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Gravina: “Alcuni presidenti non vogliono giocare per non pagare gli stipendi”

Il presidente della FIGC: "La nostra esigenza di ripartenza è consacrata all’interno del nostro DNA"

Marco De Rito

""La mia determinazione è sempre stata quella di far capire cosa rappresenta il calcio nel mondo dello sport e soprattutto dell’economia italiana", così Gabriele Gravina ospite del convegno “Lo sport oggi: dall’emergenza alla ripartenza”, organizzato dall’Università di Bologna e dalla rivista Diritto dello Sport. "C’è la dimensione economica, ma non solo. Il calcio è uno straordinario fattore sociale, non solo economico. Genera entusiasmo", continua il presidente della FIGC. 

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"Il numero uno della Federcalcio ha poi affermato: "La nostra esigenza di ripartenza è consacrata all’interno del nostro DNA. Ci sono molti fattori che mi hanno convinto di continuare a giocare. Uno di questi, per me è stata una parentesi di grande tristezza, e lo farò presente. Constatare che nel mondo del calcio alcuni facciano di tutto per non scendere in campo, convinti che così non pagherebbero alcune mensilità ai propri tesserati. È un gioco perverso quello di una società che non vuole giocare per limitare i danni". Infine Gravina conclude: "E' triste vedere le porte chiuse e so che in molti vorrebbero che non si tornasse a giocare. Ma c'è da considerare che se riparte l’economia del nostro Paese non può non ripartire una delle sue industrie più importanti". 

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