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Rissetto (Primocanale): “Giampaolo? Oggi anche Mourinho faticherebbe al Toro”

Andrea Calderoni

Intervista / Le parole del collego che segue da vicino le vicissitudini blucerchiate

Nella marcia di avvicinamento a Sampdoria-Torino non manca il dibattito con un cronista al seguito della squadra avversaria. Stefano Rissetto, giornalista di Primocanale, segue da vicino le vicissitudini della Sampdoria. In esclusiva per Toro News ci illustra il momento dei blucerchiati.

Buongiorno Stefano, che Sampdoria dovremo attenderci domani?

“La Sampdoria si presenta in una situazione particolare perché non vince dalla terza giornata di ritorno contro la Fiorentina. È stato un periodo con pochi punti. I blucerchiati hanno pagato il classico trittico rossoblù: uno scialbo Derby della Lanterna e due abituali esiti delle gare contro Cagliari e Bologna. Al momento, e lo sottolineo, la classifica è ancora rassicurante ma la vittoria del Torino contro il Sassuolo ha destato una certa preoccupazione perché, guardando il calendario e i punti, la partita di domenica è divenuta importantissima. La Sampdoria non deve perdere. Deve fare qualche passettino e non deve permettere al Torino di fare un filotto. Tra l’altro, i blucerchiati dopo il Torino avranno Milan a San Siro e Napoli a Marassi”.

A tal proposito come la imposterà Ranieri?

“È un allenatore molto esperto, ha il polso della situazione e capirà cosa potrà dare la squadra. Fa di necessità virtù. Penso che la Sampdoria sia stata sopravvalutata rispetto al reale valore. È stato commesso un errore perché si credeva molto nei tre sontuosi acquisti dell’ultimo minuto. In realtà Candreva è un giocatore straordinario ma è sul viale del tramonto; gli anni passano e non ha più il dinamismo di una volta. Penso che ha fatto addirittura fin troppo in questa stagione. A me ricorda molto Attilio Lombardo che andò via dalla Sampdoria nel 1995 per vincere la Champions con la Juventus. Tornò a Genova nel 2002, ormai a fine carriera, per evitare la retrocessione dalla B alla C”.

Gli altri due acquisti erano stati Adrien Silva e Keita Baldé.

“Sì, proprio così. Adrien Silva si è dimostrato un giocatore dignitoso ma che non ti cambia la vita. Keita, invece, è la grande delusione. Se in giornata ti vince la partita da solo. Ma su dieci gare è decisivo in una sola e negli altri nove match giochi in dieci. Il suo rendimento attuale spiega bene la sua parabola discendente: dalla Lazio all’Inter, poi il Monaco e adesso la Sampdoria. A me ricorda molto la carriera di Antonio Cassano che grazie alle stagioni con la Sampdoria si guadagnò le ultime due fiammate nelle milanesi. Il problema di Keita è l’applicazione in campo che deve coniugare alle doti tecniche. Oltre a loro tre, alla Sampdoria è mancato Manolo Gabbiadini, uno che ti può dare sempre una mano. Dunque, la Sampdoria è un misto di talenti da formare, di veterani e di promesse non mantenute. E per fortuna che c’è in porta Audero, il migliore per distacco della stagione della Sampdoria. Ranieri è nel mezzo, è il punto di equilibrio di una squadra costruita male e fa quello che può”.

Ha sbagliato, perciò, la società?

“Sì, la costruzione di questa rosa rispecchia una società debole che negli ultimi anni sta cercando di sopravvivere. Lo stadio è chiuso, ma la gente mugugna per la gestione del presidente Ferrero e si sfoga sulla squadra. Anche uno come Audero è contestato, quando invece è un punto di riferimento fondamentale per questa Sampdoria. Alla tifoseria, inoltre, non sono piaciute alcune dichiarazioni di Ranieri, apparse troppe encomiastiche nei confronti della società”.

Pertanto, come a Torino un grande malumore nei confronti della presidenza.

“Sì, assolutamente. Siamo ad alti livelli di insofferenza. Non so attualmente come finirebbe un sondaggio tra i tifosi blucerchiati del tipo: l’anno prossimo preferiresti vincere la Champions o la vendita della società da parte di Ferrero? Ad esempio, anche Marco Giampaolo avrebbe lasciato di sua spontanea volontà la Sampdoria anche se non avesse ricevuto la proposta del Milan. Si era stufato di vedere rivoluzionata la squadra ogni sessione di calciomercato”.

Sarà, perciò, una partita delicata per la Sampdoria.

“Sì, perché a Bologna si è vista una squadra poco cattiva. Nessuna ammonizione, pochi falli, poche proteste sugli episodi dubbi. Sembrava quasi una partita di fine campionato. Il Torino, invece, arriverà volenteroso a Genova e la Sampdoria non potrà scherzare”.

Ha accennato a Giampaolo, si è fatto un’idea del suo fallimento a Torino?

“Premetto che io adoro Giampaolo. Uno dei più bravi allenatori che la Sampdoria ha mai avuto. Ha una sua idea di calcio e bisogna accontentarlo. Purtroppo ho visto troppi allenatori venire a Torino e rompersi le corna. Da Walter Mazzarri, che alla Sampdoria ha fatto cose straordinarie, a Sinisa Mihajlovic fino a Giampaolo. Attualmente la piazza granata non mi sembra la migliore per lavorare. Giampaolo mi sembrava non in sintonia con il gruppo in un ambiente difficile. Credo che anche uno come Josè Mourinho farebbe fatica ad imporsi a Torino. Però, domenica il corridore che arriva da dietro è più motivato di quello che è già davanti e proprio per questo le insidie per la Sampdoria saranno tante”.