Rapporto tra punti fatti e valore della rosa: il Torino spende bene e rende al massimo

Rapporto tra punti fatti e valore della rosa: il Torino spende bene e rende al massimo

L’analisi / I granata con Ventura mettono in campo il 98% del proprio potenziale

Nella nostra approfondita analisi sul bilancio 2014 del Torino F.C. vi avevamo già mostrato come la società granata si distingua in maniera positiva nel panorama calcistico italiano dal punto di vista economico-finanziario. Per ultimo, avevamo incrociato i dati del 2014 a nostra disposizione con i parametri necessari per l’iscrizione alla Serie A nei prossimi anni, ottenendo indici assolutamente positivi e più che in linea con la nuova politica di trasparenza economica promossa dalla FIGC.

In questo senso, il giornalista Lorenzo Bodrero (vecchia firma del nostro giornale) sul sito Wired  ha sviluppato un’interessante approfondimento sulla Serie A, che dimostra ancora una volta come i risultati dei granata nelle ultime due stagioni abbiano superato di gran lunga le aspettative: rapportando, infatti, il valore complessivo della rosa con i punti ottenuti in classifica, ne viene fuori una speciale graduatoria che – manco a dirlo – premia il Torino, società virtuosa, che è riuscita a capitalizzare al massimo le proprie risorse. Ma andiamo nel dettaglio.

Lo studio presentato da Irpi si basa su un coefficiente calcolato dal rapporto tra valore economico dei giocatori in rosa e punti in classifica, tenendo presente il dato – più che incisivo – che fa riferimento ai particolari introiti derivati dai diritti tv di ogni squadra. Il coefficiente che ne nasce varia da 0 (società “sprecona”, con una rosa molto costosa ma che rende poco) a 1 (società perfetta, capace di capitalizzare al massimo il valore dei propri giocatori). Dopo aver dominato questa speciale graduatoria nel 2013, il Torino in questo 2014 si è fermato al secondo posto assoluto in Serie A, superato solo dal Verona.

I granata hanno totalizzato un coefficiente di 0.98 (quindi uno sviluppo del proprio potenziale pari al 98%) derivato da un valore della rosa che si aggira intorno ai 55 milioni di euro rapportato ai 54 punti in classifica finale; il tutto “aggiustato” dai 38 milioni di euro derivati dai diritti tv (qui la nostra inchiesta in merito). Solo – come dicevamo – l’Hellas Verona ha saputo fare meglio, raggiungendo il coefficiente di 1. Cosa significa, in soldoni, questo? Significa che squadre spendaccione come Milan e Inter (rispettivamente ferme a 0.45 e 0.44) hanno chiuso il campionato sotto le aspettative: la rosa del Milan, per esempio, valeva sulla carta circa 228 milioni, eppure – nonostante i rossoneri siano secondi solo alla Juventus per diritti tv (79 milioni) – i risultati della truppa d’Inzaghi nell’ultimo campionato sono ben noti a tutti. Insieme a rossoneri e nerazzurri, anche Roma, Napoli e Fiorentina non hanno certo brillato da questo punto di vista, con rose dal valore altissimo ma dai risultati altalenanti. Intoccabile, chiaramente,la Juventus, che sì un valore della rosa molto alto ma che ha terminato al primo (indiscusso) posto in campionato.

Il Torino, quindi, con una rosa dal valore medio-basso è riuscita – anche e soprattutto grazie all’apporto magistrale fornito negli allenamenti dal tecnico Ventura – a raggiungere il nono gradino in classifica: attraverso investimenti mirati e fruttuose plusvalenze (qui i dettagli), insomma, la società di Cairo ha dato una lezione di gestione delle risorse a tutta la Serie A, comprese quelle squadre che sono arrivate sì sopra ai granata, ma che per quello che hanno speso avrebbero potuto/dovuto fare un altro tipo di cammino.

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