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Torino, è il gruppo a fare la differenza: 27 soldati a disposizione di Miha

Federico Bosio

La coesione dei granata / Mai la stessa formazione dal primo minuto, chi entra dalla panchina dà sicurezza: al netto degli infortuni nessun vero titolare inamovibile, come ribadito anche dal tecnico

"Un gruppo solido, coeso, e cosa più importante costituito da elementi interscambiabili senza che l'equilibrio generale venga particolarmente alterato - fatte le dovute eccezioni del caso: la creatura alla quale Mihajlovic ha dato vita e che il tecnico sta lentamente cercando di crescere sembra possedere queste fondamentali caratteristiche, emerse con evidenza nel match contro la Roma ma non soltanto. L'obiettivo dell'allenatore serbo è quello di far sentire ogni giocatore a propria disposizione parte integrante del gruppo e del progetto Torino, convincere ogni singola pedina di essere determinante per la formazione granata

"Detto, fatto: l'utilizzo dei propri giocatori da parte di Mihajlovic sembra essere capillare, ben programmato e ponderato in relazione a quello del reticolo più grande, il tessuto della formazione completa nel quale ogni singolo elemento viene inserito. Ecco che infatti il Torino, in sei incontri disputati finora, non è mai sceso in campo con lo stesso undici iniziale: sei formazioni differenti per i granata. Altro dato rilevante riporta al fatto che nessun giocatore, nemmeno quelli considerati fondamentali o acquistati con la nomina di "pupilli del tecnico", ha giocato il massimo dei minuti disponibili e non ha mai osservato il terreno di gioco dalla panchina: al netto degli infortuni che di certo hanno influenzato almeno parzialmente le decisioni dello staff tecnico, nessuno sembra essere veramente insostituibile a priori, ma tutti intercambiabili.

"E questo è un ulteriore elemento che racchiude in se un'importanza specifica di elevatissima caratura: non esiste, di fatto, un blocco di titolari affidabili ai quali si affianca una serie di seconde linee per eccellenza, riserve che nel momento in cui vengono chiamate in causa non sono in grado di offrire le stesse certezze dei 'numeri uno'. Sono parecchi gli esempi che avvalorano questo concetto, che si traducono in costanti duelli per la maglia da titolare: se non gioca Bovo, gioca Rossettini ed il risultato non cambia o comunque di certo l'influenza di uno dei due difensori sul match rispetto all'altro non è trascendentale; stesso discorso dicasi per le varie accoppiate Benassi-Acquah, Castan-Moretti. De Silvestri-Zappacosta, al momento gli stessi Baselli-Obi.

"Interrogato proprio a proposito di Rossettini dopo la vittoria contro la Roma, la risposta dello stesso Mihajlovic era stata cristallina: "La sua prestazione dimostra che ho una squadra di 22 titolari, che meritano tutti considerazione, e che tutti vanno fatti giocare quando c'è la possibilità" Gli elementi in rosa, ad onor del vero, ammontano a 27 considerando anche i cinque Under 21 per i quali ad ogni modo può essere fatto esattamente lo stesso discorso: se Gustafson e Lukic devono ancora conoscere la gioia dell'esordio in granata, Boyè Barreca in maniera particolare ma anche lo stesso Aramu sembrano ormai essere integrati all'interno del meccanismo di squadra, e quando chiamati in causa - spesso - offrono il proprio ottimo e prezioso contributo. Le pedine possono cambiare, il risultato non varia: il mosaico creato da Mihajlovic sta cominciando a prendere forma, e la forza del Torino sembra essere quest'anno più che mai proprio il gruppo, privo di prime e seconde linee ma composto da 27 elementi posti sullo stesso piano di fronte alle decisioni del tecnico.