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Torino e Napoli: i numeri parlano di un 2016 dei rimpianti

Nikhil Jha

Le statistiche / Nel nuovo anno granata e azzurri hanno visto sfumare i propri obiettivi. Per motivi diversi, c'è il rammarico di non poter raccontare una storia diversa

"Alla pausa natalizia, dopo la 17a giornata, il campionato italiano era il più equilibrato di tutta l'Europa, con le prime cinque squadre raccolte in cinque punti. Poi, nel 2016, è salita in cattedra la Juventus, che ha dato un colpo fortissimo al campionato annientando la resistenza di ogni altra avversaria. L'ultima a cadere, in ordine di tempo, è stato proprio il Napoli, che si è dovuto comunque inchinare infine all'irresistibile recupero bianconero. E dire che gli uomini di Sarri, nel nuovo anno, hanno continuato a macinare una media di 2.16 punti a partita (superiore a quella che ha permesso al Leicester dei miracoli di conquistare la Premier League, giusto per fare un esempio). Il grande rammarico degli azzurri è stato quello di ritrovarsi di fronte ad un avversario impareggiabile per chiunque.

"Rammarico diverso, invece, per il Torino, che nel 2016 ha guadagnato 1.15 a partita: la squadra di Ventura può recriminare soltanto di non aver reso al meglio in tutto il corso della seconda parte di stagione, quando invece storicamente le compagini sotto la guida del tecnico genovese rendono meglio. I granata possono prendersela solo con se stessi, soprattutto alla luce di uno stralcio finale di stagione in cui il Toro ha messo in campo prestazioni che, se fossero state la costante dell'anno, avrebbero consentito a Glik e compagni di vivere tutta un'altra atmosfera.

"Il Napoli, dalla sua, ha migliorato la fase offensiva, passando da 1,82 a 2,26 reti a partita, rimanendo difensivamente sotto la media di un gol subito a partita. Anche i granata sono migliorati nelle statistiche d'attacco, passando da 1,31 a 1,45 gol segnati. Peggio, invece, per quel che riguarda la difesa, con Padelli e reparto che hanno subito 1,55 gol a partita - contro l'1,25 del 2015. Al di là dei numeri, rimarrà sempre il dubbio di cosa sarebbe potuto essere se da una parte le avversarie fossero state normali, e se solo dall'altra ci fosse stata la testa giusta.