Parma, non si molla l’Europa: attesa per il Consiglio di Stato e il TAS

Europa League / A Collecchio sperano nel risarcimento dal Tribunale amministrativo e sono pronti per la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Il TAS dovrà definitivamente ammetterli o escluderli dalla competizione entro la settimana

di Diego Fornero, @diegofornero

Sarà oggi il giorno giusto per la sentenza del Consiglio di Stato relativa all’appello avverso la decisione del TAR del Lazio di diniegare la propria giurisdizione sulla mancata concessione della Licenza UEFA? I tempi della giustizia italiana, si sa, sono, ahinoi, biblici, ed anche il procedimento urgente promosso dal club di Tommaso Ghirardi non fa eccezione, con il provvedimento che sta tardando in maniera significativa.

ATTESA PER IL CONSIGLIO DI STATO – A Collecchio, infatti, si aspettavano una sentenza già la settimana scorsa, ma oggi potrebbe finalmente essere giunta l’ora. Attenzione, però, il Consiglio di Stato non può, in alcun modo, riammettere il Parma in Europa League: in quanto organo della giustizia amministrativa italiana non ha questo genere di competenza, riservata unicamente al TAS, ma potrebbe esclusivamente predisporre nei confronti del club gialloblu un risarcimento, fattore certo non secondario in chiave calciomercato, considerato che un gruzzolo farebbe comodo, e non poco, alle casse del club emiliano.

PRONTO IL RICORSO ALLA CEDU – Qualora anche il Consiglio di Stato confermasse quanto già statuito dal TAR del Lazio, ovvero che la competenza sulla concessione della famigerata Licenza UEFA fosse riservata unicamente all’Alta Corte del CONI ed un organo amministrativo ordinario dello Stato non possa intervenire a riguardo, allora ecco che il Parma ricorrerebbe alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la CEDU di Strasburgo, reputata l’extrema ratio in caso di procedimenti ingiusti. Di fronte alla massima corte di giustizia comunitaria, il club di Ghirardi lamenterebbe la lesione del diritto fondamentale ad un equo processo, provando ad ottenere un risarcimento ancora maggiore, in caso di vittoria della causa. Certo, le spese processuali non sono indifferenti, e sicuramente il team di legali che assiste il Parma si sta già fregando le mani… Ma i gialloblu vogliono andare fino in fondo, anche per “ossequio” verso i tifosi, che si sono visti sfilare via l’Europa sotto gli occhi per le irregolarità contributive del loro Presidente, che ora vorrebbe ad ogni costo rimediare, e magari ottenere anche del denaro fresco da investire.

IL TAS ENTRO LA SETTIMANA – L’attenzione del Torino, controparte più che interessata, però, è tutta verso il TAS: solo la Corte di Losanna potrebbe, eventualmente, riammettere il Parma in Europa League, ma dovrà sbrigarsi ad intervenire. Mancano ormai dieci giorni esatti all’esordio europeo dei granata, ed il provvedimento dovrebbe, ragionevolmente, giungere entro questa settimana. Poche le speranze gialloblu, ma per scaramanzia meglio attende il definitivo via libera… Quello che spalancherà, stavolta definitivamente e senza appello, il Toro verso quell’avventura europea che manca da vent’anni.

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