Serie A, Tommasi: “Il campionato può essere annullato”. E poi attacca alcuni presidenti

Dichiarazioni / Le parole del numero uno dell’Associazione italiana calciatori

di Andrea Calderoni

Il futuro del campionato è a rischio? Ovviamente molto dipenderà dal contenimento dei contagi da Coronavirus delle prossime settimane. Intanto le diverse autorità del mondo del pallone continuano a rilasciare dichiarazioni su quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi. Le ultime in ordine di tempo sono state quelle di Damiano Tommasi al quotidiano romano Il Messaggero. Il presidente dell’Associazione italiana calciatori (Aic) non ha escluso l’eventualità che il campionato possa non concludersi. “Se il campionato sforasse a luglio, sarebbe un bel problema. C’è un’infinità di calciatori che, rispettando le regole, si trovano ad aver firmato per altri club, con decorrenza il primo luglio; ci sono i prestiti, gli svincolati. Il 30 giugno ci sono i bilanci da presentare ed è un problema per i club. Dovrà essere studiato uno scivolo, verrà fatta una moratoria, allungando gli accordi. E non bisogna esagerare con lo slittamento: l’inizio della prossima stagione non potrà assere spostato troppo in là, visto che, almeno quello si spera di farlo, ci sarà l’Europeo”. E ancora: “Ipotesi annullamento campionato? Certo. Ripeto: si chiudono le scuole, si può chiudere un campionato o più di uno. Sarebbe un bel problema, ma purtroppo queste cose non le scegliamo noi, ma il Coronavirus, che ormai ci ha caricati tutti sulla stessa barca, nella stessa incertezza e con la stessa fragilità”. 

Torino, De Silvestri su Twitter è perentorio: “State a casa!”

ATTACCO – E poi Tommasi non risparmia degli attacchi a molti presidenti della massima serie del calcio italiano. “Sono come i musicisti del Titanic, che continuano a suonare mentre la nave affonda e non si capisce che la situazione è seria – afferma -. Temo che le date verranno disattese. Nel Nord il fenomeno è in continua crescita, così come nel resto d’Europa. Era giusto dare un orizzonte temporaneo, quasi come forma di ottimismo. Ci sta. Ma c’è molto da fare ancora. All’inizio sembrava che il fenomeno riguardasse solo la zona della bassa Lombardia, poi si è trasferito a Brescia e Bergamo, è imprevedibile, non sappiamo cosa succederà nel Sud. La logica ci dice che dobbiamo comportarci bene, con rigore. Non si tratta di essere catastrofisti o ottimisti, cerco solo di essere realista. Ricominceremo, ma in sicurezza. E laddove servirà, rispetteremo misure più severe”.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy