Juventus-Torino 4-1: un poker per l’ennesimo derby amaro

Juventus-Torino 4-1: un poker per l’ennesimo derby amaro

Al 90′ / Nonostante alcune buone giocate a livello offensivo, la retroguardia granata non è stata all’altezza della situazione

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

Il duecentesimo derby della Mole non regala sorprese. Finisce 4-1 all’Allianz Stadium: il Torino perde la terza partita di fila e la Juventus mantiene le distanze dalla Lazio in classifica. I granata hanno sperato di riaprire la partita ad inizio ripresa, dopo che Belotti aveva segnato su rigore nell’ultima azione del primo tempo. Ma la fase difensiva è stata ancora una volta non all’altezza. I bianconeri siglano quattro reti: 56 i gol subiti fin qui in campionato dal Torino. Si tratta del terzo poker subito in un derby negli ultimi cinque anni da parte dei granata e del diciottesimo derby perso nell’era Cairo. Non pagano le scelte di Longo di tenere fuori i giocatori più esperti come Nkoulou, Rincon e Ansaldi. Soprattutto in difesa, dove Lyanco non è risultato all’altezza della situazione.

Nel primo tempo la gara si mette subito male per i granata, perché alla prima palla buona i bianconeri passano in vantaggio. Dybala al 3’ riceve da Cuadrado, supera un Lyanco troppo tenero e insacca con l’aiuto di una deviazione di Izzo. Il Toro prova a impensierire i bianconeri, riuscendo a fraseggiare con continuità. La migliore occasione capita però alla Juventus intorno al quarto d’ora. Ronaldo calcia forte, para Sirigu e sulla respinta si avventa sempre il portoghese che di tacco serve Bernardeschi, ma quest’ultimo tenta un’improbabile rovesciata e spara alto. Al 29′, i bianconeri raddoppiano. Dybala serve Cristiano Ronaldo in contropiede. I granata sono messi male dietro e Lyanco non rientra bene in difesa, poi è lo stesso brasiliano a provare a contrastare Cuadrado – che aveva ricevuto dal portoghese – ma il colombiano trova vita facile, evitandolo e trovando il diagonale decisivo. Sembra tutto facilissimo per i padroni di casa ma nei minuti di recupero il Toro accorcia. Verdi tenta la conclusione dalla distanza e De Ligt respinge prima di coscia e poi con il braccio. Maresca, dopo aver consultato il VAR, concede il rigore. Dal dischetto Belotti calcia con potenza, Buffon intuisce, ma non può arrivarci. Quarta rete consecutiva per il Gallo, che rianima il Toro.

Nel secondo tempo partono bene i granata che dopo neanche cinque minuti si rendono pericolosi. Verdi riceve sulla destra, si accentra e serve Berenguer che va al tiro. La conclusione viene respinta da Buffon e sulla sfera si avventa Belotti che di testa prende la traversa, poi arriva Verdi che deposita in rete. Il gol non è valido però, perché il Gallo era in Chiara posizione di fuorigioco quando era intervenuto. Al decimo Sarri aumenta il peso offensivo dei suoi inserendo Douglas Costa per Bernardeschi. Il brasiliano si accende subito e prova l’eurogol dalla destra, ma la sfera esce di poco. Le speranze dei granata si spengono del tutto al 60′. La Juventus trova il tris grazie alla prima punizione segnata da Ronaldo in Italia con la maglia della Juventus. Il piazzato del portoghese è perfetto e Sirigu non ci può arrivare.

La reazione dei granata è affidata a una rimessa laterale di Aina, che trova la deviazione aerea di De Silvestri, ma la palla sfila a lato. Intorno al ventesimo Longo inserisce Millico per Verdi, autore di una buona partita fino a quel punto. Al 30′ episodio dubbio in area bianconera. Cuadrado in caduta pesta la caviglia di Belotti, che così non riesce ad andare a recuperare la sfera. Episodio dubbio ma nulla di fatto. A dieci minuti dalla fine Longo mette nella mischia Edera per De Silvestri. Il canterano granata ci prova subito, ma la sua conclusione è centrale e di facile presa per Buffon. All’86’ si chiudono definitivamente i conti ed è Djidji, entrato pochi minuti prima per Bremer, a portare il risultato sul 4-1. Il difensore francese, entrato da poco, deposita in rete un cross di Douglas Costa con una clamorosa autorete. Il passivo per i granata è pesante: ora Belotti e compagni non possono che voltare pagina e pensare al delicatissimo scontro salvezza col Brescia.

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  1. Mik - 1 mese fa

    Mister per favore, a volte mi creda il silenzio vale più dell’oro. 4 pere che potevano essere 5 e mi parla di personalità? Azzo, senza non oso immaginare che punteggio avremmo visto! Guardi le avevo concesso tutte le attenuanti del caso fin’ora perché era palese che entrava in una situazione di merda. Ma ora di partite ne son passate, nessuno le ha puntato una pistola alla testa per accettare e in ogni caso non lo sta facendo per beneficenza. Se siamo ancora salvi ad oggi è perché abbiamo 3 squadre, da oratorio a dir poco, sotto di noi. Non avevamo bisogno di un traghettatore per la serie B. Ci andavo io allora sulla panchina del toro e a molto meno! Le colpe ricandono su tutti e anche su di lei. Le ricordo che di partite alla fine ne mancano ancora tante, anzi troppe direi, e quindi si dia una mossa e la dia anche a quei cadaveri che allena. Perché tolti 3 quello ad oggi sono. E se non lo fa lei non vedo come lo possa fare qualcun altro! Finiamola con sta benzina finita, perché se i nostri non ne hanno più, con il solo campionato da giocare come sempre, allora realtà come Atalanta e compagnia bella che devono dire?! Basta perché il periodo delle scuse e dei rimandati a settembre è finito da un pezzo. Una volte quanto certe squadre partite per traguardi ambiziosi finivano poi per fare un campionato totalmente diverso, per la salvezza si affidavano ad allenatori non particolarmente pluripremiati, ma dal lungo trascorso e sanguigni. Palla lunga e pedalare era il loro motto e chi non ci stava calci un culo e a zappare la terra in allenamento. Non mi pare di aver visto nulla di questo da queste parti e non mi stupisce quindi dell’andamento che stiamo continuando ad avere pure con lei. Puntando il mirino altrove dico al nostro giornalaio di non deliziarci più con i suoi pseudo record del tipo “abbiamo fatto il massimo di punti nel girone di ritorno” o “abbiamo comprato il giocatore più caro nella storia del toro” e così via. È solo aria fritta e non creano punti da nessuna parte. Io la ricorderò unicamente per un record “il numero di sconfitte nel derby sotto la sua presidenza” che se ricordo bene è di 15 anni, non di pochi mesi. E questa la dice tutta sul suo operato. Sono magnanimo e voglio passarle che non sarei neanche tanto incazzato sulla quantità delle sconfitte ma la qualità. Ciliegina sulla torta, lo ricordo bene perché ero lì, il derby in casa degli ovini alle porte del Natale, perso malamente come sempre, e con quagliarella e company che uscivano dal campo con sorrisi e pacche sulle spalle degli zebrati. E con ventura che in settimana scioglieva le righe anzitempo per mandarli in vacanza, come premio partita. Ehh ma qualcuno dirà che sono i tifosi i cattivi da queste parti e che contestare serve a nulla. Quindi tutti zitti a incitare a testa bassa, a pagare per andare allo stadio e poi chi se ne frega se quelli che stanno in campo e dovrebbero rappresentarti ti mancano puntualmente di rispetto deridendo te e la maglia che indossano.
    No mi spiace ora basta la corda si è spezzata da un bel po e a parte il fatto che con il covid il fattore campo è ormai annullato e questo vale per tutti, questi zombi pure con 100.000 tifosi presenti alla stadio ad urlare per 90 minuti non cambierebbero di una virgola il loro rendimento. Ricordo una partita di inizio di questo campionato ,in casa con il Lecce, stadio pieno come fosse stato un derby, io c’ero, tutti a incitare e a screpolarsi mani e gola nell’urlare e applaudire, e finisce con la solita sconfitta contro una squadra piena di scarti resi campioni dalla nostra nullità. Perché non sono le sconfitte a far girare le palle, se così fosse uno il calcio non dovrebbe manco guardarlo, sopratutto da ste parti in questi anni. Sono le puntuali prestazioni altalenanti, una partita decente e poi altre al totale sbando causa gente che in campo è scazzata, trotta e non corre, non contrasta, non sa cosa è mantenere alta la concentrazione, non perdere di vista l’avversario soprattutto in difesa, pressare all’unisono e salire tutti insieme per fare fuorigioco, tirare da fuori area senza la paura di incarnirsi l’unghia dell’alluce e centrare magari la porta, o tirare una punizione decente. Perché il tiki taka per arrivare in porta tra una selva di gambe solo realtà come il Barcellona se lo può permettere. Pane al pane e vino al vino! Non avremo dei fenomeni però mi domando anche cosa gli viene fatto fare in allenamento, vero Walter e Moreno?!?! La cosa triste che se nell’immediato sarò felice se non retrocederemo, ovviamente, tutta sta moderata euforia andrà a farsi fottere appena penserò ad un altro campionato con il giornalaio al timone. Gli anni passano e se non io vorrei che almeno mio figlio potesse essere ancora orgoglioso di tifare per questa realtà e togliersi qualche soddisfazione.
    Lo so caro presiniente che ha già pronta la scusa per oggi e per la sua gestione da quando ha preso il toro, “senza i budget di juve e compagnia bella è impossibile competere ad alti livelli” e “ne ho spesi fin troppi di soldi senza ricavarne nulla”. Allora mi dico chi gliela fatto fare di entrare nel calcio, visto che l’essere presidenti di calcio e di certe realtà non è aimè per tutti! E aggiungo, uno come lei che è così attento ai soldi e alla gestione delle sue altre di società, come mai non ha ancora tagliato questo che lei fa apparire ogni volta come un ramo secco?! Per passione? Perché non trova un acquirente? Bah la soluzione gliela do io, non che uno come lei non ci sia arrivato. Retrocessione, raccolta di ogni singolo milione dalla cessione in massa della rosa e fallimento, un po’ come hanno fatto alcuni dei suoi predecessori. Se fino adesso tutto questo non è avvenuto è perché questa realtá le serve fin troppo quando deve servirle per altri scopi, tutti ma tranne quelli sportivi, per poi trasformarsi in un bidone quando deve giustificare i suoi bilanci. E su questi ultimi mi spiace ma da anni sono diventato come San Tommaso. A forza di sentire fandomie dai vari tg su politica e altro, non si riesce più a distinguere il vero dal falso neanche in ambito sportivo, considerando che i divulgatori sono sempre gli stessi organi di comunicazione e i loro padroni. Quindi la verità seppur con difficoltà e i limiti del caso bisognerebbe cercarsela da soli, senza bersi ogni frase pronunciata da chi di parte. I fatti da queste parti dicono una cosa e le parole tutt’altro. Se permetti io credo ai primi e se la musica qui suona ormai da anni come un disco rotto incantato non è nè per sfortuna nè per la congiunzione astrale dei pianeti. È solo per specifica volontà. Il che ci potrebbe anche stare se lo si fosse ammesso apertamente e pubblicamente, un po’ come fece Attila Calleri ai suoi tempi. Ma intortare la piazza con proclami ad alto effetto, come nelle campagne elettorali, poi puntualmente smentiti sa di pura presa per i fondelli.
