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Atalanta-Torino 2-1, il 4-2-4 un rischio che non ha pagato

Nikhil Jha

L'analisi / Il tutto per tutto giocato dai granata stavolta ha prodotto gli effetti opposti, propiziando la vittoria orobica

"Ha voluto giocarsi il tutto per tutto Sinisa Mihajlovic, quando il suo vice Attilio Lombardo (il tecnico serbo era stato allontanato dal campo nel corso del primo tempo, ma restava certamente in contatto con la panchina) a mezz'ora dal termine toglie un acciaccato Valdifiori per inserire Lucas Boyé. L'intento granata è chiaro: giocarsi l'all-in nel finale di partita, per portare a casa il bottino pieno in un incontro che, come sottolineato dal tecnico serbo a fine match, era alla portata.

"L'azzardo di giocare con le quattro punte (Iago Falque-Maxi Lopez-Martinez-Boyé), se contro il Milan aveva sortito i suoi frutti, pur nel finale, nel match di ieri contro l'Atalanta ha esposto il fianco granata alle pericolose ripartenze orobiche, dando l'assist vincente, di fatto, al definitivo vantaggio dei padroni di casa. Troppo sbilanciati, infatti,  i granata, con la mediana composta da Obi e Benassi (poi rilevato da Acquah): nel tentativo di prendere i tre punti, Bovo e compagni hanno ingenuamente permesso all'Atalanta di portarsi a casa il bottino pieno. L'azione del rigore - e anche l'occasione di D'Alessandro poco prima, anche se in fuorigioco - nasce dai troppi spazi concessi agli avversari, al di là del singolo errore di De Silvestri.

"Certo, Mihajlovic ha messo in chiaro che il suo è un Toro d'attacco, "che gioca sempre per vincere", e non si può negare che questo sia l'atteggiamento spregiudicato che molti sostenitori granata lamentavano di non vedere nella squadra guidata da Ventura sino all'anno scorso. Tuttavia, nella ricerca spasmodica della vittoria, è allora giusto imparare che talvolta i rischi si pagano e si può perdere un punto facilmente raggiungibile nella ricerca di conquistarne due in più. Un'altra lezione da mettere in saccoccia per questo Torino, che certo non cambierà la sua natura al termine di questa partita: sempre all'attacco, sempre a testa bassa. Alla fine del campionato si potrà capire quanto saranno valsi questi rischi. La certezza è che non ci si annoierà mai.