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Serie A, mancati incassi: senza il pubblico, si rischiano perdite per 100 milioni

Lorenzo Chiariello

Approfondimento / L'impatto del virus sul calcio italiano rischia di minare la stabilità economica di molti club

"Non è più solo un'ipotesi: il calcio italiano è davvero ripartito. Tra poche ore, nella finale di Coppa Italia che vedrà opporsi Juventus e Napoli, verrà assegnato il primo trofeo post Covid-19. Il 20 giugno sarà invece il turno della Serie A, che tornerà in campo, dopo tre mesi in un limbo, proprio con il Toro che dovrà confrontarsi con il Parma di D'Aversa. L'Olimpico Grande Torino però, eccezion fatta per le squadre e le persone strettamente necessarie allo svolgimento dell'evento, sarà totalmente blindato. Così infatti, si presenteranno infatti gli stadi italiani ancora per qualche tempo, nonostante il cauto ottimismo del presidente FIGC Gabriele Gravina. Oltre all'aspetto emotivo di uno stadio vuoto, come riporta La Gazzetta dello Sport, club e Lega dovranno fare i conti anche con le perdite che, in base alle previsioni, potrebbero essere per nulla clementi.

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"PROIEZIONI - I dati raccolti e le previsioni fatte, danno per scontato che la stagione si concluda ma a porte chiuse anche se filtra cauto ottimismo dalla federcalcio. Nodo cruciale in questo contesto, è la gestione degli abbonamenti: ad ora non c'è una linea comune e circa 350 mila tifosi aspettano di sapere cosa succederà. Alcuni club hanno già previsto il reso delle quote, almeno per le partite ancora da disputare. Altre società invece, non prevedono rimborsi nel proprio regolamento. Non è neppure da escludere un intervento del governo, che obblighi i club a restituire le somme incassate sotto forma di voucher. Perciò, perdite complessive per la Serie A varierebbero da una soglia minima di 60 milioni, presupponendo la conservazione del totale dei proventi della campagna abbonamenti, ad un tetto massimo di 105, ipotizzando invece la completa restituzione delle cifre.

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"SVALUTAZIONE - Il rischio va a coinvolgere ovviamente anche le emittenti televisive ed il rapporto che queste hanno con le varie Leghe. La commercializzazione dei diritti tv potrebbe infatti risentire della mancanza dei tifosi allo stadio e della necessità di riprogrammare le gare ad orari differenti, con la probabilità di registrare una riduzione di telespettatori. Quanto deciso in Inghilterra fotografa la complessità della situazione: la Premier League si è infatti già arresa all'idea di dover applicare sconti consistenti alle aziende che detengono la licenza. Ammortizzare l'impatto economico che il virus ha avuto sul mondo sportivo non sarà certo una sfida semplice.

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