Walter Petron e quel legame del Grande Torino con il Veneto

Curiosità / Il centrocampista indosso la casacca granata dal 1938 al 1942, poi fu una pedina di scambio per ottenere Mazzola e Loik

di Marco De Rito, @marcoderito
petron

Il 21 marzo di ogni anno dalle parti di Padova si ricorda la storia di un calciatore sfortunato. Quella di Walter Petron, che morì durante la seconda guerra a soli 26 anni. Nella sua carriera ha giocato anche al Torino e la sua storia è rimasta legata a doppio filo al club granata anche dopo la sua incredibile morte.

LA CARRIERA – Walter Petron, noto come “Lallo”, nacque a Padova il 25 agosto 1918. Nella squadra della sua città ottenne una promozione dalla Serie C alla Serie B e raccolse in tutto 66 presenze 17 goal prima di passare nel 1938 al Torino, dove ottenne 107 presenze e 26 goal. Non certo un comprimario, insomma. All’ombra della Mole collezionò due secondi posti in A. Fu un centrocampista del Torino sino al 1942, quando poi ritornò in Veneto trasferendosi al Venezia. Il suo cartellino, assieme a quello di Mezzadra, rientrò nell’operazione che portano in Piemonte dal Venezia Valentino Mazzola ed Ezio Loik, due pedine che si rivelarono fondamentali per la squadra che fu allestita dal Presidente Ferruccio Novo. Nella sua esperienza nel capoluogo veneto disputò 54 partite ufficiali, mettendo a segno 8 goal. Nel 1942-1943 giocò il suo ultimo campionato con il Venezia assieme ad Aldo Ballarin, altro giocatore veneto che giocò al Toro dal 1945 per diventare poi uno degli Immortali.

LA MORTE – La vita di Petron è stata intensa ma breve. Una vita che si concluse il 21 marzo del 1945, a soli 26 anni, in via Loredan a Padova, zona Portello. Lallo cadde come vittima civile della Seconda Guerra Mondiale, colpito da una scheggia durante un bombardamento, proprie poche settimane prima della Liberazione.

IL LEGAME CON IL TORO – ll Torino rimase comunque legato al giocatore. Il 30 marzo 1946 nel viaggio verso Trieste, dove si doveva disputare un match contro la Triestina, il Grande Torino fece sosta nel cimitero di Padova, per rendere omaggio alla tomba dell’ex compagno Petron. Poche settimane prima della Tragedia di Superga, il 20 febbraio 1949, la mattina prima della partita contro il Padova, Mazzola e compagni portarono un mazzo di fiori sulla sua tomba ed una corona di alloro al campo della squadra dove si trova una lapide che lo ricorda. Il tutto si fece in una marcia dalla zona Portello di Padova (dove perì Petron) allo stadio nella quale i giocatori si mischiarono alla gente comune, concedendo foto ed autografi.

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IL RICORDO – Dopo la sua morte, il Padova dedicò a Petron il suo primo impianto di gioco, che prima era conosciuto come “campo Belzoni”. Nel quartiere universitario Portello gli è stata dedicata una lapida, alla quale è affiancata anche una dedicata ai ragazzi scomparsi il 4 maggio 1949. Una lapida commemorativa è presente anche allo stadio “Penzo” di Venezia, dove, oltre Petron, sono ricordati anche Ballarin e Loik periti a Superga ed ex giocatori del Venezia. Veneti, granata e uniti dal destino cinico.

Grazie a Nicoletta Perini e il Museo Aldo e Dino Ballarin per il contributo storico e fotografico 

 

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