Marco Cassardo: “Calo nei secondi tempi? Da imputare al mercato, non solo a Miha”

Marco Cassardo: “Calo nei secondi tempi? Da imputare al mercato, non solo a Miha”

Intervista – Esclusiva / Il noto mental coach e tifoso granata: “Annata abbastanza deludente. Su Belotti ho le idee chiare: deve rimanere, con rinforzi. E se partisse i 100 milioni andranno reinvestiti totalmente”

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Stiamo ormai entrando nella fase calda del calciomercato, ed anche quello del Torino è pronto più che mai ad annunciare i primi colpi. Abbiamo approfittato di questo periodo per intervistare un’altra personalità di spicco: Marco Cassardo, scrittore, mental coach di professione e noto tifoso granata. In sua compagnia abbiamo come al solito affrontato parecchie tematiche legate al mondo Toro, toccando parecchi argomenti anche dal punto di vista professionale.

Marco Cassardo, un nono posto condito forse da qualche rimpianto di troppo: qual è il suo bilancio della passata stagione del Torino?

“Sinceramente è stata una stagione nella quale, alla luce della prima parte dell’anno, speravo molto meglio, nel senso che dopo gennaio si è rivelata una delusione. Non c’è stata una sola grande soddisfazione: non abbiamo centrato la qualificazione all’Europa League, non abbiamo nemmeno raggiunto l’ottavo posto… È una stagione da 6, non di più. Con cause evidenti nel fatto che la fase difensiva sia stata molto scadente.

Dalla fase difensiva, colleghiamoci a Sinisa Mihajlovic: il suo personale parere sul tecnico dopo un anno di Toro?

“Io sono convinto che non sia lui la principale causa delle carenze difensive: il motivo è imputabile principalmente al mercato e quindi di fatto alla società, perchè se tu incassi 45 milioni per Bruno Peres, Glik e Maksimovic ovvero la difesa titolare, e ne reinvestiti 5 per De Silvestri e Rossettini, è chiaro che poi la paghi. I soldi per Peres e Maksimovic arriveranno quest’estate, è vero, ma il ragionamento non cambia: investendo la scorsa estate i soldi per rientrare delle spese sarebbero arrivati adesso, il risultato finale non sarebbe cambiato. Se la percentuale di reinvestimento è del 10% poi la paghi, è ovvio. Poi, Mihajlovic sicuramente non è esente da colpe perchè quest’anno dovrà dimostrare di essere non soltanto adatto allo spirito del Toro, ma anche di essere un allenatore che vale molto a livello tecnico-tattico: la prossima stagione sarà in questo senso una prova del nove anche per lui

In quanto mental coach, c’è un’interessante questione che vorrei sottoporle: la classifica al termine dei primi tempi vede il Torino sesto nella scorsa Serie A. Gli uomini in campo erano i medesimi, ma come si può spiegare allora questo calo pazzesco nei secondi tempi?

“Esattamente: occupandomi di psicologia applicata allo sport, questo è un dato assolutamente significativo. Quando dicevo che Mihajlovic è atteso dalla prova del nove, io lo intendo anche come crescita della personalità della squadra. Come si fa ad accrescere la personalità? Prima di tutto, ancora una volta, attraverso il mercato ovvero sia con l’acquisto di giocatori importanti e di esperienza, non di scommesse; in secondo luogo invece sicuramente Mihajlovic dovrà fare un lavoro di carattere psicologico perchè non è possibile quello che è successo l’anno scorso: abbiamo perso un sacco di punti in situazioni finali, penso ad esempio all’ultimo minuto del derby, alla sfida di San Siro contro l’Inter… Gli ultimi dieci minuti hanno rovinato tutto quanto di buono fatto in precedenza parecchie volte, e questo è un dato di fatto che va risolto”

FC Torino v SSC Napoli - Serie A

Ad oggi, ha fiducia nella prossima stagione? Ha sensazioni positive?

“Saprò rispondere a questa domanda nel momento in cui a fine mercato vedrò che cosa ha fatto Cairo… Sicuramente è fondamentale trattenere Belotti, perchè fa la differenza, ed in secondo luogo voglio vedere come si strutturerà per il resto il mercato

Il primo colpo, Sirigu, è davvero ad un passo: è atteso domani a Torino per visite e firma. Pensa che la base di partenza sia già buona o che vi sia necessità di parecchi innesti? 

