Torino, davanti fai paura. Ma dietro bisogna imparare a soffrire

Torino, davanti fai paura. Ma dietro bisogna imparare a soffrire

L’analisi a mente fredda / Ancora più grave del pareggio, incassato a causa di una prodezza di Immobile, è il momentaneo vantaggio regalato a Murgia

2 commenti

Alcune certezze sono evidenti sin dal principio, altre vanno costruite lentamente, con fatica e anche attraverso errori (possibilmente, il meno possibile). E così le due certezze che il Torino cerca di portare avanti, attacco e difesa, seguono questa logica: in avanti il Torino è stato straripante sin dai 4 gol rifilati alla Pro Vercelli a metà agosto, mentre dietro è ancora in corso un processo che si sperava archiviato, quello della messa a punto della retroguardia.

E invece c’è ancora da lavorare. Non solo perché si è incassato almeno una rete nelle ultime 4 uscite, ma perché il Toro ha dato la sensazione di non saper reggere alle folate offensive e d’entusiasmo della Lazio nel match di ieri: in vantaggio di un gol, i granata hanno subito un arrembante secondo tempo da parte degli uomini di Inzaghi, rinculando sempre più e apparendo via via più fragili agli attacchi avversari. E se il gol di Immobile è frutto di una prodezza personale che è difficile vedere replicata su larga scala, quel che deve preoccupare – sempre nel contesto di un avvio di campionato sopra le righe, beninteso – è la libertà con cui Murgia ha colpito in mezzo all’area su calcio d’angolo. Libertà non regalata dall’errore di un singolo, ma da una disattenzione difensiva non ammissibile: che su calcio d’angolo non ci sia un marcatore sull’uomo è indice di mancanza di lucidità di una squadra troppo impegnata a rincorrere.

FC Torino v SS Lazio - Serie A

LE PAROLE DI ZAPPACOSTA A FINE MATCH

Certo, il gioco di Mihajlovic è dispendioso e non sempre può essere applicato fedelmente al 100% – e questo può causare dei cali di tensione e dei momenti di paura – ma questa squadra, come affermato dallo stesso allenatore, ancora deve imparare a gestire se stessa e i ritmi, per non costringersi a correre sempre a mille, imparando a risparmiarsi. Saper piegare la partita a proprio favore è il nuovo step della crescita, senza dalla partita farsi piegare.

2 commenti

2 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. Simone - 1 mese fa

    Con la squadra in forte difficoltà a centrocampo, sul 1-1 abbiamo tolto un centrocampista x un attaccante lasciando 2 soli centrocampisti.
    5′ dopo abbiamo preso il 2-1.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. FVCG'59 - 1 mese fa

    Se fossimo esenti da errori, saremmo soli in testa alla classifica…
    È giusto criticare ma, soprattutto, capire che si deve sempre crescere e migliorare (in tutti i reparti): sosteniamo allora questa squadra (quanto è che non vedevamo un Toro giocare così?), piedi per terra, lavorare con tanta umiltà e determinazione e ci toglieremo tante belle soddisfazioni! FVCG!

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy