Decreto Conte, le deroghe: ok ad allenamenti e coppe europee a porte chiuse

Il decreto / Si ferma il campionato di Serie A, ma le sfide di Champions League ed Europa League sul territorio italiano si potranno disputare a porte chiuse

di Marco De Rito, @marcoderito
Conte

Stop al campionato di Serie A, ma le squadre si potranno allenare e le competizione europee (Champions League ed Europa League) si potranno disputare, sempre e rigorosamente a porte chiuse e sempre con società ed associazioni sportive tenute ad adottare misure anti-contagio da Covid-19. “Non c’è più tempo, restiamo a casa. Non ci sarà più una zona rossa. Evitare su tutto il territorio italiano gli spostamenti a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, salute o necessità”, ha dichiarato Conte in conferenza stampa. Queste le eccezioni previste del decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte presentato in serata e in vigore dal 10 marzo 2020.

Ciò che riguarda le manifestazioni sportive è contenuto nella lettera d dell’articolo 1: “Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute d’allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali, resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utlizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.

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