Si scrive Mihajlovic, si legge coraggio: Torino mai con meno di tre attaccanti in campo

Si scrive Mihajlovic, si legge coraggio: Torino mai con meno di tre attaccanti in campo

Approfondimento / L’unica occasione in cui il tecnico granata ha rinunciato ad un attaccante, la gara di Pescara con la doppia inferiorità numerica

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Il Torino, in questa stagione, è di fatto una delle squadre più offensive della Serie A, grazie soprattutto alla mentalità offensiva importata dal neo tecnico Sinisa Mihajlovic, il quale, in questa estate, ha trasformato l’identità tattica dell’intera squadra, passando dal vecchio 3-5-2 all’innovativo 4-3-3. Lo dicono i numeri, col Torino che ha segnato 13 reti nelle prime 7 partite: roba che non si vedeva da quarant’anni. Una rivoluzione tattica attuata soprattutto dal punto di vista offensivo, dove, sin dalla prima giornata, il Torino non ha mai giocato con meno di tre attaccanti, salvo un’eccezione: la partita contro il Pescara, la quale è stata condizionata dalla due espulsioni di Acquah e Vives, che hanno visto Mihajlovic rinunciare alle tre punte, restando sempre e comunque con due attaccanti puri in campo anche in doppia inferiorità numerica, quali Martinez e Belotti.

Mihajlovic Fiorentina

Nella prima giornata di campionato, a San Siro contro il Milan, i granata sono rimasti con ben tre attaccanti sul terreno di gioco sino al 58’, quando, visto il risultato sul tabellone, il tecnico serbo ha deciso addirittura di mettere in campo un quarto attaccante, ovvero l’argentino Maxi Lopez, subentrato al posto del centrocampista Giuseppe Vives. Prima prova di coraggio, ovviamente obbligata dalla situazione di svantaggio, ma in questo avvio di campionato, non è stata l’ultima: anche contro il Bologna – nella seconda giornata – Mihajlovic ha preferito tenere sul terreno di gioco tutto e tre gli attaccanti, ruotando di fatto soltanto gli esterni offensivi. Situazione analoga nelle partite successive, salvo come detto poco sopra il match dell’Adriatico, che ha visto quello che resta sin qui l’unico cambio davvero conservativo della gestione Mihajlovic: l’inserimento di Benassi per Aramu nell’intervallo dell’Adriatico, in situazione di 11 contro 10. Mossa tra l’altro azzeccata visto il risultato finale che ha visto il Torino riuscire a portare a casa un punto importante. Nella partita con l’Empoli, invece, Iago Falque fu sostituito al 65′: al suo posto entrò Zappacosta, non un attaccante puro, che però ricoprì il ruolo di esterno alto, facendo di fatto rimanere invariato il numero di giocatori impiegati in un ruolo offensivo.

Roma e Fiorentina affrontate con tre attaccanti sempre e comunque in campo, mai tolti nemmeno in situazioni di vantaggio da preservare, come negli ultimi minuti del match contro i viola. Si scrive Mihajlovic, si legge coraggio: è un Toro molto offensivo quello di quest’anno, grazie soprattutto allo spirito del tecnico granata, capace di ignorare le paure e rischiare il tutto per tutto anche quando gran parte dei suoi colleghi non lo farebbe

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