Conte: “Ripresa Serie A? Bisogna avere qualche garanzia in più”

Le parole / Il Presidente del Consiglioa: “Bisogna prima capire se si realizzano le condizioni per la ripresa del campionato in massima sicurezza”

di Marco De Rito, @marcoderito

“Ripartenza del campionato? Non ci sono le garanzie al momento. Siamo responsabili, ma speriamo tutti inizi presto”. Così Giuseppe Conte si esprime nella conferenza stampa in cui annuncia il nuovo decreto che consentirà diverse riaperture a partire dal 18 maggio. Nello specifico, sul calcio, il Presidente del Consiglio ha dichiarato: “Il ministro Spadafora sta seguendo il mondo dello sport ed è molto responsabile, come tutto il Governo. Bisogna che si realizzino le condizioni di massima garanzia per la ripresa del campionato, ma non solo del calcio. Noi parliamo di tutti gli sport. Per avventurarsi per avere una data, bisogna che ci siano garanzie in più, che in questo momento non ci sono. Speriamo arrivino presto”.

Il premier ha parlato anche del lavoro svolto sino ad ora: “Affrontiamo questa fase con voglia di ricominciare. I dati sono incoraggianti e gli sforzi hanno prodotto i risultati attesi:è sceso il numero dei malati, dei decessi e sono aumentati i guariti. Siamo nella condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e senso di responsabilità. Sarà importante il dialogo con le Regioni come nella fase 1. Stiamo affrontando un rischio calcolato, la curva potrebbe risalire, ma dobbiamo ripartire”.

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Sulla riaperture il Presidente ha dichiarato: “Da lunedì stop alle autocertificazioni, si potrà andare dove si vorrà. Permangono i divieti per i positivi al virus, per chi ne ha i sintomi e di assembramento. Rispettiamo le distanze. Fondamentale la mascherina che va indossata idoneamente, soprattutto al chiuso ma anche all’aperto, specie in luoghi affollati. Riaprono tutte le attività finora escluse dalle riaperture, ma sempre e solo se le regioni garantiranno l’osservanza delle norme”.

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Conte ha poi annunciato: “Dal 15 giugno riapriranno cinema e teatri. Dal 25 maggio piscine e palestre. Sono consapevole che per molte attività la riapertura non significherà ripresa economica. Sono consapevole che senza gli aiuti non sarà possibile ripartire che il decreto rilancio non sarà la soluzione a tutti i problemi di questo momento. Fino al 3 giugno, manterremo le restrizioni di movimento solo tra le regioni. In procinto di questa data, valuteremo i rischi e procederemo alle riaperture. Dal 3 giugno ci si potrà muovere anche in Europa e rientrare in Italia senza affrontare la quarantena”.

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  1. christian85 - 7 mesi fa

    Mi faccio soltanto questa domanda caro Presidente del Consiglio : ma il calcio, considerato come gioco di gruppo, come fà a rispettare norme di sicurezza totali da mantenere distanze uno dall’altro?
    Cosa fanno i difensori agli attaccanti? Li fanno passare perchè non ci si può toccare? Fanno una panchina lunga 10 metri per far sedere le riserve distanziati a 1 metro l’uno dall’altro? Fanno la coda dal campo quando finisce la partita per andare negli spogliatoi a farsi la doccia?

    Ma avete visto oggi in Bundesliga tra Borussia-Shalke quanti episodi di diretto contatto ci sono stati? Considerati anche gli sputi dei calciatori?

    Non capisco come si possa andare contro al serio pericolo di contagio, quando ci sono ancora positivi nella varie squadre… MA SOPRATTUTTO, quando Lombardia e Piemonte sono ancora le 2 regioni dove i casi continuano…..

    Fate voi.. già siamo ridicoli cosi…

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