    Personalmente sono contento che sia partita la contestazione contro cairo, finalmente un po’ più convinta rispetto il passato e augurandosi che resti sempre nei limiti civili come di fatto ad oggi é, spero che servirà per allontanare una volta per tutte questo personaggio del toro. Non so chi potrebbe arrivare ma d’altronde non saremmo comunque noi a saperlo finché la cosa non maturerà in tal senso. Quel che son quasi certo è che temo che non sarà uno sceicco o un magnate del petrolio, ma di questo mi frega poco. Perché mi basta guardare il presidente dell’Atalanta o dell’Udinese, o tutti quelli in Europa che hanno sposato la stessa filosofia di calcio, e son tanti, per capire che qui basta uno anche più povero di Cairo ma con tanta e tanta ambizione, organizzazione, valori e rispetto verso questi colori e i suoi tifosi. Guardate i nomi dei calciatori della Dea che hanno steso poco fa la Lazio e il Napoli e hanno portato ai quarti di Champions e al quarto posto in campionato. Guardate il patrimonio del presidente, gli incassi allo stadio e dai diritti tv. E ditemi se quel che va affermando cairo da tempo che solo con i soldi di Perez o di Abramovic si può competere nel calcio può essere ancora creduto! Nessuno qui ha mai chiesto Champions o scudetti, seppur sognati, ma campionati come Atalanta o Lazio si. Presiniente il tanto agoniato filadelfia finalmente rinato dalle sue ceneri, non di certo grazie a lei, serve a poco se resta solo un semplice edificio in cui allenarsi. Si poteva restare altrove allora. Quando si dice Filadelfia qualsiasi tifoso del toro dei tempi di Vatta sa cosa significa! L’ultimo Toro con la T maiuscola, quello della finale di uefa, vada a rileggersi i nomi di quelle rosa in quella stagione e tra gli Scifo, i Vazquez e i Casagrande ce n’erano parecchi delle cantera del toro, o se ce n’erano. Era un caso o forse qualcosa di più? Una filosofia calcistica, un modo di far calcio, un senso di appartenenza, una disciplina che partiva giustappunto dalle giovanili, per passare dalla primavera per poi convergere a “zero costi” nella prima squadra! Ovviamente, sottolinerei, dopo aver passato esame prestito in serie B, nel vero senso della parola! E tutto questo lo si vede fare pure nel Real Madrid o nel Barca, alla faccia dei loro budget e dei loro facoltosi presidenti! Magari ci sarà un perché, no?! Non è possibile che da un toro finalmente vittorioso dello scudetto nel campionato primavera, dopo tanti anni, si possa notare ad oggi solo Edera di quel toro in prima squadra. E mi spiace dirlo ma ai tempi di Vatta questo avrebbe fatto ancora tanta ma tanta serie b. Come dire abbiamo una mazza di soldi e facciamoci ancora più del male fregandocene del vivaio e di quella che è sempre stata una nostra filosofia di vita, anche nel toro di pianelli. Inventiamoci altri modi per far calcio, torniamo come ai primi anni dove si cambiavano allenatori e direttori sportivi come Liz taylor cambiava i suoi mariti e i risultati si vedranno! Anzi già si vedono! Mi spiace ma abbiamo cambiato già di tutto e il risultato sono state due qualificazioni all’Europa League per squalifiche altrui in 15 anni. Non resta che cambiare l’unico che fino ad oggi non è stato mai cambiato. Ah presiniente quando ti qualifichi alle coppe e sei felici e ci tieni a far ancora meglio, sempre perché credo più ai fatti che non alle parole, la rosa la rinforzi, non la indebolisci. Non prendi nonno Amauri per cerci, e poi compri qualcuno e non aspetti fine agosto per 2 stracci di giocatori che andrebbero bene solo per la serie b. Il calcio sarà anche cambiato ma su certe cose resta sempre lo stesso. Una rosa impostata al 90% in estate è consegnata nelle mani del mister prima del ritiro ha sempre fatto la differenza in ogni realtà calcistica. Come d’altronde la programmazione, il mercato già mosso in primavera per poi confermarlo in estate, come anche le cessioni da plusvalenze che seppur dolorose sono ben accette se fatte nei tempi giusti e con ricambi sensati.
    Presiniente venda sti toro, ma sul serio, e soprattutto a un prezzo congruo. Perché sa ormai ho imparato a conoscerla bene e chissà perché non son così sicuro ne della sua volontà di mollare l’osso finché non sarà spolpato per bene, ne sulla cifra così poi giusta da poter chiedere. Perché se lei ha astutamente aspettato che il toro fallisse per prenderlo a zero non accollandosi i debiti altrui, per carità giustamente, oggi non può pensare che ci siano allo stesso modo così tanti scemi in giro disposti a rilevare una società cosi dispendiosa solo sui suoi libri contabili ma alquanto povera di risultati in campo. Detto che non sono così certo degli stipendi e dei cartellini di certi giocatori, o di certe spese a fronte di certi incassi, non me ne voglia ma come già detto son come San Tommaso, ma se avesse ragione lei direi che di tutte le sue aziende che amministra è poi solo col toro che riesce a toppare continuamente. Lo potevo comprendere i primi anni, ma dopo 15. Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. E in ogni caso torno a dire che nessuno si farebbe carico dei suoi errori di valutazione! È il campo che conta e con lui l’indotto che ne deriva a seconda dei risultati conseguiti. C’è poco da fare!
    Tralasciando per sempre i suoi fantomatici paragoni con Pianelli o il Grande Torino, li lasci stare per favore, in ogni caso stia tranquillo che quando, e lo spero vivamente presto, se ne sarà andato sarà ricordato come quello che avrà fatto magari un po’ meglio dei suoi predecessori, da Goveani a Cimminelli. E aggiungerei…bastava poco!!!!

