Toro, alla pausa con qualche dubbio in più

Toro, alla pausa con qualche dubbio in più

Roma-Torino, l’analisi a mente fredda / I granata sono parsi molli e privi di determinazione, contro una squadra sì di livello, ma con la quale il Toro ha giocato senza “attributi”

di Cristina Raviola, @CriCuoreToro

Si può perdere con la Roma, questo è lecito sostenerlo:, soprattutto, si può accettare da tifoso di capitolare contro la seconda in classifica, per giunta in trasferta. Ci sta, non è una tragedia. Più difficile sopportare, invece, per chi ama e segue il Toro, assistere alla prestazione di una squadra scevra di cuore e testa, completamente in balia dell’avversario e mai (o quasi) apparsa insidiosa. Certo, dopo la sconfitta di Helsinki, la trasferta nella capitale non è proprio il terreno più facile nel quale invertire la pericolosa dialettica finlandese, ma questo è solo un piccolo attenuante alla débacle di ieri sera: proprio in questi frangenti difficili nella “vita”  di una squadra, infatti, quello che non deve assolutamente venire meno è la determinazione.

Il Toro ieri, ribadendo la superiorità assoluta dell’avversario, non ci ha creduto mai. Quagliarella ed El Kaddouri hanno giocato a corrente alternata, peccando di poca reattività ed evanescenza, e l’unica occasione in cui De Sanctis è stato impegnato sta in una girata da fermo proprio dell’attaccante napoletano:  la punta granata pare spesso troppo isolato ed è davvero troppo poco una sola conclusione pericolosa in tutto il match, visto il suo curriculum. La mediana segue a ruota l’opacità dell’attacco, con un Vives che non regge e un Nocerino scolastico al massimo, accompagnati da un Farnerud lento e prevedibile, sostituito da un vivace quanto discontinuo e poco concreto Sanchez Mino. Il centrocampo si aggrappa, ancora una volta, alla grinta dell’unico a non mollare mai tra i granata, Alessandro Gazzi, che ha lottato su ogni pallone, con lo spirito che tutta la formazione granata dovrebbe dimostrare a se stessa, a Ventura, e al pubblico. L’altra nota positiva tra i granata porta il nome di Bruno Peres, che, seppur faticando sempre un po’ in fase di copertura, è stato molto pimpante in fase di spinta, nonostante poi, come molti altri, si sia rivelato un fuoco di paglia. L’altra fascia, quella di Darmian, ha visto Torosidis prevalere per il controllo dell’out, a discapito proprio del terzino ospite, non certo in una delle sue migliori serate. L’elemento veramente preoccupante in casa granata, però, è costituito dalla prestazione quantomeno da rivedere del reparto difensivo. Sul gol di Torosidis, Moretti e Glik si dimostrano fiacchi e poco reattivi, e si fanno infilare dallo scambio tra Totti e l’esterno greco, per citare la svista più clamorosa. Maksimovic, di suo, è parso pomposo e approssimativo sia nelle ripartenze, che negli appoggi e nelle chiusure difensive, salendo in ritardo su Keita, quando l’ex-Barcellona ha già tirato e si prepara ad esultare per il 2-0. In generale, un reparto che sembrava abbastanza solido come quello difensivo ha gettato ieri sera la maschera, ma il volto non era quello che ci si attendeva.

I giocatori hanno adesso tempo, grazie alla pausa per le nazionali, di riordinare le idee e arrivare alla sfida con il Sassuolo in maniera migliore e con una voglia diversa. Ventura cercherà di ritrovare il bandolo della matassa, e restituire al Toro una condizione psico-fisica accettabile, dissipando i tanti dubbi e gli interrogativi sulla sfida di Roma.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy