Coronavirus, Conte: “Chiuse tutte le attività non essenziali”

Le parole / Il presidente del Consiglio: “È la crisi più difficile che l’Italia sta vivendo dal secondo dopoguerra”

di Redazione Toro News

Giuseppe Conte è intervenuto in serata in diretta Facebook sull’emergenza Coronavirus. E’ arrivata una nuova stretta, altre misure che limitano al minimo l’attività produttiva del paese per far fronte al diffondersi del virus che, lo attestano anche i dati di oggi, non accenna a rallentare. Di seguito le sue dichiarazioni: “Ho scelto di rendervi partecipi della sfida che andremo ad affrontare, è la crisi più grave dal secondo dopoguerra. Le immagini che stiamo vedendo resteranno sempre impresse nella nostra memoria. Quelle che piangiamo sono persone, sono storie di famiglie. Le misure che sono state adottate richiedono tempo, sono severe e ne sono consapevole. Ma richiedono responsabilità, non abbiamo alternative, dobbiamo resistere, solo in questo modo riusciremo a tutelare noi stessi e le persone che abbiamo. Il nostro sacrificio di rimanere a casa è minimo rispetto a quello che stanno effettuando medici e infermieri ma non solo. Uomini e donne che ogni giorno non smettono mai di dimostrare il loro amore per la nostra nazione”.

LE NUOVE MISURE – Conte specifica poi le decisioni assunte dal governo oggi, 22 marzo 2020: “Chiuderemo ogni attività che non è strettamente necessaria a garantirci beni e servizi essenziali. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con i sindacati e le associazioni di categoria per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive dei servizi di pubblica utilità, necessari per il funzionamento dello Stato. Continueranno a funzionare tutte le attività essenziali: supermercati, farmacie e parafarmarcie, poste, banche, trasporti e logistica. Al di fuori di queste, consentiremo solo lavoro smart-working per le attività comunque rilevanti per la produzione nazionale. Non abbiamo previsto nessuna restrizione su giorni di apertura dei supermercati, invitiamo a mantenere la calma, non c’è bisogno di creare code”. Infine, la chiosa del premier: “Lo stato c’è, lo stato è qui. L’emergenza sanitaria si sta tramutando in emergenza economica e lo sapevamo. Ma lo stato c’è, oggi e domani. Ora dobbiamo pensare a fermare al contagio. E tutti insieme ce la faremo”. 

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