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  2. mikc_345 - 1 mese fa

    Speriamo finisca presto. Qui c’è da buttare tutto e ricominciare da zero. Poi è chiaro che non dev’essere la Juve il banco di prova, ma è tutto il campionato che è uno strazio doo l’altro…

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  3. Marchese del Grillo - 1 mese fa

    Dietro ce ne sono sicuramente tre più scarse. Inutile guardare qualunque altra cosa, quest’anno. Ci salveremo! E poi? Ecco, vorrei tanto sapere il poi.

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  4. Roberto - 1 mese fa

    Non ci resta che tifare Sassuolo…. Oggi…. E nei prossimi giorni la squadra che giocherà contro il Lecce…..
    Veramente deprimente….

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  5. rb27 - 1 mese fa

    Ennesimo derby alla uc!

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  6. Andrea63 - 1 mese fa

    Ha visto come ci ha ridotti brutto CIALTRONE!!!? SE NE VADA VIA MALEDETTO

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  7. torracofabi_13706409 - 1 mese fa

    Se prima poteva essere un caso, ora è diventata un abitudine, tutti i cambi sbagliati e senza senso a mio modo di vedere: Verdi fuori e non era sicuramente il peggiore in campo, Ansaldi cosa è entrato a fare all’83? Berenguer un ectoplasma in campo 90 minuti + recupero… Aina nei primi 40 secondi ha toccato tre palle…tre errori…. ma ste cose l’allenatore non le vede? Eravamo ancora in partita non poteva sostituire Berenguer al posto di Verdi? Bho!

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  8. user-13967438 - 1 mese fa

    Tutto sommato sconfitta nei limiti della decenza.
    Ora che siamo più che soddisfatti, testa al Brescia!!!
    Papillon

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