IL TEMA

Difende bene ma è poco prolifico: i tratti “mazzarriani” del Torino di Juric

Il cambio di rotta rispetto al passato è netto, ma ci sono ancora aspetti in cui crescere: dalla poca concretezza al rendimento in trasferta

Alberto Giulini

Dopo dodici giornate che rappresentano quasi un terzo del campionato, arrivati alla terza sosta stagionale, è nuovamente il momento di fare valutazioni generali sul Torino di Juric. L'ultima gara contro lo Spezia non ha sicuramente reso onore ai granata, ma nel complesso si può tranquillamente iniziare a dire che la squadra abbia già fatto sue diverse nozioni del tecnico e sia sulla giusta strada per cambiare rotta rispetto al passato. Ma c'è molto su cui lavorare e almeno per questa stagione sembra prematuro pensare ad obiettivi che vadano oltre la metà classifica. Come già fatto nella sosta di ottobre approfondiamo le caratteristiche del Torino di Juric, aggiornando le valutazioni fatte allora riguardo tre pregi e tre difetti della squadra: emerge soprattutto una grande solidità difensiva e una poca prolificità sottoporta, caratteristiche che permettono di accostare con una piccola provocazione il Toro attuale di Juric a quello di Mazzarri (paragone incoraggiato anche dal fatto che il Torino raccolse 14 punti dopo 12 giornate anche nel 2019/2020). Ci sono tuttavia altri dati che fanno capire che la filosofia agguerrita e propositiva del Torino attuale non ha molto a che vedere con quella della squadra che fu allenata dal tecnico oggi al Cagliari.

tutte le notizie di