Gravina: “Lo scudetto è secondario, ci sono retrocessioni e promozioni da stabilire”

Rassegna TN / Il presidente della FIGC in esclusiva per il Corriere dello Sport ha toccato tutte le tematiche del momento, dall’Europeo alla Serie A

di Redazione Toro News

In esclusiva per il Corriere dello Sport ha parlato Gabriele Gravina, presidente della FIGC, che ha analizzato la situazione, spiegando anche il punto di vista della Federazione. Il tema più caldo è quello del futuro dei campionati, non solo quello della lotta scudetto, che, come spiega, è secondario: “Tutti pensano che l’unico problema sia quello di assegnare lo scudetto. Ma noi dobbiamo stabilire chi va in Champions e in Europa League, chi retrocede in B, chi sale in A, chi retrocede in C e chi sale in B. In via teorica si potrebbe anche non assegnare il titolo, ma tutto il resto si deve stabilire. Rinunciare a promozioni e retrocessioni sarebbe una violazione degli interessi soggettivi di tante società. Penso che congelare una classifica sia un errore da evitare. Il valore della competizione va salvaguardato. Dobbiamo dare delle chance a chi ha investito tanto su un obiettivo sportivo. Vuol dire giocare il più possibile. Portarci avanti col campionato e finirlo, se possibile“.

I club di A vogliono salvare il campionato: ripresa il 2 maggio per finire il 28 giugno

Il presidente ha poi parlato anche dell’Europeo: “Tutti dobbiamo mettere prima la salute e poi far prevalere il buon senso. E il buon senso dice che difendere un solo grande evento europeo, programmato per giugno, sarebbe un errore strategico“. Poi Gravina continua sullo stesso tema: “L’Europeo fa da tappo allo slittamento quasi certo di molti campionati. Se non togli il tappo, la bottiglia esplode, con il rischio di perdere tutto. Non ne abbiamo parlato ancora in maniera ufficiale. Perché prima di dire che l’Europeo slitta ci vuole il sì delle altre Federazioni“.

Tornando al tema campionati, il presidente dà la priorità a finire la stagione entro il 30 giugno, giorno in cui scadono contratti e termina ufficialmente l’annata calcistica: “Abbiamo una dead line. È il 30 giugno. Scadono contratti, assicurazioni, licenze. Finisce l’anno calcistico. Andare oltre significa introdurre modifiche regolamentari del tutto eccezionali – sulle tempistiche spiega – Ci vorranno dai 45 ai 60 giorni. In due mesi portiamo tutto a termine con certezza. Se pure iniziamo a maggio, si può fare“.

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  1. G.GRANATA - 8 mesi fa

    Ma questi sono coglioni perché sono nati così??!!!O lo sono diventati strada facendo? Ma…..

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  2. Héctor Belascoarán - 8 mesi fa

    La stagione è finita e ancora non se ne rendono conto.

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    1. FORZA TORO - 8 mesi fa

      credo anch’io,per ricominciare ci dovrà essere rischio ZERO,non si sa ancora quanto sia il rischio di recidiva di questo virus

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  3. Junior - 8 mesi fa

    Ma pensare alle cose più importanti? Tipo abbiamo già dei giocatori infettati? Muoriamo se rinviamo campionati, CL EL Coppa Italia e quant’altro per un anno?

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  4. FORZA TORO - 8 mesi fa

    cristallizzazione della classifica all’ultima giornata giocata regolarmente da tutte le squadre a porte aperte.Chi ha avuto,ha avuto,ha avuto,chi ha dato,ha dato,ha dato…

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  5. BACIGALUPO1967 - 8 mesi fa

    Che tristezza leggere di contratti che scadono inderogabilmente il 30/06 e deadline in una situazione del genere.
    Anche medicibe infermieri hanno dei contratti… Ma da un mese a questa parte stanno lavorando un numero di ore che i signori del pallone neppure in un campionato intero fanno…
    Vergogna!!!!!

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