“Io sono dell’idea che a questa squadra per poter davvero andare in Europa servano cinque giocatori: un portiere, due difensori centrali, un centrocampista d’esperienza ed una spalla importante per Belotti. Sirigu mi piace perchè appunto è un portiere d’esperienza, ma adesso mancano gli altri quattro colpi. Per capirci: io non penso che sia un giovane come Donsah l’uomo giusto, noi a centrocampo abbiamo bisogno di gente già affermata, di sicurezze come Kucka o Castro. Per tornare alla domanda di prima, sarò fiducioso se su questa attuale ossatura saranno innestati giocatori veri. Bisogna mettersi in testa che in Europa si va con i campioni e non con le scommesse.

FC Torino v Pescara Calcio - Serie A

La sua opinione in merito al futuro di Belotti, dunque, sembra molto chiara…

“Io su Belotti ho le idee molto chiare: deve rimanere. Nell’ipotesi che sia ceduto, allora quei 100 milioni vanno reinvestiti, ma alla luce di quello che è successo negli ultimi anni la sensazione è che non saranno reinvestiti. Ripeto, io sono stato molto scottato dall’esperienza dell’anno scorso: se la difesa viene venduta per 50 e viene poi reinvestito per 5, è facile pensare che se Belotti venisse venduto per 100 la cifra reinvestita non supererebbe i 20-25. Invece quegli eventuali soldi andrebbero totalmente reinvestiti per fare una grande squadra: con cento milioni si comprano i campioni, non i Falcinelli o i Ragusa, e non si tratta nemmeno al ribasso per Castro. Il discorso si è visto molto chiaramente nelle ultime stagioni: un anno abbiamo la difesa debole, l’anno dopo l’attacco debole e così via. Bisogna finalmente fare una coperta che copra tutto. Insomma: o resta Belotti e si aggiungono cinque innesti di spessore, o Belotti parte e però quei 100 milioni vengono reinvestiti totalmente. Queste devono essere le due ipotesi.

Un’ultima domanda: l’inaugurazione del Filadelfia. Che cosa significa per lei questa rinascita, anche nell’ottica di una nuova generazione di giovani granata?

“Significa tantissimo, io ho anche preso insieme a mio fratello un seggiolino per mio padre che è mancato cinque anni fa e ci ha trasmesso la fede granata. È una grandissima gioia, una delle più grandi che abbia mai provato: è un vero e proprio ritorno a casa. E certamente, sarà fondamentale anche per giovanili, per le quali in proposito sono contento anche per il Robaldo.

Un’ultima cosa: un altro passaggio importante sarà lo stadio di proprietà. Nel 2017 è qualcosa che non è più prescindibile. Io sarò veramente felice quando, oltre al Filadelfia ed al Robaldo, vedrò che avremo anche lo stadio di proprietà: sarà il segnale che il Toro può davvero nuovamente ambire a qualcosa di importante

5 commenti

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  1. Fb - 6 mesi fa

    Lo stadio di proprieta arrivera quando il comune ce lo regalera
    Perche pagare cio che puoi avere gratis?!

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  2. magnetic00 - 6 mesi fa

    serviva il commento del mental coach? ha detto cose che noi tifosi scriviamo da mesi nei commenti, ah è vero noi siamo comuni mortali

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    1. Torogranata - 6 mesi fa

      Noi siamo anche quelli che applaudiamo dopo aver perso 5a0 in casa,per cui non ci lamentiamo se le cose rimangano sempre uguali.
      Con Cairo la coperta rimarrà sempre corta,ma si rimane in serie A, accontentatevi!

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    2. FVCG77 - 6 mesi fa

      magnetic00, penso che serva anche questo. In genere vedo molto di rado posizioni critiche sulla società. Io non sono anti Cairo a prescindere, ma l’anno scorso c’è stata una campagna acquisti completamente al di sotto delle possibilità. Quest’anno è l’ultima occasione per dimostrare se si vuole crescere, anche lentamente, perchè i soldi in cassa ci sono.

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      1. magnetic00 - 6 mesi fa

        E’ già qualche anno che si parla di ultima occasione

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