Fabrizio Ricca (Ass. regionale allo Sport): “Il 4 maggio celebrazioni solo online”

Mondo Granata / L’assessore della Regione Piemonte avvisa: “Come non si farà nulla per la Festa del lavoratori il primo maggio, non faremo nulla nemmeno il 4”

di Gualtiero Lasala, @LasalaGualtiero

Il 4 maggio è una data simbolica, storica per Torino e i colori granata. Ma quest’anno la consueta commemorazione per i caduti di Superga – con la salita di tifosi fino alla basilica e tutte le celebrazioni annesse – non si potrà svolgere come di consueto a causa dell’emergenza dovuta al Coronavirus. Nel corso delle ultime settimane Don Robella e il club granata avevano già manifestato l’idea di effettuare una commemorazione in maniera diversa, per restare tutti uniti e dare il giusto contributo agli Invincibili con queste parole: “Il 4 maggio ci sarà, dobbiamo capire il come. Stiamo attendendo il decreto del Governo e le disposizioni della Regione. Siamo ancora in una fase di attesa. In qualche modo staremo vicini e renderemo onore alla memoria degli Invincibili”. 

Torino, don Robella: “Sarà un 4 maggio diverso, ma faremo qualcosa per stare vicini”

REGIONE – A smorzare le velleità granata, oltre al piano varato dal Governo per la Fase Due che vieta le messe e qualsiasi forma di assembramento, arrivano le dichiarazioni dell’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca. “Non ci sarà nessuna celebrazione il 4 maggio – ha detto l’assessore in quota Lega della giunta del governatore Cirio, secondo quanto riportato dal Corriere Torino di stamattina – Non si possono fare assembramenti, questo divieto rimarrà anche nella fase due“. L’assessore ha poi concluso: “E quindi, come non si farà nulla per la Festa del lavoratori il primo maggio, non faremo nulla nemmeno il 4. Al massimo, si potrà mettere a punto una celebrazione simbolica in tre, quattro persone. In ogni caso non compete alla Regione organizzare: per onorare il Grande Torino, siamo disponibili a partecipare a una commemorazione online“. Molto probabilmente sarà un 4 maggio alternativo, ma non per questo si rinuncerà a ricordare i caduti di Superga.

Torino, sarà un 4 maggio diverso: messa in streaming? La società riflette

ALTERNATIVE – Se i tifosi si stanno già organizzando per trovare un modo per vivere insieme ma a distanza il quattro maggio (c’è il flashmob ideato da alcuni Toro Club e dal gruppo musicale Sensounico, e supportato anche da ex giocatori del Torino tra cui anche Jimmy Fontana (QUI le sue parole), la società granata a breve stilerà un programma definitivo. Tra le ipotesi c’è anche quella di fare una messa in streaming al Filadelfia celebrata da Don Robella per poi dare la possibilità ad Andrea Belotti (capitano granata) di salire al Colle per leggere i nomi degli Invincibili. Ciò che pare probabile è che il presidente Cairo non possa recarsi a Torino, perché da quanto stabilito dal nuovo Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), gli spostamenti tra regioni non sono consentiti neppure in questa Fase 2, se non per motivi comprovati di lavoro, salute o necessità. Quindi la situazione è ancora in completo divenire: la società, in base alle decisioni statali e regionali, dovrà trovare un modo per ricordare il 71° anniversario della Tragedia di Superga. Con meno di una settimana di tempo, occorre una soluzione al più presto.

12 Commenta qui

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  1. al_aksa_831 - 7 mesi fa

    Posso anche capire che il 4 maggio non si possano provocare assembramenti, neppure in una chiesa. Non l ihanno permessi nemmeno per Pasqua, francamente non sarebbe uno scandalo.
    Ciò detto, RIcca è un pagliaccio incompetente.

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  2. gianTORO - 7 mesi fa

    sul fatto poi che Cairo non possa trasferirsi a Torino…beh gli spostamenti tra regioni sono possibili per ragioni lavorative e non credo quindi potrebbero esserci problemi. forse per ragioni di opportunità e di quieto vivere sarebbe meglio non venisse, come credo farà.
    FVCG

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  3. gianTORO - 7 mesi fa

    scusate ma di cosa stiamo parlando?? sono tifoso del mio TORO da quasi 60anni ma cerco di non perdere la ragione…per quale motivo dovrebbe essere concessa l’autorizzazione per questa manifestazione? forse il 25 aprile è meno importante della data madre del nostro dolore? dai su…
    FVCG

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  4. marco-coll_747 - 7 mesi fa

    governo corroto dal sistema zebrato

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  5. marco-coll_747 - 7 mesi fa

    governati da una massa di inconpetenti

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  6. GlennGould - 7 mesi fa

    Piccolo particolare, che giustamente granata ha sottolineato; all’interno delle chiese l’ordine costituito è privo di giurisdizione, eccezion fatta per singoli casi, e di certo non siamo di fronte ad uno di questi.

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Ciao @Glenn, a tal proposito, l’irruzione delle ff.oo. A Soncino è contemplata dall’art 405 del codice penale , prevede l’arresto sino a 2 anni ed è procedibile d’ufficio, senza necessità di querela. Se il parroco vuole fare una messa il 4 maggio può. L E G A L M E N T E !!!

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  7. ALESSANDRO 69 - 7 mesi fa

    Hanno commemorato la fine dei lavori al Ponte di Genova con tutti i presenti non vedo perché con le dovute distanze e un numero limitato di persone, magari il presidente, il capitano della squadra, un rappresentante della tifoseria oltre ovviamente al parroco non possa celebrarsi una messa in ricordo dei nostri eroi……Se Cairo vuole credo che qualcosa possa fare..

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  8. TorelloRomano - 7 mesi fa

    Che Cairo non possa andare mi sembra una caxxata. Sale in macchina a Milano da solo va a Superga e ritorna. In quanto commemorazione storica mi pare possa riconoscersi la “necessità”. Non si chiede un treno di gente ma una sola persona. Chi caxxo può contagiare? e chi, dal punto di vista del principio, potrebbe avere qualcosa da dire???

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  9. Granata - 7 mesi fa

    In barba all’art 405 c.p. alla legge 121 dell’85 , in barba ai patti lateranensi ed ai vari trattati fra stato e Chiesa, un uomo, solo al comando, con un atto amministrativo , toglie, annulla e calpesta diritti costituzionali nel più totale silenzio. Mi sembra di vivere la storiella della rana bollita.

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    1. TorelloRomano - 7 mesi fa

      Purtroppo la dichiarazione dello stato di emergenza glielo consente…

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      1. Granata - 7 mesi fa

        No caro @Torello la legge è chiara. Lo Stato non può decidere se far svolgere una messa o no tanto più con un atto amministrativo. Il dpcm NON È LEGGE !!! È un atto amministrativo che poggia su un decreto che ha come obbligo quello di tracciarne i confini di attuazione. A sua volta, il decreto ha sempre come presupposto l’urgenza e la salute pubblica lo è ma, è temporaneo perchè, vista l’urgenza, non ha passato nessuna votazione parlamentare. Si dovrebbe prima cambiare la costituzione non solo in materia di libertà religiosa ma anche per quanto attiene ai rapporti con tutte le confessioni religiose riconosciute. Addirittura le forze dell’ordine, se non per casi gravissimi ( sono contemplati esclusivamente omicidio e cattura di soggetti pericolosi socialmente ) prima di entrare in un luogo di culto, devono chiedere appuntamento!!!! Va da sé che, all’interno dei luoghi di culto, le attività siano di competenza dei ministri di culto. La competenza giuridica dello Stato si ferma alle porte delle chiese.

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