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Torino, tre vittorie consecutive mancano da inizio 2015

Federico Bosio

I granata non escono vincitori da tre match di fila nello stesso campionato da gennaio, contro la Roma ci riprovano

Il Torino, dopo un periodo di calo più di risultati che di prestazioni, è finalmente in ripresa: negli ultimi due match giocati sono arrivate altrettante vittorie in sfide comunque non semplici, fuori casa contro l’Atalanta e tra le mura amiche contro il Bologna di Donadoni. Allungare questa striscia positiva sarebbe fondamentale per Ventura ed i suoi ragazzi che si trovano di fronte uno scoglio importante come la Roma di Garcia.

Nonostante i giallorossi siano reduci da un periodo nerissimo, la qualità della squadra capitolina è indiscutibile ed sottovalutare il match sarebbe per il Torino fatale, anche considerando la grande occasione che i granata possono sfruttare di fronte al proprio pubblico: è infatti da gennaio 2015 che i ragazzi di Ventura non centrano tre vittorie consecutive in Serie A, ovviamente parlando dello stesso campionato (non considerando valida per questa statistica quindi la striscia composta dai tre punti ottenuti contro il Cesena nell’ultimo match della passata stagione e quelli contro Frosinone e Fiorentina, prima due partite del nuovo campionato)

Anche in quell’occasione il Torino era in ripresa dopo un girone d’andata non entusiasmante ed i granata riuscirono ad inanellare addirittura quattro vittorie consecutive: a partire dal 18 gennaio, vittoria esterna per 3-2 contro il Cesena, fino ad arrivare al vittorioso 3-1 del Bentegodi, sponda Hellas, datato 8 febbraio; nel frattempo caddero sotto i colpi granata anche Inter (1-0) e Sampdoria (5-1) La scia positiva fu interrotta poi dal Cagliari che riuscì a strappare un pareggio per 1-1 all’Olimpico, ma per il Torino attuale è già un obiettivo fondamentale puntare alla terza vittoria consecutiva e dunque affrontare nel migliore dei modi la Roma di Garcia sabato pomeriggio, per risalire ulteriormente la classifica e dare un segnale forte di definitiva ripresa. Poi, si vedrà: come si dice, l’appetito vien mangiando.