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Torino, a Giampaolo serve tempo e… un mercato rapido

Gianluca Sartori

Approfondimento / Il classico modus operandi del calciomercato granata mal si adatta al nuovo allenatore

Negli anni una cosa si è imparata riguardo al calciomercato del Torino: spesso le mosse più importanti sono arrivate negli ultimi minuti dell’ultima giornata di apertura delle trattative. Non servono chissà quali sforzi di memoria per ricordare: gli acquisti di Verdi nel 2019 e di Soriano e Zaza nel 2018, i più importanti colpi delle rispettive estati, sono arrivati in extremis. Se si va ancora più indietro nel tempo, ecco che l’ultimo giorno dell’estate 2017 arrivarono Niang, Ansaldi e Burdisso (e partì Zappacosta in direzione Chelsea). Ancora prima, nel 2014, le ultime ore di mercato portarono in dote Amauri. Un film già visto e rivisto diverse volte in salsa granata.

Un film che tuttavia non potrà ripetersi in quest’occasione. Marco Giampaolo, che oggi dovrebbe diventare ufficialmente il nuovo allenatore del Torino, è notoriamente un tecnico che insiste molto sul suo impianto di gioco e che dunque necessita di tempo per affinare i meccanismi. Tempo che però non c’è; col campionato che inizierà il prossimo 19 settembre, ci sarà un mese di tempo per preparare la squadra. Una squadra, quella granata, che necessita di molti cambiamenti per essere assortita su misura per il 4-3-1-2 del tecnico. Ecco, allora, che il Torino dovrà per forza operare in modo diverso sul mercato. Agendo con anticipo e decisione, senza trattative che si dilungano per settimane, in modo da consegnare a Giampaolo una rosa pronta per la maggior parte dei suoi componenti il più presto possibile.