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Verso il mercato

Andrea Viscardi

di Andrea Viscardi

 

Dopo la difesa analizziamo ora una delle zone potenzialmente migliori della squadra che però stenta, soprattutto nel suo uomo simbolo, a decollare..

Grella,...

di Andrea Viscardi

Dopo la difesa analizziamo ora una delle zone potenzialmente migliori della squadra che però stenta, soprattutto nel suo uomo simbolo, a decollare..

Grella, fino al suo infortunio, aveva fatto in pochissimo tempo dimenticare Ardito, rendendosi protagonista di ottime prestazioni e di una grande continuità. Dopo il rientro è apparso, come ci si poteva aspettare, fuori condizione, recupero non aiutato, tra le altre cose, da un nervosismo non indifferente che l’ha portato in poche partite (Empoli e Napoli) a due squalifiche.

Nulla si può dire neanche a Zanetti e a Bottone, il primo ogni volta che gioca mette tutta la grinta che ha in corpo, a inizio stagione era apparso poco disciplinato ma, col passare del tempo, ha guadagnato fiducia e minuti rendendosi protagonista di buonissime prestazioni (tanto che si è parlato anche di un interessamento dell'Inter).

Il secondo è stato buttato all’improvviso nella mischia e nonostante la pressione e la giovane età ha mostrato le proprie capacità da incontrista, candidandosi come possibile protagonista dei prossimi anni.

E arriviamo alla questione che divide i tifosi: Corini.

L’ex capitano del Palermo, trentasettenne, è venuto a Torino, questo va detto, accettando la nuova meta non come un posto dove svernare ma come una nuova sfida, divenendo immediatamente il punto di riferimento dell’intero spogliatoio.

E’ anche vero, però, che sono lontani i tempi in cui avere un Corini a centrocampo significava anche sicurezza per l’intero reparto. Complice anche il continuo cambiamento di modulo e di uomini e la sua posizione forse troppo arretrata, la fase di impostazione appare macchinosa e di questo ne è consapevole anche Novellino, visto che a Empoli, per gran parte della partita, il vero regista sembrava essere Grella e non il Genio.

Aggravante di questa situazione il fatto che in rosa non esista un vero e proprio regista di riserva che possa permettere al numero 5 di rifiatare.

Urgente è quindi, dal mio punto di vista, acquistare qualcuno che possa crescere alle sue spalle e sostituirlo in caso di stanchezza (mi sembra anche stupido avere in squadra un “maestro” e nessun “allievo” che possa apprendere i segreti del ruolo) ma reputo quantomeno inadeguate le critiche a un giocatore che si è finora rivelato una guida per la squadra e un serio professionista.

Barone rappresenta probabilmente uno dei più grandi rimpianti di questo inizio stagione: fin dalla prima partita era tornato ad essere lo stesso giocatore che si era guadagnato i trionfanti mondiali tedeschi, la sfortuna ha voluto che si infortunasse gravemente e che sia potuto tornare in campo solo contro l’Empoli, riaffermandosi comunque sui livelli di inizio stagione. Stessa discorso vale per Vailatti, protagonista della prima partita del campionato contro la Lazio (autore del gol del pareggio e di un altro annullato), si è immediatamente infortunato. Rientrato nella fase finale di questo 2007, è apparso in ritardo sia di condizione che di integrazione tattica rispetto agli altri, facendo anche emergere i limiti di maturità nella partita contro l’Udinese, in cui è stato espulso per un calcio rifilato a un bianconero a palla lontana. Chiudo questa analisi citando un dimenticato Lazetic, fuori nella prima parte della stagione per un infortunio, è stato utilizzato solo in queste ultime settimane col contagocce, nonostante sia l’unica vera ala di questa squadra (ruolo che, negli anni passati, è stato chiave per la tattica di Novellino).