Torino, la sfida di Sirigu: dimostrare che il meglio non è alle spalle

Torino, la sfida di Sirigu: dimostrare che il meglio non è alle spalle

L’analisi / Le statistiche delle ultime stagioni verificano un parabola discendente del portiere che in Piemonte dovrà centrare di invertire il trend

6 commenti

Dopo le consuete visite mediche per Salvatore Sirigu è arrivato il momento di iniziare un nuova avventura con la maglia del Torino e cercare rimettersi in mostra in Italia dopo aver lasciato a tutti un bel ricordo con la sua esperienza al Palermo. Il portiere infatti nel “Bel Paese” aveva sorpreso tutti ma dopo si è trasferito in Francia dagli sceicchi del Paris Saint German che avevano appena iniziato a costruire a suon di milioni la squadra.

Le prime quattro stagioni sono state più che positive ed il dato migliore è da registrarsi nel 2012-13 quando ha subito solo sedici gol ed ha ottenuta una percentuale di parate pari all’ottantaquattro percento. Successivamente già dalla stagione successiva si è registrato un piccolo calo e nel 2015-16 ha ottenuto solamente tre presenze e poi l’anno scorso è stato girato in prestito prima al Siviglia e poi all’Osasuna.

Un calo vistoso per l’estremo difensore ma ha solamente trent’anni ed è ancora troppo presto per dichiararlo a fine carriera: ha tanta qualità e arriva al Toro con grande voglia di riscatto per ritornare a far parlare di lui e far mangiare le mani ai vertici del PSG per averlo messo ai margini. In molti si aspettavano un portiere più giovane, ma la società granata ha deciso di optare per un profilo di grande esperienza, anche internazionale, per un ruolo che, storicamente, è uno dei più delicati nel calcio. Sirigu arriva da una stagione negativa: dopo l’esclusione dal PSG sono arrivati mesi difficili anche al Siviglia, con sole due presenze all’attivo, seguiti dal trasferimento all’Osasuna a gennaio. In Navarra, il portiere di Nuoro ha perlomeno fatto il titolare, mettendo a segno 20 presenze da gennaio a giugno. Ma la stagione si è conclusa in modo amaro, con la retrocessione della squadra. Dunque, da due anni non si vede più il Sirigu a cui ci si era abituati: se il profilo del giocatore è di quelli che sono adatti a questo Torino, c’è anche da sottolineare che la sfida per “Tore” sarà quella di dimostrare di poter tornare ai suoi migliori livelli.

Torino, perchè Sirigu è l’ideale: qualità, esperienza di alto livello e motivazioni

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  1. dbGranata - 3 mesi fa

    Secondo me c’è poco da criticare la politica Sirigu, quando compriamo giovani tutti a dire che “sì, serve però anche l’esperienza”. Siamo pieni zeppi di giovani promettenti, in difesa per dirne due ci sono Lyanco e Bonifazi, in porta invece c’è l’imbarazzo della scelta tra Cucchietti, Zaccagno, Milinkovic-Savic e Gomis (il meno giovane). Quante partite perse negli ultimi 10 minuti? Lì la differenza a volte la fa l’esperienza, la personalità, la capacità di gestire le situazioni che impari con il tempo e che non c’entra con la qualità che hai se sei giovane. Non per niente miglioravamo quando lì dietro c’era un certo Moretti, un leone che sembrava ferito e morente e invece ha continuato a ruggire con tutte le sue forze.

    Viva Sirigu, viva l’esperienza e la qualità internazionale. Che i giovani non siano da soli e crescano sotto ali solide.

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    1. maraton - 3 mesi fa

      concordo in pieno con il tuo commento. aggiungo che a parer mio il prossimo portiere che avremo (tra 4 o 5 anni) sarà della “cantera” e molto forte

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  2. prawn - 3 mesi fa

    A 30 anni la carriera di un portiere comincia!

    Ora col mercato sbloccato mi sento meglio, credo che anche Paletta arrivera’ prima del ritiro e sebbene non sia un fuoriclasse secondo me ha caratteristiche da Toro.

    Vermaelen e’ una buona scommessa, piu’ promtettente di Castan

    Per il centrocampo si parla di Donsah e Kucka che non sarebbero davvero male e poi per l’attacco, un gran colpo sarebbe Simeone col Genova in svendita…

    Speriamo bene, sembrano affari fattibili e i soldi ci sono.

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    1. maraton - 3 mesi fa

      Vermaelen è buono, ma un pò cagionevole. a centrocampo per me il massimo sarebbe Kucka – Obiang – Baselli con valdifiori, acqua e benassi riserve; che possono anche alternarsi ai titolari a seconda di chi si incontra e nella gestione dei cartellini

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  3. alextattoli@libero.it - 3 mesi fa

    Quello del portiere è un ruolo a parte. Se guardiamo ai migliori, l’età non pregiudica loro le doti fondamentali. A 34-35 anni, anzi,sembrano esprimere il massimo. Sirigu ne ha appena 30, è nel momento migliore della carriera, se non ha perso la voglia di giocare ci siamo assicurati un gran bel portierone per i prossimi 4 anni, sicuramente uno dei migliori 5 italiani, per giunta a parametro zero.

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    1. FVCG'59 - 3 mesi fa

      Concordo con te:buona la prima,speriamo ora che le prossime mosse siano sulla stessa strada.

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