro senza alti e bassi può arrivare all’obiettivo Europa League. E’ una squadra di ottima qualità, con Valdifiori, Rincon e Baselli che formano un bel centrocampo, e lì davanti c’è Belotti di cui abbiamo già parlato, un giocatore molto forte come Iago, e poi Niang, che se riuscisse a mettere la testa a posto sarebbe un attaccante devastante. E’ normale che ora al Toro non sia ben visto: se si è pagati così tanto e poi non si rende subito in campo, le critiche sono naturali. In questa discontinuità dei granata c’è tanta responsabilità di Miha: questa squadra potrebbe stare tranquillamente al posto della Samp, se avesse come guida tecnica un insegnante di calcio come Giampaolo avrebbe certamente qualche punto in più. Miha mi ha sempre dato l’idea di avere la nomea del buon allenatore senza aver mai dimostrato quasi nulla in carriera, se non per quella stagione a Catania. A Roma, paradossalmente, lasciò un buon ricordo Ranieri, che personalmente a me non è mai piaciuto soprattutto per il suo modo di fare nelle conferenze: quando ti doveva spiegare la partita, lui parlava solo di determinazione, concentrazione eccetera. Non parlava mai di tattica. Anche Miha per spiegarti la partita fa così: è una cosa che non capisco e che non capirò mai."