L’agente di Laxalt: “Solo sei mesi al Torino? E’ molto legato al Milan”

L’agente di Laxalt: “Solo sei mesi al Torino? E’ molto legato al Milan”

Ariel Krasouski: “Nel calciomercato estivo la scelta di andare a giocare in granata era dovuta al fatto che i rossoneri avevano tre laterali sinistri”

di Marco De Rito, @marcoderito
Laxalt

“Chiaramente la nostra scelta di andare Torino era stata molto ponderata: il Milan aveva tre laterali sinistri e allora la soluzione migliore era quella di andare a giocare in granata”, così Ariel Krasouski spiega la scelta del suo assistito Diego Laxalt di trasferirsi al Torino nel mercato estivo del 2019. L’esperienza dell’uruguaiano è durata solo sei mesi,  in cui ha collezionato sedici presenze.

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Ai microfoni di calciomercato.com l’agente ha rivelato: “In estate c’erano diverse squadre che erano interessate alla situazione di Diego. Io credo che questa sia una cosa positiva, vuole dire che si tratta di un giocatore di valore”. Poi il procuratore ha raccontato il motivo per cui il suo assistito è ritornato in rossonero a gennaio: “La partenza di Rodriguez ha cambiato tutto: il Milan ci ha chiamato subito, chiedendoci la disponibilità a tornare. Diego ha detto subito di sì senza alcuna remora, è legato al club. Senza dimenticare che ha un contratto con i rossoneri fino al 2022”. 

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  1. ALESSANDRO 69 - 4 mesi fa

    Quindi sarebbe tornato a Milano per la saudade???
    Immagino era talmente depresso che a Torino aveva cominciato a fare pipì a letto……Ma roba da matti…

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  2. Immer - 4 mesi fa

    Fenomeno non è mi sembra mai visto saltare l’uomo eppure a Genova sembrava forte.mah non mi sono strappato i capelli anche perché mi ne ho pochi

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  3. bertu62 - 4 mesi fa

    Francamente quei sei mesi col Toro sono passati assolutamente anonimi…Di giocatori così, purtroppo, ne abbiamo avuti tanti in passato ed ancora oggi ne abbiamo troppi: magari anche di valore, di talento, bravi e dotati, ma che per un motivo o per un altro non hanno mai “inciso”, non hanno mai “lasciato il segno”, ed i nomi li conosciamo tutti….
    E non si deve liquidare il tutto come fanno tanti sotto la voce “colpa di Cairo” perché sennò non si “spiegherebbero” invece tutti quegli altri che invece il segno la hanno lasciato, alcuni anche BELLO GROSSO: l’ultimo in ordine di tempo è proprio Belotti, ma prima di Lui Immobile, e Iago, e Cerci, e ElKa, e Glik e tanti altri ancora…
    Quindi c’è qualcosa nella testa di molti giocatori che “scatta”: Ljajic il caso più eclatante, talento e svogliatezza, alle volte bravo da battere le mani altre volte (troppe) da mettergliele addosso, le mani: probabile che c’entri anche molto CHI siede sulla panchina in quel momento, CHI gestisce i giocatori e sa (o dovrebbe sapere…) quali “tasti” toccare….

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    1. Héctor Belascoarán - 4 mesi fa

      Era da tanto che non sentivo tirare in bello Ljajic… ma per favore non mischiamo la cacca col risotto!

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  4. maxx72 - 4 mesi fa

    Tutto ciò per spiegare che tutti hanno perso tempo dietro sta storia. Di bene in peggio.

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  5. Bacigalupo1967 - 4 mesi fa

    Articolo leccapiedistico per giustificare la scelta presidenziale di risparmiare 3 mesi di stipendio.
    Peccato che l’uscita non sia stata compensata da un’entrata, come non sono state compensate le uscite di Bonifazi Falque e Parigini.

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  6. ddavide69 - 4 mesi fa

    Ma va a cagare

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