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È un Toro camaleontico: dal 4-3-3 ai cambi a partita in corso

Nicolò Muggianu

Il Punto / Dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1 fino al 4-2-4, Il Toro anche grazie a questi cambi di modulo a gara in corso ha deciso molte partite

La tattica, la corsa,  l’adattamento sono da sempre tra i pilastri fondamentali su cui si fonda la nostra Serie A.  Dall’arrivo di Mihajlovic, anche il Toro sembra aver fatto suoi questi principi. Segno di particolare discontinuità dalla gestione Ventura è l’intelligenza tattica acquisita dalla rosa nell’adattamento a nuovi moduli a partita in corso in grado di aggiungere imprevedibilità. La partita di Domenica scorsa vinta a Crotone ne è la prova lampante. Prima il 4-3-3 poi il 4-3-1-2 e infine il 4-2-3-1 per scardinare con successo la difesa del Crotone che, fino alle prime modifiche, si era dimostrata attenta e preparata.

RIVOLUZIONE –  Quella attuata da Mihajlovic sembra dunque essere una piccola rivoluzione. Durante la gestione Ventura, infatti, prima il 4-2-4 poi il 3-5-2 erano dei veri e propri marchi di fabbrica da cui sembrava quasi impossibile distaccarsi, risultando, spesso e volentieri troppo prevedibili nella costruzione dell’azione. Con il neo-tecnico la svolta. Grazie anche a una rosa molto profonda, dalla cintola in su, il tecnico ha potuto più volte cambiare modulo indirizzando spesso la partita a favore dei granata. La capacità di cambiare e rivoluzionarsi si è dunque dimostrata per il Torino un’arma in più e non un problema di assenza di punti di riferimento. Le fondamenta sono infatti saldamente poggiate sul 4-3-3 e le varianti di modulo sono solo un modo capace di aggiungere quel coefficiente di imprevedibilità in grado di rendere impreparate le difese avversarie.

CAMALEONTICO – Già dalla prima giornata il Torino ha dimostrato questa sua nuova capacità di adattamento. Nella partita dello scorso 21 Agosto a San Siro contro il Milan, i granata avevano dimostrato di avere quest’arma in più da giocarsi. Sotto 3-1, infatti, Mihajlovic aveva tentato per rimettere in piedi la partita, prima un 4-2-4 e poi un 3-5-2 super offensivo con Martinez e Boyè esterni a tutto campo. Il Toro era riuscito a reindirizzare il risultato a proprio favore salvo poi vedersi parare da Donnarumma al 96’ il rigore che sarebbe valso un miracoloso 3-3. Dalla Roma alla Fiorentina fino all’ultimo match di Crotone i cambi di modulo a partita in corso sono stati molto utili alla causa granata per scardinare le difese avversarie.

Grazie anche alla presenza in squadra di giocatori molto duttili come Benassi, Obi, Iago Falque e molti altri, Mihajlovic ha saputo sfruttare a proprio vantaggio quel “problema” che ogni allenatore vorrebbe avere: dover gestire una rosa molto profonda. Il Toro con il passare del tempo è sempre più una squadra-camaleonte.