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Torino-Genoa, Mazzarri rischia lasciando in campo Meité. I rigori lo premiano

Redazione Toro News

Confronto / La partita con i grifoni è sembrata interminabile, una decisione però fa discutere la tifoseria granata. Andiamo a vedere quale

"Il Toro ha raggiunto, seppur con fatica, i quarti di Coppa Italia. I granata in più hanno confermato il trend positivo contro il Genoa in questa competizione: zero sconfitte in sette confronti totali. La gara di ieri però ha costretto il Torino ad oltre 120 minuti con il fiato sospeso: Favilli in versione super ha aperto subito la partita e De Silvestri l'ha rimessa in piedi poco dopo. La formazione di Mazzarri è riuscita ad aumentare l'intensità in maniera adeguata solo a partire dal secondo tempo, ma i grifoni di Nicola hanno comunque tenuto il ritmo. Sicuramente poi l'espulsione di Meité nei supplementari ha complicato le cose. Per sbloccare la situazione è stata quindi necessaria una lotteria dei rigori. Andiamo quindi ad analizzare le scelte di gestione dei due tecnici.

"NICOLA - "Domani si incontrano le due squadre con cui ho legato più da giocatore ma ora sono allenatore del Genoa." Queste erano state le parole di Davide Nicola alla vigilia della gara con il Torino. L'allenatore ex granata ha rispettato quanto detto: la partita è stata giocata a viso aperto, schierando pur con qualche rimaneggiamento una formazione competitiva. Nel 3-5-2 Favilli ha ripagato la fiducia, così come Agudelo, forse leggermente fuori ruolo ma comunque buon sostituto per l'infortunato Kouame. La mediana a 5 con Cassata (suo l'assist) ha fornito alle punte ed anche a Barreca e Ghiglione spunti interessanti. I 63 palloni recuperati dai grifoni (contro i 49 granata) sono la prova di quanto detto, il Genoa non si è nascosto. In generale, la squadra di Nicola ha dato risposte dal punto di vista dell'ordine tattico e del carattere: giocando così il Genoa si può salvare.

"MAZZARRI - "É una finale di Champions". Così Walter Mazzarri ha vissuto le ore precedenti il match e presumibilmente anche la partita stessa. L'intento era già stato reso esposto e ribadito: passare il turno. Così è stato, ma il Toro ha comunque riscontrato non poche difficoltà. In uno Olimpico ancora animato dalla contestazione, Il tecnico granata ha schierato una sorta di "turnover ridotto", virando sul 3-4-1-2. Le scelte tra difesa e centrocampo si sono rivelate pressochè obbligate con Izzo, Nkoulou e Rincon non al meglio. I tre sono stati preservati il più possibile in vista della gara contro il Bologna. L'infortunio di Ansaldi ha spalancato la porta per Laxalt e la squalifica di Verdi ha dato la possibilità a Zaza di riaffiancare Belotti dal 1'. Mazzarri ha però preso una decisione rischiosa con il senno di poi: al 77', con l'intento di gestire le energie dei giocatori in vista del match contro il Bologna, il tecnico ha scelto di inserire Rincon al posto di Lukic e non di Meité, che era ammonito ed era già andato vicino al rosso (rosso poi arrivato nei supplementari). Per fortuna di Mazzarri i rigori hanno premiato i granata, ma la mossa del tecnico è stata col senno di poi discutibile.