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Lazio, caso tamponi: la Corte d’Appello infligge 12 mesi di squalifica a Lotito

Cecilia Mercatore

12 mesi di inibizione a Claudio Lotito per la vicenda inerente i protocolli Covid-19. Questa la sentenza della Corte d'Appello

La Corte d'Appello della FIGC ha emesso la sentenza di secondo grado sul caso tamponi della Lazio: 12 mesi di inibizione a Claudio Lotito, presidente della Lazio, per la vicenda inerente i protocolli Covid-19. Inasprita quindi la sanzione per il numero uno biancoceleste, al quale in primo grado erano stati inflitti 7 mesi. La punizione a Lotito fa sì che automaticamente decada da tutti gli incarichi federali ricoperti. Confermati invece i 12 mesi di inibizione ai due medici sociali Rodia e Pulcini; la multa per il club è salita da 150mila a 200mila euro.

LE RICHIESTE - Questa mattina il procuratore federale Giuseppe Chiné e il club biancoceleste si sono ritrovati - in videoconferenza - davanti alla Corte d'appello FIGC dopo che la Lazio ha presentato ricorso in seguito alla sentenza del Tribunale Federale che aveva condannato a sette mesi di inibizione Claudio Lotito e a dodici mesi i due medici - Ivo Pulcini e Fabio Rodia - infliggendo inoltre 150 mila euro di multa alla società. Il club biancoceleste quest'oggi aveva chiesto la piena assoluzione sia del presidente Lotito che dei due medici. Al contrario, la Procura federale ha insistito sulla richiesta avvenuta già in primo grado: tredici mesi e dieci giorni di inibizione per Lotito, sedici mesi per Pulcini e Rodia, più un'ammenda da 200 mila euro al club. La Lazio sembra essere pronta ad andare avanti, procedendo con il ricorso al Collegio di garanzia presso il Coni.