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L’Espanyol, il Torino di Spagna: dalle luci europee all’incubo retrocessione

BARCELONA, SPAIN - JULY 08: Luis Suarez of FC Barcelona scores his team's first goal during the Liga match between FC Barcelona and RCD Espanyol at Camp Nou on July 08, 2020 in Barcelona, Spain. Football Stadiums around Europe remain empty due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in all fixtures being played behind closed doors. (Photo by Alex Caparros/Getty Images)

Approfondimento / L’altra squadra di Barcellona, partita anch'essa dai preliminari di Europa League, è retrocessa all'ultimo posto in classifica

Silvio Luciani

"Nella prossima Liga ci sarà un derby in meno, quello della città di Barcellona. E il destino ha voluto che fossero proprio i concittadini del Barça a sancire la matematica retrocessione dell'Espanyol. Coinquilini ingombranti e una stagione nettamente al di sotto delle aspettative, culminata addirittura con la retrocessione. Non vi ricorda nessuno? Perché è proprio con il Torino che l'Espanyol ha diversi punti in comune: il senso di appartenenza e quell'ostentata diversità dalle ricchissime Juventus e Barcellona, rivendicata con orgoglio nonostante la sproporzione di valori e mezzi economici. Non solo, è anche la parabola discendente che le due squadre hanno vissuto in questa stagione ad essere molto simile. Una campagna iniziata con tante ambizioni di crescita, illuminate dalle luci delle notti europee e conclusa - addirittura - con l'incubo retrocessione.

"IL CAMPIONATO - Se il Toro si sta barcamenando nei bassifondi della classifica ma ha comunque diverse chances di presentarsi ai nastri della prossima Serie A, l'Espanyol è ultimo tra gli ultimi ed è già sicuro di giocare in Segunda (il secondo livello del calcio spagnolo) a tre giornate dal termine. Destino non troppo dissimile dicevamo: le settime in classifica della Serie A e della Liga 2018/2019 si sono ritrovate coinvolte nelle sabbie mobili e sono state entrambe eliminate in Europa League dal Wolverhampton. Il Toro ha ceduto agli inglesi nei play-off, l'Espanyol ha fatto due passi in più guadagnandosi prima l'accesso ai gironi e in seguito la qualificazione ai sedicesimi di finale, in cui è stato eliminato proprio dai Wolves. I due casi, insomma, possono far pensare a un nesso causale tra l'impegno europeo partito molto presto e la grande fatica fatta nel campionato seguente.

"LA 'MERAVILLOSA MINORIA' - Ma al di là delle coincidenze nel cammino di questa stagione, è nel rapporto con l'altra sponda della propria città che Torino ed Espanyol trovano le analogie più grandi. Barcellona e Juventus dominano nei rispettivi campionati e hanno una dimensione nettamente superiore, tanto da svilire anche due stracittadine in cui - ormai - non c'è più storia da diversi anni. Nonostante questo però, i tifosi granata e quelli biancoblù - quasi due specie protette all'interno di un calcio che diventa sempre meno romantico - non si arrendono e rivendicano la loro unicità, la loro diversità. Il Toro e l'Espanyol sono una questione di fede. E la fede non la compri né con i miliardi, né con le vittorie.

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