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Torino, ecco Burdisso: il carattere di chi sa cos’è la pressione

Nikhil Jha

Nuovo arrivo / Rivediamo la - nota- carriera del centrale difensivo argentino, conoscendone i punti di forza

"Leadership, carisma e anche qualche buona chiusura: ecco cosa Nicolas Burdisso può offrire al Torino. Il ruolo con cui il giocatore arriva dal mercato degli svincolati è chiaro: l'argentino sarà il quinto centrale della rosa a disposizione di Mihajlovic. Davanti a lui la qualità di N'Koulou, l'esperienza e il diritto acquisito di Moretti e la strabordante voglia di emergere di Lyanco e Bonifazi. Alle spalle di tutti, pronto a tappare varie falle che una lunga stagione rischia di aprire, c'è proprio Burdisso. Un ultimo della fila di questo livello, mesi fa, sarebbe stata utopia.

"Centrale di comprovata affidabilità, le doti di leader e carattere di Burdisso affondano in un passato fatto di grandi squadre e - naturale conseguenza - grandi pressioni. Cresciuto in patria nelle giovanili del Newell's Old Boys e del Boca Juniors, a 18 anni esordisce in prima squadra. Lì conosce la vittoria, conquistando due campionati e tre Copa Libertadores. Il richiamo dell'Europa è forte, e nel 2004 sulle sue tracce arriva l'Inter, dove Burdisso sarà un giocatore di rilievo negli anni di maggior successo dell'era Moratti, fino ad essere ceduto proprio alla vigilia del triplete.

"Per il giocatore, però, non si tratta di un passo indietro: il nuovo club, la Roma, è una delle squadre più forti del momento in Italia, e l'argentino resta al centro del progetto tecnico per anni, fino alla cessione al Genoa, di cui diventa capitano.

"Squadre importanti, stadi pieni e un pubblico esigente da soddisfare: Burdisso sa cosa vuol dire sopportare la pressione con un traguardo da raggiungere. Le sue 36 candeline non lo renderanno forse un protagonista di livello assoluto in campo, ma fuori dal terreno di gioco le sue qualità caratteriali e la sua esperienza faranno molto comodo. Pronto anche ad essere chiamato in causa, in condizioni di necessità.